Editoriale

di Rosalba Paletta

E’ finalmente iniziato un nuovo anno, dopo quello che ci siamo lasciati faticosamente alle spalle. Il 2020 ha stravolto da un punto di vista sanitario, sociale ed economico le nostre esistenze, ma al netto di tanto dolore, siamo ancora qua. E questa, abbiamo imparato ad apprezzare, non è una cosa poi così scontata. Anzi. 

Arrivare alla direzione di questa testata in un momento così particolare, mi impone di partire da queste considerazioni. Forse in parte le avrei ugualmente condivise con voi un anno fa. Ma ho come la sensazione che sarebbero state meno vere. Per diverse ragioni oggi, quando respiriamo, davvero sentiamo l’aria che entra nelle nostre narici. Ce ne rendiamo conto e ringraziamo per questo. Oggi se ci soffermiamo a pensare, sappiamo in maniera più consapevole che cosa è veramente importante per noi. Ed una cosa fra queste è senz’altro il bello. 

Lo diciamo noi, perché questa è la mission che ci siamo dati e da queste colonne continueremo a raccontarlo. Ma lo dice la scienza, quella stessa cui oggi ci rivolgiamo perché ci curi e ci protegga come ha fatto nel corso della Storia, e che ci ha consegnato nel secolo scorso una scoperta rivoluzionaria come i neuroni specchio. Un sistema scoperto da Giacomo Rizzolati che si attiva nel nostro cervello quando osserviamo gli altri compiere un’azione: per questo nei bambini è così semplice imparare per imitazione. Ma si attiva anche quando la stessa azione viene descritta verbalmente o letta, perché la vera forza della nostra specie sta nelle rappresentazioni mentali che siamo in grado di produrre e raccontare agli altri come a noi stessi. 

Per questo dedichiamo la prima copertina 2021 ad una icona di bellezza come Coco Chanel, nel cinquantesimo anniversario della sua morte. E anche per questo continuiamo a puntare sulla forza comunicativa delle immagini, oltre che sulle parole. 

Ma l’icona scelta per la prima pagina è anche un modello di anticonformismo, perché rompere gli schemi abituali è un modo per accogliere le infinite possibilità della vita. Di cui i personaggi, le invenzioni epocali, i luoghi, i manufatti e le opere che vi raccontiamo in questo numero, non sono che un piccolo esempio. Aggiungeremo spaccati di vita alle nostre abituali rubriche, come ad esempio la scuola, “spina dorsale” che ha retto il Paese nell’anno trascorso, vivendo al suo interno importanti evoluzioni. 

Certamente un anno fa vi avrei presentato con lo stesso orgoglio il “mio” primo numero, ringraziando in modo sentito tutti coloro che a vario titolo vi hanno contribuito, dall’Editore, agli articolisti, agli autori delle rubriche fisse, alla redazione romana, allo studio grafico. Ma non avrei avuto la stessa solida certezza da porgervi, onorando l’impegno a dirigere questa testata: promuovere il bello che ci circonda nella consapevolezza del suo valore etico. Un valore che è proprio della capacità di orientare in meglio le sorti del mondo, arginando di fatto gli effetti nefasti dei processi di altra natura.  

 

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