“A Palazzo con lo scrittore”

Tra opera d’arte e mobili di pregio una rassegna culturale nei siti storici privati

di Costanza Falvo D’Urso 

Contrariamente a quanto oggi si afferma da più parti che il «libro» non è più l’elemento centrale della costruzione della cultura moderna, la rassegna di Lamezia Terme (CZ) «A Palazzo con lo scrittore», ideata e diretta da Raffaele Gaetano, suscitando larghi consensi ha dimostrato tout court come l’incontro con altre persone e il confronto diretto con personalità di spicco per discutere di letteratura, filosofia, musica, arte, scienza, siano momenti di profonda e insostituibile crescita individuale, un bisogno insopprimibile del genere umano; e come le nuove forme di comunicazione, gli attuali dispositivi digitali, impersonali freddi e comuni, non riescano a occuparne il posto.

Nella cultura occidentale i salotti letterari hanno un’origine antica. Il Symposium in Grecia; i circoli di Mecenate nel periodo augusteo; le riunioni culturali in ambienti privilegiati, ville, castelli, monasteri, durante il Medioevo e il Rinascimento; i sodalitates litterarum meritevoli di diffondere la cultura fuori dalle università o dagli ambienti religiosi in epoca umanistica; le conversazioni in case private durante il Seicento e il Settecento; i Caffè dell’Ottocento e del Novecento: tutto questo ha svolto un ruolo fondamentale per la diffusione della cultura e non è un’utopia se sul modello del passato si riscoprono luoghi privati, case storiche, dove incontrarsi, raccontarsi, confrontarsi, conoscersi.

A dare prestigio e risalto ai tre eventi del cartellone «A Palazzo con lo Scrittore» la presenza di personalità famose e note del panorama culturale nazionale. Rispettivamente si sono alternati: a Palazzo D’Ippolito, Silvio Perrella, scrittore e critico letterario, che da raffinato comunicatore è entrato, sin dalle prime battute del suo discorso, in empatia con il pubblico. Muovendosi tra i presenti ne ha captato l’interesse emozionandoli con un coinvolgente e suggestivo racconto sulle figure e sulle tematiche di grandi scrittori e poeti che hanno fatto la storia della letteratura nazionale e internazionale dei secoli passati e del Novecento. A Palazzo Saladini, Antonio Cerasa, neuroscienziato, premiato divulgatore scientifico, che durante il suo apprezzato intervento, sollecitando al dialogo i presenti, ha parlato di «bellezza», di «sublime», di «ideale artistico». E dulcis in fundo, a Palazzo Nicotera per celebrare i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, l’architetto, restauratore e scrittore Antonio Forcellino, ha realizzato con pennellate decise e sicure un quadro inedito e molto umano del genio italiano, la Gioconda, in cui Leonardo, grande tra i grandi del Rinascimento, rivela la dolcezza dell’anima femminile.

Ricostruire il valore del dialogo non è stato l’unico scopo di questa raffinata rassegna culturale perché l’incanto e l’emozione hanno accompagnato il pubblico in ogni momento della manifestazione. Rievocare la storia delle antiche ed eleganti dimore di Palazzo D’Ippolito, Palazzo Saladini e Palazzo Nicotera, da parte degli architetti Dina Caligiuri e Francesco Volpe e ascoltare il sassofono di Giovanni De Luca, la chitarra classica di Michele De Fazio e il violino di Giovanna Comito, hanno rappresentato momenti importanti capaci di catturare e affascinare i partecipanti tra mobili di pregio e opere d’arte. Inoltre, degustare vini eccellenti di cantine calabresi accompagnati dalla gastronomia del territorio ha consentito di continuare l’incontro tra riflessioni e commenti, alla presenza cordiale e ospitale dei padroni di casa, ciò rappresentando la rinnovata tendenza ad aprire le dimore antiche e i salotti alla cultura.

 

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