Separazione e divorzio, differenze tra il temporaneo e il definitivo.

bruno pisani

*di Bruno Pisani*

Purtroppo non sempre separazione e divorzio legale coincidono con quello emotivo, anzi molto spesso questi due
processi si realizzano in tempi diversi. La separazione emotiva dal partner presuppone la fine di un legame psicologico che può essere avvenuto prima della separazione legale o che non può esserci stata affatto, di solito il partner che richiede il divorzio ha elaborato prima questo distacco, quindi è più sicuro nell’affrontare la situazione, a differenza del partner che subisce il divorzio, suscettibile di seri problemi psicologici che richiederanno molto tempo ed impegno per essere superati. Separazione e divorzio generano uno scompenso sia a livello psicologico ed emotivo che sociale e culturale, la rottura del legame di coppia viene infatti paragonata ad un lutto, che come tale, viene elaborato attraverso diverse fasi in tempi più o meno lunghi. Generalmente alla prima fase di resistenza, in cui si cerca a tutti i costi una riconciliazione, ma in cui si esternano solo rabbia, sentimenti di rivalsa e di vendetta, segue quella della depressione, in cui ci si rende conto della irreversibilità della situazione; pian piano si comincia ad accettare il dolore della separazione e a realizzare la prospettiva di una vita diversa, senza l’altro. Il periodo necessario all’elaborazione del lutto dipende da diversi fattori e molto incide il sostegno dei familiari e di amici, l’indipendenza economica, il supporto di un nuovo partner. Spesso, per le donne che percepiscono un reddito più basso del marito, la separazione e il divorzio costituiscono un impoverimento, soprattutto se affidatarie di figli minori.

Molte volte una donna divorziata, per fare fronte alla nuova situazione personale e familiare, è costretta ad accettare condizioni lavorative sfavorevoli, oppure è costretta a tornare a vivere nella famiglia di origine, comunque a vivere situazioni, dal suo punto vista, fallimentari. Questo non fa altro che alimentare il proprio senso di frustrazione che si può riversare contro sé stessi o sui figli. La separazione e il divorzio generano nella famiglia una situazione di stress
devastante, in quanto “summa” di tanti stress diversi e contemporanei, dovuti alla perdita dei benefici che porta il matrimonio: stabilità affettiva, soddisfazione dei bisogni di intimità, senso di protezione garantito dalla presenza di un partner, con cui condividere responsabilità e decisioni. Il matrimonio rappresenta la risposta alle aspettative sociali, pertanto la separazione e il divorzio si traducono in un fallimento di fronte alla società, che può essere vissuto con un senso di inferiorità, di inadeguatezza, che inquadrano il soggetto in un cliché negativo. Alla complessità dei fattori psicologici, al diverso tenore di vita che si prospetta, si aggiunge lo stress legato all’iter legale: colloqui con avvocati, udienze al tribunale, sentenze sull’affidamento dei figli, sono sicuramente dei passi obbligati, dagli effetti devastanti sul piano emotivo. Gli effetti negativi di questo stato di stress violento influenza anche la salute fisica, infatti dagli studi condotti su campioni di persone divorziate e non, si evince che nel primo caso si ha una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari e del sistema immunitario. Le reazioni psicosomatiche interessano anche il sistema nervoso, infatti rispetto ai coniugati, i divorziati fanno maggiore uso di antidepressivi, di sonniferi e tranquillanti.

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Mario Tassone

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