La sfavillante Lisbona

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*di Paola Vignati*

Lisbona la capitale più a ovest d’Europa, sulle sponde del fiume Tago, che sfocia nell’oceano Atlantico e le dona un’atmosfera da finis terrae. Forse da questo nasce la saudade, parola con nomea di intraducibilità, che descrive una forma di nostalgia per il futuro, per una vita che avrebbe potuto essere e non è stata. 

Lisbona si estende su sette colli, con moltissimi punti di osservazione della città: i miradouri, ovvero i punti panoramici da cui osservare la distesa di tetti rossi, Nostra Senhora do Monte, il più alto della città, Graça, Santa Caterina e Santa Luzia per citare i più famosi. 

I Tram di Lisbona
Gli eletricos, come sono chiamati gli iconici tram gialli che si inerpicano sui colli lisbonesi, nati ai primi del Novecento, sono diventati il simbolo per eccellenza della città. Tanto, persino troppo, basti pensare a quello che è accaduto al tram 28, il più famoso di tutti, perché attraversa i quartieri più interessanti della città: code chilometriche alle fermate e un affollamento impressionante a bordo, tanto da essere diventato terreno fertile per i borseggiatori. Chissà quale panorama si potrà mai vedere in quelle condizioni. Detto questo, prendere un tram a Lisbona, non per forza il 28, è un’esperienza piacevole, che regala scorci romantici della città. Questi mezzi contribuiscono all’atmosfera di Lisbona. 

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Ascensor Bica e Glória e Santa Justa
Lo stesso vale per gli ascensor. Con il termine ascensor si intende sia le funicolari, che gli ascensori veri e propri. L’Ascensor da Glória è la seconda funicolare più antica della città, nata nel 1885. L’Ascensor da Bica è in funzione dal 1892 tra case colorate e scorci sul Tago.

L’Elevator de Santa Justa è un vero e proprio ascensore in una struttura interamente in ferro battuto. In meno di un minuto porta alla terrazza panoramica. Inaugurato nel 1902. 

La Calçada portuguesa
La calçada portuguesa a Lisbona ammalia i visitatori: pavimenti in mosaico con trame elaborate decorano marciapiedi e piazze trasformando la città in una gigantesca opera d’arte. Sono formati da milioni di pietre magistralmente tagliate a mano. Per un metro quadrato si contano fino a quattrocento pezzi di pietra. I mosaici decorano le piazze e non solo, sono spesso usati come insegna delle attività storiche della città. Lisbona ha dedicato un monumento ai calceteiros, i posatori,  che ogni giorno riparano queste opere d’arte preservando le tradizioni e la tecnica. L’usanza inizia nel 1840 con due tra le piazze più importanti di Lisbona: Il Rossio e la  Praça do Império. Nella Piazza del Rossio l’andamento ondulante  del decoro richiama il mare e la grande importanza che ha avuto per il Portogallo. A Copacabana, il celebre quartiere di Rio de Janeiro, si ritrova la stessa pavimentazione, creata durante il periodo coloniale. 

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Gli Azulejos
Dal XVI secolo queste mattonelle di ceramica azzurra smaltata decorano tutta Lisbona: chiese, insegne dei negozi, facciate delle case. Le più belle sono conservate al Museo Nacional do Azulejo, che un tempo era un convento, oggi racconta cinquecento anni di storia di queste piastrelle. 

Alfama
I sette colli di Lisbona mettono a dura prova chi la visita, camminare in questo continuo saliscendi è molto faticoso sebbene entusiasmante. Soprattutto Alfama, uno dei quartieri più pittoreschi di Lisbona con le strade strette, i vicoli, ricorda una casbah; infatti, proprio alla dominazione araba si deve Alfama. L’accesso principale è da Largo Portas do Sol con vedute da cartolina sulla città. Lo stesso vale per il Castelo de São Jorge, luogo di scontro di tanti popoli invasori a partire dai Romani, oggi il suo belvedere fa dimenticare il Castello.       

La Cattedrale da Sè, al limitare dell’Alfama, è un un simbolo della riconquista cristiana contro gli Arabi, nel XII secolo. Il suo nome inusuale si deve alla contrazione di “Sede arcivescovile”. 

Baixa
E’ il quartiere che si affaccia sul Tago, ricostruito dopo il catastrofico terremoto del 1 novembre 1755, a cui è seguito uno tsunami di enormi proporzioni  che ha devastato Lisbona causando la morte di oltre trentamila persone. La figura chiave della gestione dell’emergenza al motto di “seppellire i morti ed accudire i vivi”, è l’illuminista Marchese di Pombal ministro del re. Pombal ricostruisce la Baixa con criteri moderni: dagli angusti vicoli medievali che caratterizzavano Lisbona, emerge la capitale più moderna del suo tempo, con strade larghe e paratie antincendio tra le case. Grandi spazi aperti e rifugi per gli abitanti in caso di nuove inondazioni o incendi.

Praça do Comércio
E’ una splendida piazza, tra le più grandi d’Europa, centro geografico della città: qui arrivavano le merci dalla colonie. Al centro la statua di Dom Jose I, la piazza è porticata su tre lati. L’Arco di Rua Augusta è il simbolo per eccellenza  della ricostruzione dopo il terremoto. 

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Il convento do Carmo
E’ l’unico edificio di Lisbona in cui è possibile vedere gli effetti del terremoto:  manca completamente il tetto. Nel momento della catastrofe era gremito di fedeli per la celebrazione di Ognissanti e il tetto crollò su di essi. Oggi è un museo archeologico a cielo aperto. 

