Hong Kong la megalopoli più visitata al mondo

di Caterina Misuraca

È la megalopoli più “occidentale” d’Asia ma sempre, orgogliosamente, Cina, nonostante le turbolenze della piazza degli ultimi mesi. È  Hong Kong, la città più visitata al mondo. Non dagli occidentali. A darle questo primato è il turismo asiatico. E pensare che solo il 30% della popolazione cinese ha il permesso di viaggiare. Gli occidentali ci sono, anche moltissimi italiani, ma solo per lavoro. Essere turisti occidentali qui è una rarità e questa cosa ci ha stupito, come tante altre in questo viaggio dall’altro lato del mondo dove “non ho scritto neppure la metà delle cose che ho visto!” (Marco Polo, il Milione).

Sette milioni di abitanti che in proporzione al suo territorio esiguo ne fanno la città con più alta densità del pianeta. In assenza di spazio, si è sviluppata in altezza nei suoi incredibili grattacieli che ne disegnano uno skyline fantasmagorico e sopraelevate futuristiche che ne decuplicano il caos. Fatevi un giro sul DingDing  (il celeberrimo tram a due piani che dal 1904 attraversa su rotaie la metropoli) e cercate un posto al piano superiore per osservare distese di viuzze fumose dove si cucinano i più impensabili cibi da strada; macellerie e pescherie fragorosissime ai piedi di grattacieli, alcuni  di essi ultra moderni e firmati dalle più illustri archistar del pianeta, altri dalle facciate ai limiti del decrepito, mercatini, interventi di street art. Con il DingDing siamo andati da Causeway Bay (location del nostro hotel, e fulcro indiscusso dello shopping) fino a Central (il quartiere elegantissimo e tempio assoluto del capitalismo, immerso nel verde di HK Park, dove i grattacieli svettano tra rigogliose oasi zen, cascate e riserve di volatili. In cinese Hong Kong – qui si parla il cantonese – vuol dire “porto profumato” ed è quanto mai icastico il termine poiché Hong Kong odora di spezie,  di te, di incensi, di mare, quel Mar della Cina che separa e abbraccia al tempo stesso le due anime gemelle della metropoli: HK Island e la terra ferma, Kowloon, regalando da ambo le sponde una vista strabiliante. Mentre a Kowloon si passeggia sulla Tsim ShaTsui Promenade ed Avenue of Stars (dove troneggia tra gli altri la statua di Bruce Lee), sull’isola si estende il lungomare di Central con la nota ruota panoramica.

Per beneficiare appieno dello straordinario spettacolo della city by night, suggeriamo il giro con Aqualuna, un vecchio giunco cinese ricreato perfettamente (ti offrono anche un bicchiere di prosecco e ti godi un tramonto indimenticabile). In ogni caso il servizio Star Ferry dei traghetti è efficientissimo e consente la traversata a qualsiasi ora e a cifre più che modiche. Tutti i trasporti pubblici, ma anche i taxi (e soprattutto Uber) sono davvero economici. Al contrario di tutto il resto: hotel e ristoranti mediamente cari. La metropolitana efficientissima. Sicurezza alle stelle. Mai esistiti furti. Per le strade di accattoni e senza tetto neanche l’ombra. Ovunque, e sempre, percepisci un incredibile senso di regole e disciplina. Ma un giorno a settimana accade qualcosa di altrettanto inattendibile, a dire il vero, impressionante: ogni domenica, il giorno libero delle colf, le strade di Hong Kong dall’alba alla sera vengono invase da centinaia di migliaia di donne (islamiche e/o filippine), accampate a gruppo su distese di cartoni a mangiare, sonnecchiare e chiacchierare e trascorrere così la propria giornata di riposo. Potrebbero aprirsi capitoli lungamente critici sull’argomento ma non è questa la sede. Di certo è un fatto sconcertante che però qui pare rappresenti una tradizione consolidata. Insieme a Macao (che dista un’ora di traghetto, tappa sicuramente consigliata) Hong Kong è una delle due Regioni Amministrative Speciali della Repubblica Popolare Cinese, quindi non serve il visto, entri solo con il passaporto. Risultato della sua storia politica di area contesa e sempre a metà tra Oriente ed Occidente: fu colonia dell’Impero Britannico a metà Ottocento, poi per un periodo venne occupata dal Giappone per ritornare al controllo inglese terminato nel 1997 con il passaggio definitivo alla Cina. Tra i luoghi del passato coloniale ridati a nuova luce con una splendida riconversione culturale segnaliamo la Vecchia Stazione di Polizia (costruita sul modello dell’Old Bailey di Londra) nel cuore di Lan Kwai Fong, quartiere della movida. Aperta da pochissimi mesi dopo un lungo periodo di disuso oggi è diventata centro propulsivo di eventi di arte e moda, sede di locali esemplari. Qui abbiamo cenato al Madame Fu che consiglio vivamente per la location unica e per assaporare il meglio della cucina cantonese. Per godere la migliore vista su HK Island by night, al 28esimo piano di un grattacielo a Kowlooon, andate da Hutong, ristorante dalla magica atmosfera old Cina, con una cucina strepitosa tra ricerca e tradizione. Da non perdere l’anatra alla pechinese, la migliore del mondo. Sempre a Lan Kwai Fong, per gli amanti della cucina internazionale Porter house con proposte di carni superlative. Una sera concedetevi lo struscio tra le interminabili bancarelle del Temple Street Night Markete andate a cena da DimDim Sum, luogo rinomatissimo e caratteristico con un menu ricchissimo (e a prezzi modici rispetto ai precedenti), con un’infinita scelta di Dim Sum. Sulla medesima cifra economica, nonostante una fama stellare in tutti i sensi, poiché gode di una Stella Michelin per i migliori Dumplings della Terra, il ristorante Din Tai Fung (di CausewayBay). Last but not least, “The Mast of Mozzarella”, ottimo ristorante italiano.

Per completare il tour delle viste mozzafiato, al primo posto il Victoria Peack raggiungibile col PeakTramWay. A quasi 550 metri d’altezza si gode tutta la magnificenza della megalopoli. Se viaggiate con i bambini regalate loro una giornata fiabesca ad Hong Kong Disney. Infine tra i luoghi di culto da non perdere il Man Mo Temple, uno dei più antichi. Da vedere categoricamente il Big Buddha (la statua del Buddha più grande al mondo (23 metri, 10 piani) che si erge sulla cima di una montagna nella magnifica Lantau Island; ci si arriva con una spettacolare cabinovia (NgongPing 360): un viaggio emozionante di 25 minuti attraversando baia e montagne fino a raggiungere l’altopiano. E non importa di che religione sei: la sublimità del luogo ti regala un incredibile senso di ineffabile.

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