Le sfide educative del nuovo millennio si affrontano insieme

di Bruno Pisani 

La bellezza di essere genitori si manifesta nella comune attività solidale, riscoprendo ogni giorno il calore dei legami affettivi. La vicinanza delle altre famiglie sarà essenziale per la stesura del progetto educativo che vorremmo spendere nel corso della vita a favore dei figli.

  1. I valori cui ci vogliamo ispirare dall’educazione dei figli.
  2. Le priorità formative.
  3. La trasmissione della nostra storia, nel senso dell’esperienza maturata.
  4. I compagni di viaggio.
  5. La fonte da cui ci disseteremo nei momenti di deserto.
  6. La necessità di vivere come famiglia allargata alla condivisione ed alla solidarietà con altri nuclei.
  7. Porre la funzione genitoriale nella parte alta della scala dei nostri valori.
  8. Dedicare tempo alla nostra formazione genitoriale.
  9. Tenere presente che la società di domani sarà in parte quello che sapremo costruire nella nostra famiglia.
  10. Affidarci ad esperti che sappiano curare le ferite causate dalle cadute che ci saranno durante il cammino.

Ognuno di noi è stato educato in una famiglia nella quale gli sono stati trasmessi dei valori finalizzati ad una futura capacità di discernimento. Siamo cresciuti con delle regole di comportamento e di orientamento su ciò che è bene o male. Tutto al fine di renderci amabili agli occhi degli altri ed essere da loro accettati ed accolti. Ma nelle nostre relazioni siamo realmente liberi o siamo condizionati da schemi mentali che ci faranno apparire simpatiche o antipatiche sempre lo stesso tipo di persone? Quanta libertà relazionale abbiamo saputo costruire nella nostra psiche e quanto siamo stati capaci di liberarci da schemi poco adattivi trasmessici dalle generazioni precedenti?

In fondo essere liberi nelle relazioni con gli altri comporta essere liberi da potenti condizionamenti del nostro inconscio, che non si vede né si percepisce, ma che opera e condiziona fortemente la nostra vita quotidiana. Il problema a questo punto diventa: come accedere al nostro inconscio e come gestire le sue esigenze senza entrare in rotta di collisione con l’immagine di noi stessi che ci siamo costruiti negli anni? Ossia: come gestire l’inconscio senza fare danni?

Per accedere alle nostre parti caratteriali nascoste ci aiutano  le persone con cui ci relazioniamo. La parte di loro che ci coinvolge emotivamente in modo molto intenso, sia come simpatia che come antipatia, rappresenta il nostro inconscio.

Queste parti nascoste a noi stessi, per cui difficili da controllare, sono quelle che ci spingeranno a frequentare la stessa tipologia di persone negli anni, determinando un impoverimento di occasioni di crescita. Se mi accompagno con uomini e donne che la pensano come me che possibilità avrò di allargare gli orizzonti della mia mente? Difficilmente  aggiungerò nuove strade o nuove soluzioni al mio bagaglio di abilità relazionali. Le strade già conosciute ci fanno camminare tranquilli ma ci precludono nuovi scenari e nuove emozioni derivanti dall’aver esplorato parti delle nostre capacità poco o nulla frequentate. Come si può migliorare la società in cui viviamo se insegniamo ai figli ad avere paura del nuovo?

Rimanere attaccati al proprio pensiero ci fa innamorare di noi stessi, della nostra autoaffermazione, con lo sguardo pericolosamente orientato su di noi. L’idea, frutto della nostra visione parziale, si accartoccia su se stessa e col tempo perde di interesse perfino ai nostri stessi occhi. Questo perché le manca l’inserimento in un progetto di globalità in cui vengono inseriti altri nessi ed in cui la cura del dettaglio fa parte di una visione d’insieme.

I nostri figli dovranno invece crescere in una famiglia dove l’idea, diversa dalla nostra, sarà accolta come opportunità; dove il confronto per uno scambio di opinioni verrà considerato un momento di creatività da cogliere al volo. La creatività, essenziale per relazionarsi con equilibrio soprattutto con chi conosciamo poco, nasce da un allenamento continuo derivante dall’ascolto e dall’accoglienza di tutto ciò che è lontano dai miei schemi mentali. Accoglienza di un’altra idea, rispetto a quella che riesco a concepire io , è quindi maturazione e sviluppo di nuove abilità adattive che ci consentiranno di gustare la bellezza di ogni relazione.

Educarsi a saper perdere le proprie posizioni, senza smarrire la propria identità è il passaporto di cui dovremmo munire i nostri figli per crescere in una società multiculturale come quella odierna.

 

 

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