Lo stile manuelino  a Belém
La Torre di Belém è un magnifico esempio dello stile manuelino, che deve il nome al re Manuel I e rappresenta l’ultima fase del gotico portoghese  caratterizzato dalla ricchezza delle decorazioni. E’ stato elevato a stile nazionale. La torre è patrimonio Unesco dal 1983. 

Il Mosteiro dos Jerónimos, anch’esso patrimonio Unesco, è l’emblema  dello stile manuelino. La sua costruzione inizia nel 1502, ad opera del re Manuel I appunto. Il Monastero ha ospitato per quattro secoli i monaci dell’ordine di San Girolamo, il cui compito era confortare marinai e pregare per l’anima del re. Al suo interno si trova la tomba di Vasco da Gama. Il monastero è stato creato proprio per celebrare la scoperta della rotta per le Indie ad opera del portoghese. Vi si trova anche anche la stele commemorativa dedicata a Fernando Pessoa, il più grande poeta nazionale. Il Chiostro in pietra dorata con decorazioni ispirate alla natura è sicuramente  il cuore del monastero per bellezza ed importanza.  Splendido anche il refettorio dei monaci  decorato con azulejos che raffigurano il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. 

Padrão dos Descrobimentos
Proprio nella zona di Belem negli anni Sessanta è stato realizzato il  Padrão dos Descrobimentos, il monumento alle scoperte. Un monumento alto cinquantasei metri, simile ad una caravella sospesa, che ritrae i grandi condottieri dell’Epoca delle Scoperte, tra cui Enrico il Navigatore, Vasco Da Gama e Ferdinando Magellano. Un inno all’epoca d’oro del Portogallo quella dei grandi condottieri, delle colonie e delle esplorazioni via mare. Lisbona era una delle città più ricche d’Europa grazie ai territori Oltreoceano, in particolare il Brasile dove si erano scoperti giacimenti d’oro. La piazza di fronte al Monumento delle Scoperte è decorata con una pavimentazione straordinaria: una mappa a mosaico in cui sono riportate tutte le scoperte e le rotte dei navigatori portoghesi dalle Azzorre alla lontana Malacca.

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Lisbona una città letteraria
Lisbona è la patria di due importantissimi scrittori: Fernando Pessoa e José Saramago e luogo d’adozione dell’italiano Antonio Tabucchi. In città meritano la visita la Casa-museo di Fernando Pessoa e Casa dos Bicos, il luogo che ospita la Fondazione Saramago. Inoltre per le vie della città si può seguire un percorso letterario con i romanzi “Sostiene Pereira” e “Requiem” di Antonio Tabucchi, ambientati appunto a Lisbona.                                                                                                       

Nel quartiere Chiado due importanti tappe a tema letterario: A Brasileira do Chiado è il caffè storico più importante e antico di Lisbona, una vera e propria istituzione. Fernando Pessoa era un cliente abituale. Nel 1980 è stata dedicata al poeta una statua, realizzata da Lagoa Henriques, che consente a tutti di bere un caffè con Pessoa

La seconda tappa è la Libreria Bertrand: è la più antica libreria al mondo ancora in attività. Aperta nel 1732, un simbolo della Lisbona colta e messaggio di speranza.

Oriente
E’ il quartiere nato a Parque das Nações, grazie a Expo ‘98 l’Esposizione universale che celebrava il 500° anniversario della scoperta della rotta per le Indie ad opera di Vasco da Gama. La capitale del Portogallo si confronta la modernità e nascono opere come la Gare do Oriente progettata da Santiago Calvatrava, la Torre Vasco da Gama progettata dagli architetti Leonor Janeiro e Nick Jacobs che ricorda la forma di una vela, quella della caravella del condottiero. Infine, sempre intitolato al condottiero, il secondo ponte più lungo d’Europa con i suoi 17,2 chilometri.  

Largo do Carmo
E’ una piazza molto importante per la storia recente di Lisbona, qui il 25 aprile 1974 con la Rivoluzione dei Garofani si pone fine alla dittatura che ha segnato il Novecento portoghese: il regime di Salazar, iniziato con l’Estado Novo nel 1926.

Mãe d’Água
E’ un deposito di acqua della capacità di 5500 metri cubi, quello che lo rende affascinante è il fatto che sia stato realizzato a metà Settecento, è un interessante esempio di archeologia industriale. L’acquedotto è visibile in molti punti di Lisbona, le sue arcate nei punti più alti raggiungono l’altezza di sessanta metri. 

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Pink Street
E’ Rua Nova Do Carvalho si trova in quella che oggi è la zona della vita notturna, ma che in passato è stato il quartiere a luci rosse della città, vista la vicinanza al fiume Tago e l’abbondanza di marinai.

I PASTICCINI PIÙ BUONI DI LISBONA
Dal 1837 la pasticceria Pastéis de Belém produce gli originali e famosissimi pasticcini di Lisbona: nidi di pasta sfoglia ripieni di crema cotti in forno a duecento gradi. La ricetta è segretissima, nota solo a tre persone. La pasticceria è vicina al Mosteiro dos Jerónimos. Tanta meritata  fama si deve anche alla leggenda che racconta la nascita dei pastéis: nel XIX secolo l’ondata liberale portò alla chiusura di molti luoghi di culto in Portogallo. Lo stesso accade al Monastero dos Jerónimos, così i monaci per sopravvivere iniziarono a produrre deliziosi pasticcini che vendevano ad una pasticceria vicina, e con il tempo tramandarono anche la ricetta segreta.

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Mario Tassone

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