Il Direttore perfetto

di Rosalba Paletta*

 

Grinta, equilibrio, determinazione, non senza un solido bagaglio di competenze manageriali ed un deciso tocco di classe, fanno di Maria Grazia Falduto, il perfetto Direttore Generale del Gruppo Pubbliemme.

 

Il suo colore preferito è il verde, “colore della speranza, ma anche della natura, il nostro bene più prezioso”. Ama i saggi di economia e di politica, ma anche le biografie dei grandi imprenditori e manager internazionali. Predilige ascoltare musica italiana, tutta, “un grande patrimonio musicale, dalla classica a quella pop, anche se spesso ce ne dimentichiamo”. Al dolce preferisce senza dubbio il salato, “eccezion fatta per la cioccolata, soprattutto quella con le nocciole”. Se dovesse indicare un film che rivedrebbe cento volte, sceglierebbe Il Diavolo veste Prada, “un film che svela il chiaroscuro del successo, che mostra come sia possibile tenere insieme il valore del lavoro duro, con la mondanità e il lusso. Senza rinunciare allo stile”. Al vino, rosso o bianco, preferisce le bollicine, “hanno una marcia in più e anche un potere contagioso. Basta una bollicina per far festa!”. Non beve caffè. “Preferisco gli infusi naturali, come la malva e lo zenzero”. E’ un’amante del fitness, anche se “gli impegni quotidiani riducono ogni giorno di più lo spazio da dedicare a questa attività”. Al suo hobby però non rinuncia: “appassionata di motor sport e ducatista sfegatata, non appena ho un po’ di tempo libero salgo sulla mia moto e mi gusto i paesaggi del litorale calabrese”. Quando vuole rilassarsi rimane a casa con la famiglia e dedica le sue cure al figlio. Mentre quando è di cattivo di umore: “Cerco di ritrovare il mio equilibrio, senza contaminare chi mi sta accanto. A volte basta avere pazienza e le giornate “no” spariscono da sole”. Grinta, equilibrio, determinazione, non senza un solido bagaglio di competenze manageriali ed un deciso tocco di classe, fanno di Maria Grazia Falduto, il perfetto Direttore Generale del Gruppo Pubbliemme. Nel mese della festa della donna, l’abbiamo incontrata e abbiamo raccolto il suo pensiero in questa appassionata intervista.

 Interno degli uffici della sede Pubbliemme

Milano/Vibo sola andata. Che cosa l’ha “riportata” a casa …?

Sono nata orgogliosamente in Calabria, ma la città che mi ha formata come donna e come manager è Milano. Dopo gli studi economici in Bocconi e diverse esperienze lavorative nella città meneghina, ho deciso di tornare in Calabria, forte del mio curriculum e stimolata dall’opportunità professionale che l’azienda che oggi guido mi ha offerto. La Calabria per me non è stato un ritorno, come lo è stato per molti professionisti che hanno deciso tornare a casa, ma una sfida. Il Gruppo Pubbliemme che oggi dirigo si trovava in un punto di svolta aziendale ed io ho creduto nella scommessa che l’impresa mi ha posto davanti e che insieme abbiamo vinto, ovvero diventare una società leader nel mercato nazionale della comunicazione.

Se tornasse indietro, c’è qualcosa che cambierebbe nel suo percorso, se potesse? Che cosa?

Del mio percorso di vita e professionale non cambierei neanche una virgola. Ogni tanto guardare al passato può essere utile, ma per indole, per carattere e anche per metodo il mio sguardo sulla vita e sulle cose è proiettato in avanti. A meno che non ci siano delle evidenze particolari che mi facciano cambiare idea, tengo ferme le mie decisioni e guardo sempre al domani, al futuro. Noi siamo le scelte che facciamo, la vita e il nostro destino sono principalmente nelle nostre mani e il coraggio necessario per affrontare tutti i percorsi che la nostra esistenza ci pone davanti non deve lasciare spazio all’incertezza e agli inutili ripensamenti.

Usciamo da un anno difficile ed entriamo in un altro che si preannuncia non meno complicato, una crisi nella crisi per chi fa impresa in Calabria?

La situazione mondiale è a dir poco drammatica e l’impatto sulle nostre abitudini sociali e sulla nostra tenuta psicologica è stato davvero fortissimo. Le ripercussioni e le ricadute sociali della pandemia sono gravi e i numeri dei vari rapporti economici e sanitari sono impietosi. Purtroppo il vaccino che in questi ultimi giorni è stato presentato come soluzione alla crisi pandemica, non potrà immunizzarci dagli effetti reali che il Covid-19 ha generato nell’economia globale. Il futuro economico, che già prima dello scoppio della pandemia era incerto, in un contesto depresso come la Calabria rischia di trasformarsi in una via senza ritorno e soluzione, una vera e propria crisi nella crisi. Il territorio dal quale e nel quale l’azienda che dirigo opera quotidianamente è caratterizzato da un contesto sociale, culturale ed economico molto difficile e complesso, dove il malaffare si intreccia con la burocrazia, dove la politica non dialoga con il territorio e dove fare buona impresa si sta trasformando in una vera e propria missione. Per tutti questi motivi è sempre impossibile abbassare la guardia, anche durante il lockdown e le chiusure forzate.

