Bandar Seri Begawan la capitale del Brunei

paola vignati

*di Paola Vignati*

Bandar Seri Begawan è la capitale del Brunei un piccolo stato nell’isola del Borneo, affacciato sul Mar Cinese Meridionale e confinante con la Malaysia. Una monarchia assoluta  di stampo islamico, un Sultanato. Il Brunei è uno stato enormemente ricco: dal 1929, anno della scoperta dei giacimenti di petrolio e di gas naturale, la sua ricchezza continua ad aumentare. Il paese  è un paradiso fiscale. Lo stato non richiede nessuna imposta o tassa ai suoi cittadini, il sistema sanitario e  scolastico sono totalmente gratuiti. Tuttavia il Sultanato dal 2019 ha introdotto la shari’a, la legge islamica. In Brunei la pena di morte per lapidazione a carico delle adultere e degli omosessuali è legale. La decisione, pur avendo sollevato enormi polemiche a livello internazionale, è effettiva. L’integralismo islamico non aiuta il turismo che è quasi del tutto assente. Il Brunei non è sicuramente il primo paese a cui si pensa quando si tratta di sud est asiatico, ma non è difficile visitarlo partendo dalla vicina Malaysia. 

Bandar Seri Begawan

BSB più semplicemente significa Porto dell’Onorato Dominatore; è una città tranquilla, quasi placida, colpisce la totale assenza di intrattenimenti. La vita notturna non esiste,  dopo il tramonto ogni attività è chiusa. Le attrazioni degne di interesse turistico sono poche, ma in grado di offrire un’idea della vita in Brunei. Il traffico veicolare è inesistente se paragonato ad una qualsiasi delle metropoli del sud est asiatico.  Bandar Seri Begawan è una città giovane, interamente ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nota fino al 1970 con il nome di Brunei Town.  

brunei moschea

La Moschea Jame’Asr Hassanil Bolkiah

La Moschea è dedicata al ventinovesimo sultano del Brunei, l’attuale, che ha realizzato la moschea nel 1994 come dono al suo popolo. E’ la moschea più grande dello stato, può ospitare fino a cinquemila fedeli. L’architettura ha chiare influenze turche soprattutto nella costruzione dei minareti. Il rivestimento delle cupole è in oro. Altrettanto curati e rigogliosi i giardini che vogliono rappresentare il paradiso islamico. 

La Moschea Omar Ali Saifuddien 

La Moschea è dedicata al ventottesimo sultano del Brunei Omar Ali Saifuddien. Costruita nel 1958 su una laguna artificiale in prossimità del fiume Brunei. L’enorme cupola dorata, visibile da ogni punto della città, è diventata un simbolo della capitale, alta cinquantadue metri e rivestita di oro puro. La moschea è considerata una delle più belle dell’Asia pacifica, questo anche grazie all’architetto italiano che l’ha realizzata Rodolfo Nolli. Inoltre, a ridosso del fiume, si trova la riproduzione di una barca del XVI secolo dell’allora Sultano Bolkiah oggi utilizzata a scopi cerimoniali. 

brunei moschea

Il Museo Royal Regalia

Il Museo Royal Regalia in pieno centro a Banda Seri Begawan espone i manufatti, i gioielli e gli abiti tradizionali usati nelle cerimonie reali del Brunei. Il pezzo forte è l’enorme carro utilizzato nella parata che trasporta il sultano per la capitale.

Il palazzo del Sultano

Istana Nurul Iman ovvero palazzo della luce è la residenza ufficiale del sultano e la sede  del governo del Brunei. E’ la più grande residenza al mondo in termini di area calpestatile, per un totale di quasi milleottocento stanze. Qui trova posto la collezione privata di auto del Sultano, sono circa settemila tra Ferrari, Lamborghini, Porsche, Rolls-Royce. Il palazzo non può essere visitato. Viene aperto ai musulmani  alla fine del Ramadan quando il sovrano offre doni e aiuti economici ai suoi sudditi. 

kampong brunei

Kampong Ayer

un enorme villaggio su palafitte lungo le sponde del fiume Brunei è il nucleo originario della capitale. Costituito da oltre quaranta villaggi contigui, abitato da circa trentamila persone. Fino ad un secolo fa, prima della scoperta di giacimenti di petrolio, questo era il modo tradizionale di abitare e vivere in Brunei e, ancora oggi, molte persone lo preferiscono rispetto alle case sulla terraferma. Si viveva di pesca, costruzione di barche, lavorazione di metalli pregiati e stoffe. Oggi a Kampong Ayer ci sono scuole, moschee, non manca nessun servizio al villaggio galleggiante più grande del mondo. Visitando il villaggio due aspetti colpiscono: le passerelle di collegamento  senza parapetti e molte case decorate con colori vivaci e vasi di fiori, può sembrare una scelta con finalità turistiche, ma non è così: i visitatori sono troppo pochi, le palafitte sono tradizionali ed originali, diversamente i parapetti ci sarebbero.

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Mario Tassone

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