Piera Bilotta, la solitudine e il silenzio dell’essere

luigi polillo

di Luigi Polillo

Piera Bilotta, nata a Petilia Policastro un piccolo paesino della Calabria in provincia di Crotone il 22 ottobre del 1973, ha frequentato il Liceo Artistico di Catanzaro ed è proprio in questo periodo che scopre la sua passione per la scultura, portandola nel 1991 a iscriversi e frequentare il corso di SCULTURA con il prof. Igino Legnaghi all’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA di Milano; attualmente vive e lavora a Milano. Diverse sono state le sue collaborazioni, iniziando dagli anni novanta sino ai primi anni duemila: con lo Studio di Natale Panaro scenografo e sceneggiatore RAI, per la realizzazione di alcuni pezzi dei costumi del MEFISTOFELE per conto della scala di Milano; per Casa Campari di alcuni pezzi decorativi ed ancora, la collaborazione con l’architetto Comolli di Milano per la villa di Miami di VERSACE.

piera bilotta

 

Un’ ascesa nel sistema dell’arte che man mano conduce Piera Bilotta ad affermarsi nel panorama artistico contemporaneo. La pittura di Bilotta è caratterizzata da elementi appartenenti al mondo in cui viviamo; tratta una figurazione contemporanea relativa ad un’ iconografia che si porta dall’infanzia, una realtà fantastica che la circonda da sempre, legata a scenari naturalistici surreali. Trasporta su tela la sua parte inconscia e la fa  librare in un’atmosfera fascinosa dettata dal sentimento e da volti che appartengono alla sua essenza di donna.

Nel tempo il suo linguaggio artistico acquista sempre più consapevolezza ed anche esclusività, divenendo  altamente gradevole e contemporaneo, un’ espressione che si scaturisce dall’intimo di un “ego” ed esalta il fascino dell’amore, la solitudine e il silenzio dell’essere.

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Mario Tassone

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