Le donne stanno pagando un prezzo altissimo in questa precisa fase socio-economica. Da donna in carriera come ha vissuto questi mesi di lockdown Maria Grazia Falduto? 

Il Gruppo Pubbliemme e la Società Editoriale Diemmecom non si sono mai fermate, anzi hanno mantenuto la barra dritta sugli impegni presi e i servizi contrattualizzati con i loro investitori, continuando a garantire a tutti gli utenti delle testate un servizio di informazione e intrattenimento di grande qualità e assoluta presenza. Dal mio personale punto di vista, posso dire che questo periodo così drammatico e incerto mi ha rafforzata e mi ha resa più consapevole delle mie capacità manageriali. Certamente è stata dura, ho dovuto assumere delle decisioni difficili, avendo pochissimo tempo a disposizione e avendo davanti a me il monito costante di tenere in sicurezza l’azienda. Gli altri dicono di me che sono una donna forte e coraggiosa: probabilmente è vero, ma molti dei miei successi e del mio essere una donna in carriera dipendono dalla fiducia che ogni giorno tutta l’azienda dimostra di avere nei miei confronti. Mi sento abbastanza soddisfatta di come ho tenuto la rotta per uscire dall’emergenza e devo certamente ringraziare tutti i miei collaboratori, dai più stretti ai consulenti, e condividere il merito di questo passaggio delicato con il Presidente Domenico Maduli. Lui, oltre ad essere compagno di vita e il padre di mio figlio, è prima di tutto un grande imprenditore che con la sua visione, la sua creatività e il suo impegno trasmette all’intera azienda l’energia e l’indirizzo necessario per affrontare tutte le sfide con le quali ci misuriamo.

I dati parlano di una crisi che ha aggravato una condizione già difficile: sono ancora troppo poche le donne in posizioni apicali; sono meno retribuite e, se si ferma il Mondo – come nel caso ultimo della Pandemia -, le prime a farne le spese sono loro, sulle cui spalle ricade l’onere della famiglia. “Non è un Paese per donne” verrebbe da dire…

Se l’Italia non è un Paese per donne, figuriamoci se può esserlo la Calabria. A tutte le negatività a cui facevo riferimento prima, possiamo certamente aggiungere una lunga lista di pregiudizi e ingiustizie sociali, tra i quali spicca la condizione di marginalità della donna nella società e nei luoghi di lavoro e di potere. Negli ultimi anni la storia recente dei diritti e delle opportunità ha visto le donne in grande recupero ma c’è ancora molto da fare. Nonostante ci sia un’attenzione diversa rispetto al passato sul ruolo delle donne, viviamo in una società che si dimostra ancora fortemente maschilista. E questo aspetto è particolarmente evidente nei luoghi di lavoro e di potere, dove la donna deve generalmente faticare di più per imporre la propria visione delle cose e per ottenere i risultati a cui aspira. In questa realtà si aggiunge, nelle regioni del sud, l’ulteriore difficoltà nel tenere insieme i diritti di essere donna, con i ruoli di madre e lavoratrice. Insomma, la strada che ci porterà al raggiungimento concreto delle pari opportunità è ancora tutta da percorrere.

Quali misure concrete si aspetta da cittadina, da professionista, da mamma, in questo quadro generale di crisi, dal Governo Draghi? 

Da economista ed esperta di finanza aziendale sono felice del grande profilo di serietà, esperienza, professionalità e carisma internazionale che certamente esprimerà questa Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma con tutta onestà c’è da dire che la sfida davanti a tutti noi è molto ardua. Da dirigente d’impresa e da professionista mi aspetto maggiore attenzione alle dinamiche economiche che muovono il Paese, e a chi gioca lealmente la partita nei mercati liberi, nonché maggiore concretezza nelle politiche fiscali e del lavoro. Mentre da cittadina e da giovane mamma spero, per il futuro della mia regione e di tutti i suoi figli, che il Recovery Fund, il piano per la ripresa dell’Europa, venga interpretato e attuato come l’ultima chance che ha il Sud per ripartire. Abbiamo bisogno di una società più moderna e sostenibile, che sappia mettere a disposizione di tutti i benefici della ricerca e dell’innovazione favorendone lo sviluppo e la tutela, che possa affrontare la sfida delle transizioni climatiche e digitali, che sappia favorire politiche di coesione e produttive, che possa garantire la giusta protezione alla biodiversità e allo scambio culturale.

I marchi del Gruppo Pubbliemme

 

La sua è un’azienda aperta al cambiamento, alle innovazioni tecnologiche e digitali. Quali nuovi progetti vi impegnano?

