Un corso universitario su “Beni ecclesiastici e beni culturali”

di Alessandra Caria

Si tiene alla UMG ed è l’unico nel Meridione

L’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro presenta una chicca nell’ambito dell’offerta formativa: si tratta del corso in Beni ecclesiastici e beni culturali, tenuto dal prof. Luigi Mariano Guzzo. Ad esserne destinatari sono gli studenti del corso di laurea in Giurisprudenza, che, scegliendo di inserirla nel proprio piano di studi, aprono le loro future opportunità lavorative a nuovi fronti, ancora oggi poco conosciuti. Una materia innovativa ed originale, che coglie aspetti poco trattati al giorno d’oggi nelle varie università italiane, che si prefigge di offrire gli strumenti giuridici finalizzati ad un’adeguata e opportuna protezione di questa specifica tipologia di beni. L’attenzione per la materia è trasversale e multidisciplinare, al punto d’aver catturato l’interesse non solo degli studenti di Giurisprudenza.

Il corso, inaugurato la prima volta nell’anno accademico 2017-2018, è incentrato dapprima sulla spiegazione di bene culturale, nel senso proprio del termine e nelle sue varie sfaccettature, per poi spostarsi sulle varie leggi poste in essere nel corso degli anni;  leggi culminate con l’emanazione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, con decreto legislativo del 2004. Quindi un’attenta analisi sui beni paesaggistici e, più nel dettaglio, sui beni ecclesiastici, con esperienze dirette. Significativo a tal riguardo il seminario dello scorso anno sull’Eparchia di Lungro, che ha consentito agli studenti di poter toccare con mano nuove realtà: il 2019 è stato l’anno in cui si è celebrato il centenario della diocesi cattolico-bizantina, radicata nel piccolo comune calabrese di Lungro, nella provincia cosentina.  A partecipare all’evento sono stati il vescovo di quella diocesi, mons. Donato Oliverio, e il papas Pietro Lanza. Un evento importante non solo per il corso in sé, ma per l’intero ateneo catanzarese.

Un corso dunque nuovo e pieno di iniziative, unico nel Sud Italia, che rende il percorso di studi più accattivante per i ragazzi e per gli studiosi della materia. Un’opportunità, insomma, per comprendere meglio altre prospettive professionali nel settore dei beni culturali. Infine, il percorso di studi dell’anno accademico 2019-2020 prevede un’ulteriore integrazione e particolarità: un modulo dedicato ai “beni naturali” di interesse religioso.

 

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