Stupore e meraviglie del Gargano

di Alessandra Cappelletto

Appassionata di arte e di viaggi, il mio hobby preferito è quello di disegnare durante le vacanze e illustrare i viaggi sostituendo alla macchina fotografica l’acquerello e la fantasia. Qui vi presento alcune illustrazioni tratte dal mio taccuino di viaggio sulla vacanza nel Gargano fatta nel 2016.

Come ogni anno, intorno a ferragosto, io e il mio compagno partiamo per una breve vacanza, verso  l’adorato mare del sud e il suo cielo, il puro azzurro. Scegliamo l’auto, per essere liberi e svincolati da orari dei mezzi pubblici, ma da Treviso è lungo il tragitto, sebbene ci fermiamo a fare tappa a Senigallia; e già il caldo torrido ci assale.

Abbiamo prenotato, come alloggio fisso, una struttura che si trovasse in una zona strategica del Gargano, per poterci spostare e visitare ogni giorno una città diversa. Così, arrivati nel verde promontorio, scopriamo con piacere di essere capitati in un agriturismo a gestione familiare, molto accogliente, dove forniscono informazioni sul territorio, e dove abbiamo mangiato pure molto bene, per cui lo cito con simpatia: Agriturismo Masseria Giordano. Mi è piaciuto disegnare i suoi ulivi, avendo alle spalle la compagnia di quadrupedi curiosi (asini, cavalli e cani).

In Puglia scopriamo la vera Italia: ogni angolo ha la sua bellezza, e io cerco di fissare sul mio taccuino di viaggio almeno un’immagine per ogni posto nuovo. Porto sempre con me il kit minimo per disegnare: blocchetto, matite, penne e acquerelli, bottiglietta d’acqua, e quando serve, lo sgabellino in spalla.

Viaggiando in questo modo, i ritmi sono un po’ allungati; ci vuole un po’ di pazienza, e io e il mio compagno abbiamo trovato un ottimo compromesso: mentre io disegno, lui scorrazza con la sua macchina fotografica. E dopo un’oretta di attività personale, la condivisione ci arricchisce.

Il 10 agosto ci avventuriamo alla scoperta di Rodi Gorganico, che pare rivelarci che questo viaggio sarà all’insegna dei gradini, dei camini, e del gran caldo. Mi fermo a disegnare un angolo della piazzetta che splende di bianco al sole, mentre l’osteria è ancora chiusa, e qui, per dissetarci, l’ospitale barista ci offre un prosecco di.. Valdobbiadene (provincia di Treviso)! Il mondo è proprio piccolo.

Il giorno successivo andiamo a Peschici, uno scrigno di laboratori artistici, che sono la mia passione. Ogni porta svela un mondo di poesia e creatività. Dietro un portone scultoreo, trovo l’atelier di un pittore straniero, gentilissimo, dall’aspetto umile, di piccola statura, ma dalla personalità e sensibilità straordinarie, il quale, da un mio piccolo disegno, mi legge la mia vita e quello che ho di bello, che sono oggi, e che avevo anche dimenticato. Forse le persone più sensibili riescono a vedere il filo di energia che lega gli esseri umani. Comunque sia, ne resto stregata.  Ancora oggi non riesco a spiegarmi come un totale sconosciuto abbia potuto svelarmi preziosi segreti, e anche qui lo ringrazio, Trinn Dinh Day, perché ogni tanto bisognerebbe farci un esame di coscienza su cosa siamo diventati, e, se ne siamo soddisfatti, trarne forza, oppure vedere come possiamo migliorare..

Il 12 agosto è tutta un’altra storia: ci addentriamo tra i palazzi più antichi di Vico Garganico dove sembrano stratificate case su case, e i vicoli sono tanto stretti da non vedere mai il sole. Ci domandiamo se qualcuno ci vive… come possa…

Su e giù per scalette umide e buie, da far venire la claustrofobia, a cercare una via d’uscita. Da fuori invece scopriamo dei punti di vista soleggiati, molto “pittoreschi”.

Mi fermo su alcuni gradini a disegnare un torrione che un abitante mi dice essere usuale modello per artisti! E per me, è già una grande soddisfazione avere una prova che sappiamo riconoscere la bellezza.

Sul finire della vacanza, il titolare dell’agriturismo ci ricorda di passare attraverso la Foresta Umbra. Noi lo ascoltiamo; sarebbe stato un vero peccato perdersi la sensazione di fare un tuffo in un altro mondo, immutato nel tempo, se pensiamo che quegli stessi pini, querce, frassini, sono anche gli stessi che hanno visto passare i cavalieri nel Medio Evo. E forse capiamo pure l’origine del suo nome, che non c’entra niente con la regione umbra, ma richiama la fresca ombra delle altissime frasche.

A me, che adoro tutti gli alberi, colpisce un “doppio” faggio, che non resisto dal disegnare. Stupore e meraviglie del Gargano.

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