Staglieno, il cimitero da visitare almeno una volta da vivi.

carlo piano

*di Carlo Piano*

C’è un museo a cielo aperto sulla collina di Staglieno. Là dove il Bisagno scende pigro verso il mare e la tramontana spira tagliente dalle montagne. È più che un museo, qualcosa di radicato nell’anima, l’altra faccia della città dei vivi. È un cimitero monumentale ricco di statue di un realismo conturbante, colmo di cipressi, crocifissi di bronzo e suggestioni incomparabili dove riposano gli antenati dei genovesi. Illustri come i patrioti Giuseppe Mazzini e Nino Bixio, compianti come gli artisti Fabrizio De André, Emanuele Luzzati e Gilberto Govi, ma non solo. Sono sepolti nella meravigliosa galleria di tombe i mercanti borghesi che impinguarono Genova d’oro e la gente del popolo. Come la statua di Caterina Campodonico, venditrice ambulante di collane di noccioline e canestrelli, che investì tutti i suoi averi commissionando il monumento funebre a Lorenzo Orengo. Prese la decisione dopo essersi accorta che i figli pensavano solamente a spartirsi la futura eredità.

cimitero staglieno

Le grandi famiglie fecero a gara nell’erigere le cappelle più sorprendenti, la cui fosca bellezza disorienta chiunque si fermi a contemplarle. Il culto degli estinti svela i segreti vizi e i pregi della società che lo celebra. Un cimitero racconta con dovizia di particolari la storia e il costume, sebbene in modo diverso e originale. Progettato nel 1835 dall’architetto Carlo Barabino e, alla sua morte, terminato da Giovanni Battista Resasco, Staglieno è lo specchio segreto della Genova Ottocentesca ed anche una rappresentazione bizzarra, ma soprattutto straziante, del vasto mistero dell’Aldilà.

cimitero staglieno

Durante la visita i capolavori si susseguono, di sepolcro in cenotafio, a un ritmo pacato e nello stesso tempo intenso. L’angelo della resurrezione, enigmatico e dai tratti bellissimi, di Giulio Monteverde decora una delle tombe più famose, quella della famiglia Oneto, e l’ex calciatore David Beckham ha voluto farselo tatuare sul bicipite. Numerose repliche dell’opera, che inaugurò uno stile, sono sparse per le necropoli europee e americane.
Il gruppo musicale New wave inglese dei Joy Division scelse per le copertine di due loro dischi foto di tombe di Staglieno. Una ritrae il particolare del monumento della famiglia Ribaudo, dallo stile vagamente egizio, invece per la copertina di Closer (pubblicato dopo il suicidio di Ian Curtis) è stata usata un’immagine del mausoleo Appiani.
Ernest Hemingway definì questo camposanto «una delle meraviglie del mondo», così come Friedrich Nietzsche «il più bello tra i più belli sulla terra». Qui è seppellita anche la moglie di Oscar Wilde, Constance Mary Lloyd, giornalista e scrittrice che morì a Genova in seguito a un intervento chirurgico. L’autore del Ritratto di Dorian Gray scrisse in proposito: «Sono andato a Genova a vedere la tomba di Constance. È molto graziosa: una croce di marmo con foglie di edera scura intrecciate in un buon motivo. Il cimitero è un giardino ai piedi dei bei colli che si arrampicano verso i monti alle spalle di Genova».

cimitero staglieno

Un ampio porticato di marmo fiancheggiato da colonne si stende intorno a un chiostro dove pregano angeli custodi drappeggiati, simboli di lutto e di speranza. Altre creature celesti consolano sussurrando qualcosa all’orecchio dei parenti in ginocchio. Sulle terrazze della collina e nel boschetto irregolare pregano le figure marmoree dei defunti, in grandezza naturale e squisitamente lavorate, ma anche le loro vedove inconsolabili e i figli affranti dal dolore. Una processione di benestanti borghesi onora i trapassati. Bimbe con la cuffietta si baciano teneramente in un ultimo addio, una donna lacrimante innalza al cielo la colomba che sta per spiccare il volo, una ragazza semicoperta da un velo e sensualmente abbandonata sul sarcofago concilia Eros e Thanatos, l’uomo coi basettoni e vestito alla finanziera incute rispetto, la signora in crinolina, scialle ornato di pizzi, il cappellino di piume esattamente riprodotto sembra fissare l’eternità. Lungo i viali alberati s’incontrano le lapidi dei Mille che assieme a Garibaldi salparono dallo scoglio di Quarto e le statue di cani e gatti, compagni di viaggio che i loro padroni hanno voluto avere vicino. Dall’alto delle terrazze si gode la vista della città che si srotola ai piedi della sacra collina.