Il Gruppo che dirigo ha fatto dell’innovazione digitale il motore propulsore del proprio business, soprattutto negli ultimi anni. Anche i servizi di comunicazione tradizionale, che restano un asset strategico del nostro mercato, si stanno evolvendo in questa direzione, sia dal punto di vista della gestione, che del servizio in sé. L’azienda è ormai interamente digitalizzata e se così non fosse non potrebbe continuare ad essere competitiva. L’innovazione tecnologica e tutte le opportunità che offre il digitale ci hanno consentito di spostare gradualmente investimenti e ricerca, e questo ha consentito nel tempo un allargamento significativo della nostra offerta di servizi. Il Gruppo Pubbliemme, storicamente leader nel settore dell’out of home ha già da qualche anno iniziato una trasformazione dei propri impianti verso il digital out of home, con una presenza nei contesti urbani che guarda ai modelli di integrazione tecnologica tipici delle smart cities. La Società Editoriale Diemmecom, che edita tre testate online di informazione e il network televisivo regionale LaC, nasce ed opera interamente in ambiente digitale, sfruttando tutte le potenzialità che solo questa tecnologia è in grado di offrire. Ultimo in ordine di apparizione, è il progetto LaC Play, il nostro appena nato sistema on demand del network televisivo LaC, un fulgido esempio di tecnologia digitale in grado di raggiungere su più piattaforme tutti i nostri utenti, allargandone la prospettiva territoriale di fruizione grazie al web. Una scommessa molto impegnativa e di frontiera, un banco di prova sul quale si giocherà il futuro dell’industria culturale e televisiva nei prossimi anni. Ma il nostro Gruppo non guarda solo al business. Grazie alla sensibilità del nostro Presidente, l’azienda è impegnata in forma continua nel sociale promuovendo e favorendo prassi, iniziative culturali e solidali che ci legano fortemente al territorio in cui operiamo. Il nostro è uno sguardo puntato a chi è vicino, ma che sa anche guardare lontano. Infatti negli ultimi due anni siamo stati scelti dalla Commissione Europea con i due progetti LaC Europa e LaC Med, rispettivamente per promuovere i fondi di Coesione e le Politiche Agricole Comuni con un progetto sul Mediterraneo. Quest’ultimo progetto, che è tutt’ora in corso e che a breve vedrà un intenso road show nelle principali Università del sud Italia, mi rende particolarmente orgogliosa per via della grande responsabilità che ci è stata affidata come comunicatori e divulgatori. Un modo per dimostrare che la Calabria non è la periferia d’Europa ma una porta del Mediterraneo. Invito tutti i lettori della sua prestigiosa rivista a seguire e contribuire alla riuscita del progetto attraverso il portale dedicato www.lacmed.it.

Thanks to the sensitivity of our President, the company is continuously engaged in the social sector by promoting and fostering practices, cultural and solidarity initiatives that strongly bind us to the territory in which we operate. Ours is a gaze that looks closely but also knows how to look far. In the last two years we have been chosen by the European Commission, with the two LaC Europa and LaC Med projects, respectively to promote Cohesion Funds and Common Agricultural Policies with a project on the Mediterranean. This latest project, which is still underway and which will soon see an intense road show in the main universities of southern Italy, makes me particularly proud due to the great responsibility that has been entrusted to us as communicators and disseminators. A way to show that Calabria is not the periphery of Europe but a gateway to the Mediterranean. I invite all the readers of his prestigious magazine to follow and contribute to the success of the project through the dedicated portal www.lacmed.it.

Sono certa che lo faranno… Un’ultima domanda direttore: per Mediterraneo e dintorni la bellezza, dei luoghi ma non solo, è al primo posto. Immagino viaggi molto per lavoro, ma non appena potremo ricominciare a farlo anche per piacere, in quale luogo vorrebbe tornare, e quale vorrebbe visitare per la prima volta? 

Prima della pandemia, il mio lavoro mi costringeva ad intense trasferte su tutto il territorio nazionale. Il Gruppo Pubbliemme opera in tutta Italia e la gestione dei nostri servizi richiede una presenza fisica periodica almeno nelle principali aree metropolitane italiane. La Lombardia e la Calabria costituiscono le due sedi principali della nostra azienda e su quest’asse i viaggi di lavoro sono piuttosto frequenti. Nella mia vita ho viaggiato molto e per lunghi periodi: Tunisia, Grecia, Cipro, Inghilterra, Francia, Portogallo, Irlanda. Ma tra tutte le mie esperienze all’estero, prima di buttarmi a capofitto nel mondo del lavoro, subito dopo la laurea, ho frequentato una Business School negli U.S.A. dividendomi tra Boston e New York. Quest’ultima esperienza è stata per me entusiasmante. Un luogo dove mi piacerebbe ritornare è proprio New York. Mentre un luogo che mi piacerebbe visitare non appena le condizioni generali lo consentiranno è il Giappone. Sono molto affascinata da questa cultura orientale.

 

Esterno degli uffici della sede Pubbliemme

 

 

*  Direttore della rivista Mediterraneo e dintorni, insegnante e giornalista, opera da circa quindici anni nel mondo dell’informazione e della comunicazione. Ha lavorato per la carta stampata, la Tv, il web, uffici stampa istituzionali, aziendali e della cultura. È autrice e conduttrice del fortunato format Tv Calamita Educational, dedicato alla famiglia, all’educazione e alla scuola.

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