Titoli di coda, un nuovo caso per il commissario Kostas Charitos

elia banelli

*di Elia Banelli*

Petros Markaris è considerato all’unanimità il più noto scrittore greco vivente, autore di romanzi, opere teatrali e sceneggiature cinematografiche. Insieme al francese Jean-Claude Izzo (scomparso nel 2000), rappresenta nella letteratura di genere uno dei massimi esponenti del così detto “noir mediterraneo”. La fama internazionale se l’è conquistata grazie al commissario di polizia di Atene Kostas Charitos, personaggio creato da lui e protagonista di otto romanzi incentrati sulla storia della società greca negli ultimi venti anni, stretta tra gli strascichi lasciati dalla dittatura dei colonnelli e il dramma della crisi finanziaria che ha travolto l’Europa e ha radicalmente cambiato il volto del paese. In “Titoli di coda”, il romanzo che chiude la trilogia dedicata appunto alla crisi economica, pone il lettore di fronte al consueto scenario di corruzione sociale e caduta libera dei valori morali. Un imprenditore greco-tedesco si uccide ad Atene, ma all’ambasciata tedesca giunge un biglietto firmato “I Greci degli anni Cinquanta”, in cui si sostiene la tesi dell’omicidio. A breve distanza di tempo ecco verificarsi altre morti: il proprietario di una scuola privata, un faccendiere che intascava e distribuiva bustarelle, regolando così il rapporto d’affari tra imprenditori con pochi scrupoli e una pubblica amministrazione soffocata dalla burocrazia e dalla corruzione, e infine due proprietari agricoli. In ogni caso arriva puntuale la rivendicazione via internet dello stesso gruppo. Il commissario Charitos si trova così alle prese con un caso complicato, reso ancora più delicato dall’aggressione subita dalla figlia a opera dei membri di “Alba Dorata”, colpevole (la ragazza) di impegnarsi a favore degli immigrati. Con uno stile asciutto e diretto, arrivando dritto al punto e concedendo poco al superfluo, il maestro Markaris ci guida lentamente attraverso le strade di un’Atene ridotta in povertà, ripiegata su sé stessa, intimorita e sfiduciata da un presente difficile e da un futuro incerto. La magistrale capacità dell’autore di dosare la narrazione tipica del giallo con l’analisi puntuale dell’ambiente sociale e politico, tipico del noir, conferma le sue straordinarie doti di romanziere contemporaneo.

Buona lettura.

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Mario Tassone

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