Dai Fori Romani a Porto Marghera

Un taccuino di viaggio per riflettere su ciò che siamo stati, e su ciò che siamo oggi.

di Fabrizio Citton

I miei disegni? Bella domanda. Mi vengono di getto, quando osservo qualcosa che mi stupisce. E di cose ce ne sono molte anche se non sempre chiaramente visibili: una forma, un oggetto, dei giochi compositivi, delle simmetrie o asimmetrie; queste ultime le preferisco perché in esse riconosco la vita reale, tutto ciò che mi aiuta a riflettere ad esprimere un contenuto. A volte mi chiedo: perché proprio quella cosa, quello scorcio, quell’immagine, quel puntuale dettaglio. Poi capisco che sono tutte cose dentro di me, già pronte impacchettate per essere spedite nella mia mano; sedimentate, consolidate, parte del mio ambiente, delle mie memorie.

Ecco è così che inizio il mio disegno; tuttavia appena incomincio a tracciare le linee con la mia penna, senza nessuna bozza di preparazione precedente – perché il disegno è una sfida coraggiosa senza timore dell’errore, senza possibilità di ritornare indietro – ricerco  con il rigore dovuto il concetto in primis, ciò che voglio esprimere. Mi piace “dire” con il disegno e non “raccontare”. Uso l’immagine per comunicare quello che penso: la solitudine  di un luogo, come nel disegno con il grande pino marittimo di Roma, o la rinascita di un’area produttiva che ha dato tanto sia nel bene che nel male, con il colore rosa del cielo nella zona industriale di Porto Marghera.

Mi affascinano i percorsi come quello del disegno che ho intitolato “La forza della vita” in cui, metaforicamente, esprimo l’importanza di un percorso, del nostro percorso di vita.

Qui la casa rossa col camino fumante, il calore della casa, della famiglia, esprime il vero senso della forza della vita. Infatti il disegno è stato pensato con due punti di “movimento”: la strada e il fumo del camino,  segni dinamici e ritmici della composizione con cui voglio mettere in evidenza le nostre motivazioni, sollecitate dalle esperienze vissute, dalle diversità incontrate, dall’amore

Nel disegno “Fori romani” viene espressa la grandezza del periodo, rappresentata volutamente dal pino marittimo piuttosto che dalle rovine. È come invertire il senso delle cose rappresentando così ciò che viviamo tutti i giorni.

Porto Marghera” è una tavola in cui il tema della grandezza industriale del luogo, che ha generato lavoro e ricchezza ma anche tanti dolori e morte, viene paradossalmente indicato dal colore rosa del cielo. Anomalo in quel contesto, “il rosa” diventa augurio ed auspicio di rinascita dell’area.

“La mia casa” e “Finestre” esprimono, nel mio intento, la necessità di osservare. La finestra per me è un luogo privilegiato, il passaggio tra interno ed esterno e da qui si può vedere, si può e si deve osservare per riuscire a comprendere al meglio le cose.
Nel disegno “Arenile” voglio significare una cosa a me cara: le piccole cose che compongono un bellissimo luogo, quale può essere appunto un arenile.
Piccoli ciottoli che messi assieme formano un qualcosa di grande. In realtà questo tema è presente anche in altri disegni in cui  uso spesso i piccoli ciottoli, pietre, sassi che possono evidenziare un muro, una strada, una facciata ed altro. Mi piace pensare che proprio le piccole cose sono la base della nostra vita.

Nei disegno “Tramonto” e “Case isolate” ho pensato delle composizioni che manifestassero il tema della solitudine. Volevo definire un luogo silenzioso, fermo, fisso, e dare un senso di staticità degli spazi. Prospettive di un borgo con cielo rosso o di case isolate sono metafore di come siamo noi oggi: chiusi nei nostri spazi e concentrati solo su di noi.

 

Architetto e designer di professione, fondatore del laboratorio d’arti contemporanee D.MOD, Fabrizio Citton lavora da sempre sul disegno, sulla pittura e sulla scultura.

Gli schizzi, i bozzetti, i rapidi segni sono costanti gesti del suo quotidiano. Il disegno necessario per osservare la realtà, per cogliere spunti di riflessione, per alimentare la propria creatività, diventa luogo e ambito privilegiato di ricerca.

L’Associazione Matite in Viaggio promuove l’interesse per il viaggiare quale scelta motivata di rinnovamento  nella conoscenza dei luoghi visitati e dei suoi abitanti. Visitare paesi e luoghi, incontrare persone e comunità, conoscere civiltà antiche e contemporanee, sono le premesse irrinunciabili affinché taccuini di viaggio manifestino la volontà e il sogno di riconoscersi nella libertà e nella dignità di tutti gli uomini.

Anna Maria Spiazzi – presidente dell’Associazione “Matite in viaggio”

 

Https://www.facebook.com/mediterraneodintorni/
Condividi