cimitero staglieno

Il Comune di Genova organizza tour guidati per scoprire la bellezza che si nasconde in questo maestoso cimitero, considerato il più importante d’Italia e uno dei primi in Europa. Si possono seguire diversi itinerari, alcuni sorprendenti come quello intitolato Celebrità e moda che è un viaggio, tra pizzi e merletti, nelle curiosità della vita quotidiana dell’Ottocento. Oppure Simboli segreti è il percorso si snoda lungo le gallerie alla ricerca di simboli antichi e moderni: dai caducei e dalle civette di classica memoria, fino ad arrivare a ruote dentate, cornucopie, martelli e compassi, passando attraverso la simbologia floreale di rose, ulivi e melograni. E ancora Angeli e demoni e poi l’itinerario dedicato a Staglieno e la musica che, nonostante il silenzio del camposanto, ricava una sua dimensione nella scultura. Bisogna prenotarsi sul sito www.exploratour.it/staglieno e pagare il biglietto, il cui ricavato è destinato alla dispendiosa opera di restauro. Vale la pena di farlo, almeno una volta prima di morire.

ALTRI CIMITERI DA CONOSCERE

Non c’è solo Staglieno tra i cimiteri, monumentali o meno, che meritano una visita. Sono molti quelli che regalano emozioni artistiche e che restano impressi nella memoria. Ne ricordiamo solo alcuni.


Cimitero monumentale di Milano.

Un grande complesso architettonico ricco di sculture, cappelle e monumenti di valore artistico. Oltre alla parte classica ci sono due sezioni molto interessanti: la prima è quella israelitica, dove sono sepolte personalità del mondo ebraico e dove si possono ricostruire le storie delle vittime del nazismo. L’altra è il Famedio: complesso neogotico dedicato alla memoria dei milanesi illustri, da Alessandro Manzoni e Carlo Cattaneo fino a Salvatore Quasimodo, celebrati attraverso monumentali sepolture e alcuni cenotafi.

cimitero milano


Cimitero del Verano a Roma.

Un cimitero sterminato, così grande che per spostarsi al suo interno servono i bus. Una vera e propria “città dei morti” circondata da quella dei vivi. Ci sono talmente tante sculture e cappelle degne di nota che non è possibile vedere tutto in una sola visita. Qui sono sepolte centinaia di personalità illustri, provenienti da ogni settore: storia, cinema, letteratura, politica, arte e architettura. Da Alberto Sordi ad Alberto Moravia, passando per Vittorio Gassman, Roberto Rossellini, Nino Rota e Palmiro Togliatti… L’elenco è sterminato. Vale la pena ricordare i dipinti su pietra lavica di Filippo Severati: un pittore romano dell’800, che si specializzò in ritratti funebri realizzati con incredibile realismo su pietra lavica.

cimitero roma


La Certosa di Bologna.

Un altro museo a cielo aperto di scultura e architettura, uno dei cimiteri italiani più importanti dal punto di vista artistico, insieme a quelli di Milano, Roma e Genova. L’architettura è complessa e articolata, composta da più ambienti diversi collegati tra loro: porticati, grandi sale, loggiati e spazi aperti si alternano e costituiscono una necropoli sorprendente. Non mancano splendide sculture romantiche e sepolture di personaggi celebri della storia italiana. Tra questi Lucio Dalla, Renato Dall’Ara, Giosuè Carducci, Alfieri Maserati e Nicola Zanichelli.

cimitero bologna


Cimitero delle Fontanelle a Napoli.

Un cimitero particolarissimo dove il visitatore è costretto ad affrontare vis-à-vis il rapporto con la morte. I teschi e le ossa di centinaia di migliaia di sconosciuti napoletani sono ordinatamente accatastati all’interno di antiche cave nel tufo e testimoniano secoli di pestilenze, rivolte e battaglie che hanno funestato la storia di Napoli. È meta di venerazione da parte dei napoletani che si recano alle Fontanelle a lasciare bigliettini ed ex-voto, a confidare paure e desideri e a prendersi cura delle ossa delle anime pezzentelle. Nessuna di loro verrà quindi dimenticata. È un luogo dove si intrecciano magicamente storia, tradizioni popolari, religione e profondi sentimenti.

cimitero napoli

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Mario Tassone

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