Jan van Eyck. An optical revolution

di Doina Ene – storica dell’arte

Il Museo delle Belli Arti di Gand (Museum voor Schone Kunsten) ha ospitato dal 1 di febbraio al 30 di aprile del 2020 una delle più importanti mostre mai dedicate al maestro di arte fiamminga Jan van Eyck (1390-1441). La grande ambizione della città belga è quella di raccogliere il più alto numero di dipinti realizzati dall’artista. Jan van Eyck fu non solo il pittore ufficiale del duca di Borgogna, Filippo il Buono, ma anche un suo intimo amico, consigliere e agente segreto. Fu l’iniziatore della scuola fiamminga nonché il perfezionatore della tecnica della pittura ad olio che gradualmente sostituì in Europa l’uso del colore a tempera. Fu quindi il più grande pittore nord europeo del Quattrocento.

L’influenza dell’opera di Jan van Eyck si estese anche in Italia, soprattutto attraverso la pittura di Antonello da Messina. L’artista dedicò grande attenzione allo studio della luce, al dettaglio minuto, allo spazio nel quale si collocano le figure e non da ultimo alla resa delle superfici.

Le opere in mostra sono state allestite in 13 sale dove hanno trovato posto più di 100 opere a partire dal tardo Medioevo e spaziando dalle miniature ai dipinti, dai disegni alle sculture attraverso i soggetti sacri e le rappresentazioni profane. Per questa occasione sono state esposte  al pubblico per la prima volta dieci dei suoi capolavori noti al grande pubblico, la metà delle opere conosciute del maestro fiammingo ad oggi ancora esistenti,  grazie ai prestiti sia nazionali che internazionali. Dall’Italia è giunto il cosiddetto libro delle Ore di Torino (14221424), Palazzo Madama di Torino, opera giovanile dell’artista. In particolare è stato possibile ammirare eccezionalmente gli otto pannelli esterni del monumentale polittico l’Adorazione dell’Agnello Mistico, (1432), realizzato insieme al fratello Hubert van Eyck e conservati nella Cattedrale di San Bavone di Gand, un’occasione unica dato che dal 2020 non verranno mai spostati dalla Cattedrale stessa.

Il raffinato Dittico dell’Annunciazione (c.1433-1435) del Museo Nacional Thyssen- Bornemisza di Madrid è stato messo a confronto con il dipinto a olio, trasferito in seguito su tela, dell’Annunciazione  (ca. 1434-1436) della National Gallery of Art di Washington DC.  Un secondo dipinto è stato prestato per l’occasione dagli Stati Uniti: è la pergamena su tavola del San Francesco riceve le stigmate, (c. 1430-1432) Philadelphia Museum of Art pressoché identico con la replica più grande conservata nella Galleria Sabauda di Torino.

Dal Museo Reale di Belle Arti di Anversa: il grisaille ad olio su tavola Santa Barbara di Nicomedia, (1437), uno splendido antico dipinto incompiuto.

Esposto anche lo splendido Ritratto d’uomo con copricapo blu, (ca. 1428-1430) proveniente dal Muzeul National Brukenthal, Sibiu (Romania), il quale fu acquistato dal barone Samuel von Brukenthal come opere realizzata da Albrecht Dürer, dove è ancora visibile il monogramma apocrifo di Dürere più tardi attribuita a Jan van Eyck da parte di T. von Frimmel.

 

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