Marettimo, dove la corrente è anima

foto turanogiovani laganà

 

Testo e foto di Giovanni Laganà e Francesco Turano

 

Parlare di mare in condivisione stretta ci spinge talvolta a fondere i pensieri mediante un unico getto d’inchiostro per esprimere, ciascuno attraverso le proprie autonome esperienze, sicuramente emozioni ma, soprattutto, visioni comuni di divulgazione naturalistica consapevole ed autentica.

Ed in questa particolare circostanza dedicata ai lettori di Mediterraneo e Dintorni, i nostri sforzi di stesura sono arrivati sui fondali di Marettimo: isola sacra per gli antichi che la chiamavano Hierà Nésos, Gazìrat Malìtimah per gli arabi mentre per lo storico inglese William Butler quel puntino del Mediterraneo coincide con l’omerica Itaca, terra di partenze ed eterni ritorni.

Marettimo, effettivamente, è molte cose diverse, ma una, senza dubbio, più di tutte le altre: un paradiso sommerso quasi incontaminato.

coralli 2 marettimo

Già, perché se l’anima più aspra dell’isola si cela tra i suoi sentieri, quella dolce si trova proprio sotto il livello del mare dove si estende la più grande prateria di Posidonia oceanica protetta del Mediterraneo che rappresenta l’equivalente dell’Amazzonia per il Mare Nostrum e che produce, a parità di estensione, due volte e mezzo in più di ossigeno rispetto a quello della più blasonata foresta.

Un’isola con contrasti marcati tra sabbia e roccia, dove grandi scogli e cigliate si alternano ospitando ogni tipologia di ecosistema mediterraneo: un vero e proprio inno alla bellezza del mare. 

Sott’acqua, quando la osservi, comprendi subito che ogni angolo è diverso e che ogni scorcio è cangiante in base alla corrente ed alle sue direzioni.

Corrente che alimenta la vita, incute timore e pretende rispetto.

Marettimo è una distesa di roccia imponente, una cattedrale granitica persa nel cuore del Mediterraneo con i suoi fondali, vari ed intrisi di colore, che le rendono onore decorandone quella parte nascosta dall’acqua.

Ed i suo mare è così intrigante ed affascinante da scuotere l’animo di coloro che hanno il privilegio di immergersi per guardare, capire, ammirare e soprattutto sentire il pulsare di eventi nascosti.

fondali marettimo

La sua punta più a sud raggiunge la ghiaia del fondo in modo rapido, senza indugiare, presentando paesaggi di rara bellezza, diversi in base alla profondità. 

Siamo a Punta Bassana, sperone morfologicamente coinvolgente per le sue geometrie, spazzolato da imprevedibili e forti correnti, propulsore di tutto ciò che quelle acque nascondono e che riescono ad offrire solamente agli occhi di chi osa calarsi nell’oceano liquido. 

La biodiversità scorre lungo la roccia in un susseguirsi di vere e proprie diverse fasce cromatiche. Dalla superficie, procedendo verso il fondo, lo scenario cambia forma e colore metro dopo metro.

Tutto inizia con le tinte delicate delle alghe più desiderose di luce, che propongono sfumature brune o verdastre in contrapposizione al violento arancio della madrepora più appariscente: la Margherita di mare.

Uno sfondo di questo tipo riesce ad incorniciare banchi di massicci saraghi fasciati, per nulla intimoriti dalla presenza dei sub, che danzano all’unisono roteando a singhiozzi tra le asperità del fondale; saraghi luccicanti sui fianchi, che sovente restano fermi e in perfetto equilibrio, in un delicato e lento fluire che coinvolge ogni elemento del gruppo.

marettimo

Più giù, sul fondo a pochi metri, vaste porzioni di substrato duro spariscono ricoperte da verdi tappeti di posidonia, le cui lunghe foglie nastriformi assecondano l’energia del movimento che dalla superficie arriva fino al fondale.

La bellezza di queste pareti a picco è il rapido cambiamento del benthos ed il passaggio, quasi improvviso, dalla prateria al coralligeno: spettacolo da gustare.

Solo qui si incontrano le stelle gorgoni tanto sulla posidonia, a soli 20 m, quanto su gorgonie o persino briozoi, tra i 30 e i 40 m.

Unicità di un certo valore, situazioni possibili solo in pochi siti del Mediterraneo.

Le gorgonie, poi, sono corpose e fitte, di un bel rosso intenso, con ventagli di misura quasi mai esagerata per via dell’impeto frequente dei flussi d’acqua in movimento. 

Le ramificazioni ricche di polipi si alternano ai coralli molli del Mediterraneo: gli splendidi alcionari rosso carminio o anche rosa. 

Tra gorgonie e alcionari c’è spazio per fitte colonie di briozoi, in un alternarsi di invertebrati tipici del coralligeno che insieme danno vita a scenari mozzafiato.

coralli 3 marettimo

In simili contesti è la notevole luce che, grazie alla trasparenza dell’acqua, penetra in profondità, a creare quell’atmosfera che fa dei fondali di Marettimo una sorta di scrigno del Mare Nostrum che custodisce gran quantità di pesci in perenne movimento, anche disponibili all’incontro con il subacqueo di passaggio.

Cernie, scorfani e diverse specie di labridi sono incontri frequenti mentre ogni tanto, poco più diffidenti, incrociano in acqua libera dentici e pagri. E al confine tra la sabbia e la roccia, tra le matte di posidonia, ramificazioni arancioni e gialle sono protese verso l’alto a creare forme cangianti che tutto lasciano pensare fuorchè avere a che fare con dei poriferi (spugne a candelabro).

Solo con più tuffi ripetuti ci si può rendere conto della ricchezza sommersa e della variegata biodiversità di questi fondali.

Statene certi, ritorneremo a fondere le nostre sensazioni.

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Mario Tassone

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