Feng Shui & il Ba Gua, le zone mancanti nella planimetria di una casa

michaela lechner

*di Michaela Lechner*

Avete mai prestato attenzione alla planimetria della vostra casa? Se si, che forma ha? 

Queste sono domande che ci si pone raramente durante l’acquisto o l’affitto di una casa, eppure, come vedremo insieme in questo articolo, la forma dell’abitazione è fondamentale per il benessere complessivo dei residenti.

Esiste una planimetria ottimale per un appartamento o una casa?

La risposta è si. Una pianta ottimale ha la forma di un cerchio chiuso nel quale tutti i punti cardinali sono presenti e rappresentati in ugual misura: una capanna rotonda o una tenda indiana sono un esempio ideale. Edifici rotondi e chiusi sono però molto rari alle nostre latitudini, dove troviamo generalmente planimetrie quadrate o rettangolari, che corrispondono all’elemento terra, uno dei cinque elementi usati nell’analisi Feng Shui. Poiché però i quadrati e i rettangoli chiusi hanno accesso alle energie provenienti da tutte le direzioni (proprio come il cerchio chiuso) possono anch’essi rappresentare una pianta ottimale.

Se la planimetria della vostra casa non ha né forma quadrata né rettangolare, dovrete integrare mentalmente l’area che manca, chiamata nel Feng Shui “zona mancante”. Collegate perciò i punti estremi della vostra pianta fino a formare la forma di un quadrato o di un rettangolo, considerando solo lo spazio delimitato da tutti e quattro i lati attraverso il pavimento, il soffitto, le pareti e le finestre. Non dovrete includere aree esterne, ad esempio un balcone coperto. Una volta chiuso il quadrato o il rettangolo potrete visualizzare le aree mancanti nel vostro appartamento: un pezzo dell’area esterna, parte dell’appartamento vicino, etc. 

Quali conseguenze hanno le zone mancanti sui residenti?

Poiché le cosiddette zone mancanti non appartengono al vostro spazio abitativo, non vengono alimentate con l’energia del rispettivo punto cardinale: questa carenza di energia può manifestarsi di conseguenza all’interno di un aspetto della vostra vita. Può indicare, ad esempio, la predisposizione ad una malattia che potrebbe (non necessariamente) manifestarsi anni dopo. Un esempio pratico? Se c’è una zona mancante ad ovest – il punto cardinale appartenente all’elemento metallo – l’allegria, il relax e la gioia non verranno supportate in modo ottimale e alcune capacità, come quella  dell’apprendimento e della realizzazione di ciò che si ha imparato, risulteranno indebolite; inoltre potrebbero insorgere problemi ai polmoni, al colon e alle vie aeree.

A questo punto vi starete domandando come riconoscere o calcolare il punto cardinale in cui si trovano le zone mancanti:

  1. Per prima cosa determinate il centro della vostra planimetria collegando i quattro angoli più esterni e includendo le zone mancanti;
  2. partendo dal centro tracciate otto aree (ba gua) di uguali dimensioni (come se steste dividendo una torta in otto fette uguali);
  3. Usando un compasso assegnate alle aree tracciate gli otto punti cardinali con i rispettivi trigrammi: N, NE, E, SE, S, SW, W , NW.

Cosa fare per compensare le aree mancanti?

Il modo più efficace per risolvere il problema delle aree mancanti in una casa unifamiliare è creare una zona con dei vetri negli angoli rilevanti. Questo aiuterà a captare tutta l’energia a disposizione. Se ciò non è possibile (perché abitate ad esempio in un appartamento in affitto), potete posizionare uno specchio o un’immagine con uno sfondo profondo, come un paesaggio in lontananza, sulla parete interna della zona mancante. Lo spazio guadagnerà così più profondità e andrà a simboleggiare la presenza di altro al di là del muro, sopperendo alla mancanza di quella specifica area. In caso di aree mancanti all’esterno della casa bisogna mantenere l’area mancante luminosa, pulita e libera: evitate dunque di lasciarla invasa da piante incolte o di adibirla ad angolo di raccolta dell’immondizia. Potete invece integrarla alla zona giorno, unendola ad esempio con delle pietre posizionate a terra. 

Sebbene possono essere adottate diverse misure di sostegno, le carenze possono essere compensate solo in misura limitata: l’indebolimento del punto cardinale può venire mitigato, ma non eliminato completamente. L’analisi delle zone mancanti tramite un consulente qualificato rappresenta piuttosto un’opportunità di lettura approfondita dei propri spazi abitativi: ogni casa suggerisce infatti carenze in specifici ambiti della vita privata che, se non affrontate, tendono a riproporsi ciclicamente. Individuare e mitigare tali mancanze rappresenta invece un ottimo punto di partenza per un percorso di crescita personale. 

“Non siamo noi a scegliere le case. Sono le case che ci scelgono.”

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Mario Tassone

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