Landscapers, assassini al confine tra realtà e finzione

margherita bordino

*di Margherita Bordino*

Landscapers – Un crimine quasi perfetto è la libera ricostruzione di fatti realmente accaduti, ovvero della drammatica vicenda dei coniugi Susan e Christopher Edwards, che in Inghilterra, nel 1998, si sono macchiati dell’omicidio dei genitori di lei, dell’occultamento dei cadaveri nel giardino di casa e del furto dei loro conti bancari. 

Miniserie di 4 puntate targata HBO, è destinata a incuriosire un vasto pubblico tra gli amanti del crime, della fiction e anche dello humor inglese. Dal creatore/sceneggiatore Ed Sinclair e dal regista Will Sharpe, Landscapers – Un crimine quasi perfetto esplora la storia d’amore di questa coppia e i bizzarri e terrificanti eventi della loro vita reale, mostrando come la verità  a volte può davvero essere più strana della finzione.

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I coniugi Edwards sullo schermo sono interpretati da David Thewlis e Olivia Colman. I creatori di Landscapers – Un crimine quasi perfetto hanno offerto loro due ruoli scritti con grande talento e precisione. Personaggi ricostruiti, che arrivano dalla realtà e pongono allo spettatore più di una domanda: “perché i coniugi Edwards, in apparenza così gentili, lo hanno fatto? Come hanno fatto? Lo faremmo anche noi?”. 

“Sapevo che era una bibliotecaria, una signora molto gentile, molto educata e tranquilla”, dice di Susan Edwards l’attrice Olivia Colman. “Sono tornati nel Regno Unito con un sacco di cimeli e le lettere di Gérard Depardieu e un euro in tasca, o qualcosa del genere.  Christopher ha fatto tutto il possibile per renderla felice, arrivando persino a fingere di essere Gérard Depardieu. Il che è una cosa strana da fare, ma chiaramente voleva provare a farla sorridere”. Nella vita drammatica dei coniugi Edwards c’è la perdita di un figlio e Susan ha cercato di colmare quel vuoto accumulando cose e costruendo un muro fisico per proteggersi. “Lo stava facendo, in un certo senso, con i suoi cimeli cinematografici, sfuggendo con la fantasia alla realtà”, aggiunge la Colman. 

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La visione offerta da Landscapers – Un crimine quasi perfetto dei coniugi Edwards è quella di una coppia devota, indivisibile. Lo spettatore incontra per la prima volta la coppia mentre vive una vita apparentemente idilliaca in Francia. Diventa gradualmente chiaro però che hanno dovuto lasciare l’Inghilterra per un motivo e, sebbene Susan non rinuncia a comprare oggetti hollywoodiani di cui è ossessionata, sono quasi senza soldi. Il francese di Chris non è abbastanza buono per trovare lavoro e, alla fine, chiama la sua matrigna, Tabitha, per spiegare che hanno “fatto qualcosa di piuttosto sciocco” e hanno bisogno di contanti. “Non posso deludere Susan. È molto fragile”. Confessa così, e al telefono e ingenuamente, di aver seppellito i suoceri in giardino e la matrigna chiama subito la polizia. La coppia torna nel Regno Unito, coccolandosi mentre il treno si muove nella notte, sulla colonna sonora di un film d’avventura. Le scene si spostano continuamente dentro e fuori la realtà, con i set a volte decostruiti e nuovi fondali creati intorno a loro, e il colore va e viene e quando sembra che si sta esaurendo scivoliamo dalla storia recente in una storia d’amore  tipicamente, anni ’40.

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Mario Tassone

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