Spencer, la principessa che non voleva essere regina

margherita bordino

*di Margherita Bordino*

Vulnerabile, elegante, impeccabile, con un cuore grande. È questa l’immagine che Lady Diana ha dato di sè a chi, in tutto il mondo, l’ha ammirata e ha seguito la sua storia. La storia di una donna, seppur Principessa, che desiderava una vita normale. A lei ha dedicato un biopic il regista Pablo Larraìn e “Spencer” è il suo titolo. Nel film il racconto è concentrato in un momento preciso della vita di Diana: è il dicembre 1991, durante le vacanze di Natale con l’intera famiglia reale nella tenuta di Sandringham, a Norfolk. Il matrimonio tra lei e il Principe Carlo è ormai alla deriva da diverso tempo, e le voci di  vari e continui tradimenti non fanno altro che indebolire il loro legame. In questo clima abbastanza teso e infelice, i festeggiamenti del Natale insieme a tutta la famiglia si inseriscono prepotentemente nella vita triste della Principessa come una vera e propria sofferenza. Qui, con l’aiuto della finzione, Larrain ricostruisce quello che potrebbe essere accaduto tra le mura reali in quei giorni apparentemente di festa. “Spencer” arriva nelle sale italiane con 01Distribution dal 20 gennaio 2022.

“Volevo fare finalmente un film che mia madre apprezzasse, ne ho fatti tanti che non le sono piaciuti!” ha confessato ridendo Pablo Larraìn, presentando il film in anteprima mondiale alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia. “Volevo fare qualcosa che raccontasse quello che mia madre vedeva in Diana. Si tratta di una figura complessa, ma una parte importante di lei era il suo essere madre, provava tantissima empatia nei confronti del prossimo. Era anche una donna molto misteriosa, e questa sua caratteristica la rende perfetta per essere la protagonista di un film”. 

spencer

A vestire i panni di una Principessa Diana di cristallo è stata l’attrice Kristen Stewart, in una prova interpretativa che non passerà inosservata e con molta probabilità andrà a premi. Riguardo il personaggio di cui è stata chiamata a indossare i panni, una maschera così iconica, triste ma speciale, ha detto: “Diana è nata con questa forte carica di mistero, aveva un’energia speciale, era una persona con cui era molto facile identificarsi, sempre casual e alla mano, ma allo stesso tempo era una principessa, un’aristocratica e per questo tremendamente sola. Irradiava gli altri della sua luce, non riservandone per se stessa. È incredibile come riuscisse a far star bene gli altri soffrendo al tempo stesso così tanto. Penso che non ci siano state molte persone come lei nella Storia”.

“Spenser” è tra i film più attesi di questo periodo e arriva nelle nostre sale nell’anno del 25 esimo anniversario della scomparsa della sua protagonista, avvenuta in un tragico incidente automobilistico il 31 agosto 1997 sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi, insieme con il suo compagno Dodi Al-Fayed.

spencer

 

“Spencer” è un film intimo, privato, al tempo stesso delicato e feroce. Adulteri, bulimia, autolesionismo, tentativo di suicidio condiscono questo ritratto di una Principessa che semplicemente non voleva essere regina. Voleva essere rivoluzionaria, rompere gli schemi antichi dell’etichetta, essere più vicina al popolo di cui sentiva fieramente di far parte. Larraìn non ha mostrato la donna che tutti abbiamo conosciuto attraverso i media, ma ha raccontato quella privata, familiare, sofferente della e nella gabbia dorata in cui era costretta a mantenersi in vita, giorno dopo giorno, pasto dopo pasto, discussione dopo discussione.“Volevamo raccontare il fortissimo momento di crisi che stava vivendo. Un momento in cui come donna si rompe, cade, ma poi si rialza”, ha continuato il regista. “È una specie di favola ma con una struttura diversa da quella a cui siamo abituati. Abbiamo una principessa che si allontana dall’idea di essere regina perché quello che vuole è essere se stessa.

spencer

È una storia perfetta da raccontare in poco tempo ed in uno spazio fisico limitato, ristretto, come la tenuta in cui lei e la famiglia reale si trovano. Volevamo che lo spazio fosse una metafora di una struttura più grande, che si capisse come Diana fosse intrappolata negli ingranaggi della tradizione”. E ha aggiunto Kristen Stewart soffermandosi sull’aspetto forse più tragico di questo personaggio: “Quando si è così famosi, delle vere e proprie icone, non si ha alcun controllo sulla propria vita. Lei si è sentita sempre più messa in un angolo e ad un certo punto è stata costretta a mostrare i denti. Era una persona che desiderava più di ogni altra cosa il contatto umano, ma le viene negato”. La verità dietro la sua popolarità? Lady D è stata tanto disponibile nella sfera pubblica, quanto impenetrabile. Non nascondeva il suo malessere, eppure cercava di proteggersi. In tanti, tantissimi, hanno desiderato che la sua favola, come tutte le favole, diventasse realtà e finisse con un “e vissero felice e contenti”.

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Mario Tassone

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