L’isola del “postino”

di Margherita Bordino*

 

In “Il postino” Procida è una vera punta di diamante. Il film ne cattura la bellezza, la suggestione e anche i profumi

Chi ama il cinema non può non collegare quest’isola all’ultimo film con Massimo Troisi, “Il postino”. E’ un film del 1994 diretto da Michael Radford e fanno parte del cast fra gli altri, insieme a Troisi, anche Philippe Noiret, Maria Grazia Cucinotta, Linda Moretti e Renato Scarpa.  La sceneggiatura è ispirata al romanzo “Il postino di Neruda” dello scrittore cileno Antonio Skármeta e si tratta di un film molto importante per l’industria cinematografica italiana. Non solo ha ottenuto ben cinque candidature agli Oscar, aggiudicandosi una statuetta per la Migliore Colonna Sonora, ma quando uscì in sala, in tutto il Mondo, fu record di incassi per un film in lingua straniera con oltre 800.000.000 di dollari. Un grande successo di pubblico e di critica. Anche se al tempo non mise d’accordo proprio tutti, tant’è vero che nel “Dizionario dei Film” di Paolo Mereghetti, considerato da tantissimi la bibbia del cinema, si legge: “L’ultimo film di Massimo Troisi è un tentativo, riuscito solo in parte, di rivendicare la tradizione alta della commedia all’italiana in chiave internazionale e anti-hollywoodiana. La rilettura del “Postino di Neruda” sposta l’ambientazione dal Cile all’Italia, alla ricerca di una riflessione sulla nostra storia che finisce in una nostalgia un po’ ambigua, ma che comunque percorre strade lontanissime dalla volgarità neotelevisiva e dal minimalismo pseudoletterario”. Una critica per nulla positiva che dissente di molto con il parere della stampa internazionale. “Il postino” rientra tra i 1000 film più belli di sempre secondo il The New York Times, dove è stato anche scritto: “Troisi dà al suo personaggio una verità e semplicità che significa tutto”.

Era stato Massimo Troisi a desiderare ardentemente la realizzazione del film. Comprò i diritti per farne un film e chiamò Michael Radford che aveva alle spalle la regia di “Orwell 1984” e “Misfatto bianco” ed era fermo da qualche anno. Quando iniziarono le riprese Troisi non stava già molto bene e come è noto, il giorno successivo all’ultimo ciak a Cinecittà l’attore napoletano venne stroncato da un infarto, mentre si trovava nell’abitazione della sorella Annamaria a Ostia. E le riprese effettive del film si conclusero alcuni giorni dopo, il 7 giugno 1994. Il postino è ambientato nel 1952 e racconta del periodo di esilio vissuto da Neruda su un isolotto, qui entra in scena un personaggio di finzione, appunto il postino Mario Ruoppolo, che instaura con il poeta un rapporto di grande amicizia e leggerezza. In seguito all’amatissimo film, fu ancora set cinematografico per numerose altre pellicole, tra tutti “Il talento di Mr Ripley” (1999) con dei giovanissimi Matt Demon, Jude Law e Gwyneth Paltrow.

Tutto il mondo intero è la metafora di qualcosa?” Massimo Troisi

Una scena del film

Il postino non solo fa rivivere la magia della poesia e regala al pubblico un’interpretazione di Troisi estremamente e doppiamente commovente, ma offre un’immersione completa nei luoghi in cui si svolge la storia. A tal proposito Procida è una vera punta di diamante. Il film ne cattura la bellezza, la suggestione e anche i profumi. Il borgo di Marina Corricella fatto di casette colorate e strette viuzze; il suo porticciolo che offre un panorama tra i più romantici di sempre (soprattutto al cinema!); la locanda del Postino, il luogo in cui nasce l’amore da Mario Ruoppolo e la bella Beatrice Russo, in cui ancora oggi è conservata la borsa originale usata da Troisi nel film; la spiaggia del Pozzo Vecchio; la Chiesa della Madonna delle Grazie, simbolo di questo splendido borgo, con un campanile che svetta sulle case e sul mare. “Il postino” offre un viaggio veloce ma intenso all’interno di quest’isola, oggi un po’ cambiata, ma con la stessa atmosfera magica di allora.

 

*  Classe 1989. Catanzarese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. «Vivo per scrivere e scrivo per vivere, se possibile di cinema o cultura. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche, o pura curiosità» Tra le sue collaborazioni giornalistiche: Rivista 8 e 1⁄2 edita da Istituto Luce Cinecittà; Artwave, ArtTribune.

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