Fari di Calabria

PAESAGGI MEDITERRANEI

 

 

Fari di Calabria

 

I fari sono certamente fra gli elementi più significativi nella memoria del rapporto uomo-natura, ovvero nelle dinamiche che si stabiliscono tra le attività umane e l’ambiente. L’esito di tali relazioni viene definito “paesaggio culturale”, rappresentando la memoria storica dell’uso passato di un territorio.

La storia dei fari è legata indissolubilmente al Mediterraneo e ne ha caratterizzato il paesaggio, tant’è che due dei più importanti fari dell’antichità – il Colosso di Rodi e il Faro di Alessandria d’Egitto – sono catalogati fra le sette meraviglie del mondo antico. Il termine stesso deriva dall’isola di Pharos, posta di fronte alle coste egiziane, dove insisteva una torre su cui ardeva costantemente un fuoco.

Anche la Calabria, sebbene in epoche più recenti rispetto a quelle antiche sopra menzionate, è parte di un paesaggio mediterraneo costellato di fari: se ne contano dodici.  Vi spiccano in modo particolare quelli di Capo Colonna e di Punta Stilo. Entrambi sorvegliano le sponde del mar Jonio, e sono ubicati su promontori essenziali alla navigazione degli antichi, i quali, anziché lanciarsi in mare aperto, praticavano il cabotaggio. Inoltre sono sorti entrambi presso alcuni tra i più importanti siti della Magna Graecia.

Allo scopo di far conoscere questo interessante patrimonio e valorizzarlo al meglio, l’azienda “Paloma&Barrett” sta realizzando un’opera, corredata da un documentario video, in collaborazione con la Marina Militare Italiana ed il Polo Museale della Calabria (un organismo del MIBACT, attualmente diretto da Angela Acordon). Si intitola “Fari di Calabria. Tra natura e archeologia”.

Il lavoro, scrupoloso e dettagliato, raccoglie le testimonianze dei guardiani e di tutti gli operatori per i quali il faro rappresenta un riferimento indispensabile nelle attività quotidiane. Non si tratta, dunque, solo di una raccolta di illustrazioni fotografiche, ma di un contributo storico ai siti che ospitano questi fondamentali strumenti di supporto alla navigazione, facendo ritornare il lettore indietro sino ai tempi della loro costruzione. La storia, i paesaggi, le usanze dei luoghi, le testimonianze più varie saranno argomenti presenti nell’opera.

È bello sottolineare come i fari siano portatori di valori e funzioni di antica origine che hanno ispirato legami tra le genti del Mediterraneo e continuano a suscitare un messaggio di unità tra i popoli.

La tiratura dell’opera prevede un numero di cinquemila copie e include, in abbinamento al volume, il documentario girato in alta definizione con possibilità di selezionare due lingue, l’italiano e l’inglese.

 

 

Ivan Comi

Autore dell’opera “Fari di Calabria”

close

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PER RICEVERE GLI ULTIMI ARTICOLI SU ARTE, CULTURA, PAESAGGI, VIAGGI E TURISMO OLTRE AD ALCUNE CHICCHE ESCLUSIVE!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

villa della pergola

I giardini di Villa della Pergola di Alassio

*di Paola Vignati* I giardini di Villa della Pergola di Alassio costituiscono un importante tassello del patrimonio storico culturale della Liguria, hanno vinto, nel mese di aprile 2022, il concorso “Il parco più bello d’Italia”, nella categoria parchi privati, per l’edizione unificata 2020-22. L’evento, giunto alla diciottesima edizione, è patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali […]

Continua a leggere
galatina

Galatina, città d’arte per viaggiatori esperienziali

*di Barbara Perrone* Ci sono borghi e città dove il grande turismo non è ancora arrivato, dove è possibile fare flâneur sentendosi un esploratore contemporaneo. Non di rado, in questi posti ci si può imbattere in tesori non segnati sulle mappe o a scambiare due chiacchiere con gli abitanti, ricevendo consigli di viaggio da coloro […]

Continua a leggere
ravello

Ravello, una terrazza sulla costiera

*di Paola Vignati* Ravello città antichissima già conosciuta in epoca romana per la sua particolare posizione elevata lontano dal mare, dunque rifugio perfetto dalle invasioni. Il suo nome sembra appunto derivare da pietra o dirupo. Lo scrittore francese André Gide la descrive così:  “Ravello è più vicina al cielo di quanto non sia lontana dalla riva del mare“. […]

Continua a leggere