I giardini di Villa della Pergola di Alassio

paola vignati

*di Paola Vignati*

I giardini di Villa della Pergola di Alassio costituiscono un importante tassello del patrimonio storico culturale della Liguria, hanno vinto, nel mese di aprile 2022, il concorso “Il parco più bello d’Italia”, nella categoria parchi privati, per l’edizione unificata 2020-22.

L’evento, giunto alla diciottesima edizione, è patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Ministero dell’Ambiente, dall’Unesco, dall’Aci con l’adesione del FAI e dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, mira a promuovere e valorizzare lo straordinario valore dei parchi e dei giardini italiani. I giardini di Villa della Pergola di Alassio sono stati definiti dalla giuria: “Meta di impareggiabile bellezza che si affaccia sull’acqua“.

Le motivazioni del vittoria sono molteplici: l’interesse botanico e storico, la promozione turistica del luogo, il perfetto stato di conservazione e l’attenta manutenzione del parco, oltre che l’accessibilità dei giardini che possono essere visitati con interessanti visite guidate. Il parco della villa si estende su una superficie di 22.000 metri quadri, ricco di flora mediterranea, esotica e sempreverde. Ospita circa diecimila piante. Piante che prosperano nel sole del Mediterraneo e regalano scorci unici dalla prima collina di Alassio. Le due sorgenti d’acqua che riforniscono il giardino, sono convogliate in grandi cisterne, costituiscono la base della rete idraulica ed alimentano le fontane.

villa della pergola

Glicini e Agapanti

La villa della Pergola deve il suo nome alle numerose pergole presenti nel giardino ricoperte di glicini, per un totale di trentaquattro varietà. A cui si aggiungono gli agapanti, o meglio la più importante collezione di agapanthus in Europa, per un totale di cinquecento specie presenti nei giardini. Agapanthus deriva dal greco àgape amore e ánthos fiore, il fiore dell’amore. L’agapanto fiorisce  in estate tra giugno e luglio il colori variano dal blu acceso al bianco.

Gli agrumi e i cactus

Il giardino ospita varie coltivazioni di agrumi: pomelo, cedri, mandarini, arance, arance amare e l’esotica Mano di Buddha. Il chinotto, eccellenza ligure, di origine cinese importato da un navigatore ligure nella sua terra, presidio Slow Food occupa in posto importante nelle coltivazioni del giardino. Dal chinotto si ricavano, oltre alla celebre bevanda, profumi, oli, e può essere  usato in cucina. Il frutto  rimane sulla pianta fino a due anni. La collezione di piante grasse è un omaggio ai Giardini Hanbury di Ventimiglia.  

La Wollemia nobilis è una delle più antiche e rare specie botaniche di tutti i tempi, appartiene alla famiglia delle Araucariaceae che risalgono a 200 milioni di anni fa. La specie, ritenuta estinta, era nota grazie al ritrovamento di fossili risalenti a 90 milioni di anni fa. E’ stata scoperta, nel 1994, in Australia, dalla guardia forestale David Noble in un canyon, tenuto rigorosamente segreto per garantirne la sopravvivenza in situ.La sua presenza in natura è stimata in poco meno di 100 esemplari rigorosamente protetti. Al fine di garantirne la sopravvivenza, è stato riprodotto un numero limitato di alberi che si possono trovare nei più conosciuti i giardini botanici.

villa della pergola

 Villa della Pergola dagli inglesi ad oggi

Villa della Pergola è una dimora storica di fine Ottocento che narra la fascinazione inglese per la riviera ligure ed Alassio in particolare. Nell’Ottocento molti inglesi sceglievano la Riviera per trascorre la winter season in un clima mite. Il Generale  scozzese William Montagu Scott McMurdo edifica il Villino della Pergola  da una preesistente struttura. Nel 1880 iniziano i lavori per la costruzione di Villa della Pergola, con la famosa cupola arabeggiante rivestita di ceramiche, della vicina Albisola, diventata un simbolo della residenza. Il generale McMurdo si dedica anche al giardino con la creazione di un parco su più livelli con i classici terrazzamenti liguri e i muretti a secco che ospitano ulivi, agrumi e carrubi, ma aggiunge anche piante di alto fusto come palme e cipressi. Alla Morte del generale McMurdo Villa della Pergola  diventa di proprietà di Sir Walter Hamilton Dalrymple, che la mantiene  per circa vent’anni. Il 1922 è l’anno della svolta Daniel Hanbury, il figlio del famoso Thomas Hanbury creatore dei giardini Hanbury di Ventimiglia, acquista la villa.  

“… Il luogo è semplicemente incantevole, il giardino è pieno di rose, rose e rose, un viale di cipressi, palme, una grotta, fontane con giochi d’acqua, alberi di eucalipto che sussurrano: è tutto come una terra incantata”.

villa della pergola

Sylvia Hanbury

Gli Hanbury danno un notevole contributo: completano il giardino, ampliando la collezione di piante soprattutto esotiche trasportate dall’orto botanico della Mortola di Ventimiglia. Gli anni Venti sono un periodo straordinario per la Villa e per Alassio: i numerosi luoghi di svago creati dai benestanti figli di Albione contribuiscono al benessere della cittadina.

La Villa ha avuto ospiti illustri: dallo scrittore pittore Carlo Levi, che aveva una proprietà confinante con la Villa, ad Alfred Hitchcock che proprio qui ha girato alcune scene di The pleasure garden. Poi gli anni della guerra, ma nel 1946 gli Hanbury ritornano ad Alassio, Daniel, rimasto vedovo, sposa Ruth e i party primaverili in occasione delle fioriture dei glicini da lei organizzati entrano nella leggenda. Daniel Hanbury muore nel 1948 e la sua dipartita segna la fine della presenza inglese ad Alassio. Nel 1982 la proprietà viene venduta e per lunghi anni verte in uno stato di totale abbandono. L’attuale proprietà, la famiglia Ricci, ha deciso di intervenire  per salvare la collina da una speculazione edilizia nel 2006. Il restauro della Villa è guidato dall’architetto Ettore Mocchetti,  quello del giardino dall’architetto paesaggista Paolo Pejrone. Oggi Villa della Pergola e il Villino della Pergola fanno parte del prestigioso circuito  Relais&Châteaux,  a cui si aggiunge Nove il  ristorante stellato guidato da Giorgio Servetto.

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Mario Tassone

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