A casa con Miniforms, senza macigni nel cuore

di Lemani casa 

Colorate, ironiche, avant- garde ma con un occhio al passato, le collezioni Miniforms non passano inosservate. Giovani e brillanti designer hanno rinnovato l’azienda veneta che, con altro nome, negli anni Settanta ha iniziato il suo timido cammino alla conquista  dell’Europa. Oggi i suoi prodotti, curatissimi nei dettagli, rallegrano e rendono unici i ristoranti parigini, gli studi di design londinesi, i grattacieli di Milano. In casa, in ufficio, all’aperto, negli imbarchi aeroportuali, nei locali: laddove Miniforms è presente, si ha la certezza che, alla studiata bellezza che intende trasmettere un senso di quotidiana ed eccentrica familiarità, si uniscono funzionalità e resistenza. L’azienda, inoltre, sceglie con scrupolo  materiali e fornitori, avendo a cuore il rispetto per l’ambiente e in testa l’idea che si debba andare nella direzione dello sviluppo sostenibile. I processi di lavorazione sono costantemente aggiornati senza mai perdere di vista la progettualità sociale e persino i partner tessili sono selezionati tra coloro che praticano il riuso: due tessuti della collezione aziendale, ad esempio, sono ottenuti da scarti smaltiti e deviati dalle discariche, quindi ritrattati, filati e tinti. Alcuni mobili lasciano davvero senza fiato: è così per Barry, tavolo da casa e ufficio dal forte impatto grafico per via delle gambe che si arricciano su se stesse  o per Illo, esagerato nelle forme, stravagante, accogliente e disponibile in versione da pranzo, bistrot o salotto.

E che dire delle sedute? All’insegna della comodità sia quelle che, sfruttando la leggerezza della paglia di Vienna e guardando alla tradizione, sorprendono per l’idea suggerita di design moderno sia quelle imbottite con quattro diverse tipologie di gomme, schienali bassi o alti che sono espansione di cuscini paffuti e possibilità di realizzare composizioni modulari che abbattono i limiti tra domestico e contract.

Decisamente irresistibili divano e poltrona Lem, morbido e sinuoso il primo, con sottili piedini slanciati e interamente rivestito in tessuto, avvolgente la seconda, in struttura tubolare con cinghie, prodotta senza usare schiuma espansa.

Niente a che vedere con Mitilo, dalla seduta ampia e profonda, adatto a un ufficio, un aeroporto o un bistrot grazie alla sua versatilità e simile a  una cozza aperta se accostato a un gemello.

 

Preziose, teatrali, sceniche le madie: l’ironica Caruso, dalle forme avveniristiche e nostalgiche,  unisce l’hi-tech al living per un arredo multisensosriale;  Kramer sfoggia due diverse altezze e dimensioni, porta il volume del mobile antico sul contemporaneo, ha led interno e la leggera trasparenza del vetro fumè; Stoya è l’adorata creatura dell’azienda, che l’immagina e la descrive come una bellissima donna dai tratti orientali intenta a sfilare a Milano, Londra e New York con indosso “una lunga camicetta di seta dalle trame geometriche, che le lascia scoperte le gambe e i piedi” . Dove riposare quando si è stanchi? In letti colorati, spiritosi, morbidi come Shiko, ispirato al rito dei lottatori di Sumo quando alzano la gamba per poi sbatterla a terra con energia per scacciare gli spiriti cattivi.

Solidi, sicuri, eppure leggeri, leggerissimi, talora fiabeschi e dalle tinte più incredibili: così Miniforms ha sognato, disegnato, realizzato i suoi prodotti. Perché “la vita va così”, dicono. A volte sei serio, a volte scherzoso, ma i pensieri non devono mai entrare in casa con te. Devi staccare e i mobili ti possono aiutare. Sono fatti per questo.

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