Cartoline in bianco e nero dalla costa campana

di Eduardo Orma – facebook.com/ormaeduardo

Disegno da più di vent’anni e lo faccio utilizzando la penna. Le mie realizzazioni sono tutte a mano libera, senza uso di squadre o compassi. Le opere proposte rappresentano uno spaccato storico dell’inizio del ‘900. Il mio stile, nel tempo,  è cambiato; ho cercato di migliorare le imperfezioni prospettiche, aggiustando le dimensioni dello spazio visivo e cercando di osservare gli effetti della luce e delle ombre sulle cose. Mi piace raccontare attraverso i disegni i momenti di vita quotidiana dell’Italia che non c’è più. Riemergono così tanti ricordi passati, di come per esempio le nostre nonne, per portare l’acqua in casa, dovevano raggiungere le fontane pubbliche, sopportando il peso delle bocce d’acqua in testa; o di come si viveva attivamente nei vicoli e nei quartieri, seduti su una sedia sgangherata, trascorrendo intere giornate a condividere pensieri ed idee. I miei disegni sono delle cartoline in bianco e nero sbiadite dal tempo che raccontano la vita, con una semplice penna ed un foglio di carta, così… come se fossimo agli inizi del secolo scorso. Gli innumerevoli dettagli che tento  di riprodurre servono per avvicinare il più possibile l’osservatore  all’ambiente riprodotto. Così nascono balconi pieni di fioriere adornate di gabbiette per gli uccellini o di grappoli di pomodori appesi al muro;  palazzi antichi, erosi dal tempo, su cui pendono fili elettrici, graffi e lesioni, a significare il vissuto e l’usura del tempo.

DIDASCALIE DISEGNI:

A pensione for’a posta (20180331_151722.jpg)

È il primo giorno di pagamento delle pensioni all’ufficio postale di Ravello (Costiera Amalfitana). Un gruppo di pensionati abituati a sostare fin dalle prime luci dell’alba è in attesa dell’apertura. Sullo sfondo un panorama che ricorda “Benvenuti al Sud” tra la semplicità della gente e l’orizzonte che si perde in lontananza.

 

A Pusteggia (20170923_104633.jpg)

Il disegno rappresenta la classica posteggia con chitarra, mandolino e voce nel ‘900 napoletano. I fidanzati di un tempo, dedicavano le canzoni più romantiche alle proprie donne, poco prima delle nozze. La musica risuonava per tutto il quartiere, attirando l’attenzione della gente, che incuriosita si avvicinava all’orchestra.

 

‘ncopp ‘a sagliuta d’a funtana (20180823_214855.jpg)

Il nostro passato di inizio ‘900, quando in casa non c’era l’acqua corrente. Le donne erano solite portare pesanti brocche d’acqua sul capo, camminando per chilometri e spesso affrontando anche faticose salite. Le fontane pubbliche rappresentavano anche un momento di socialità, luogo in cui era possibile scambiare qualche pettegolezzo.

 

Abbasc ‘o puort 

La rappresentazione ricorda un panorama della costiera amalfitana. Una zona che in altri tempi era ancora legata alla pesca. L’ambientazione è un tipico porto di paese marinaro, dove si vedono delle barche spiaggiate e le case sono costruite sui resti di roccaforti.

 

 

 

 

 

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