Madagascar

di Antonio Rancati

Sicuramente veder nascere dal vivo cinquanta tartarughe marine è un’esperienza
indimenticabile. Al nostro arrivo al villaggio Andilana di Nosy-Be il
biologo locale di origine italiana, oramai da venti anni in Madagascar, ci
aveva subito avvertito che nella settimana della nostra permanenza ci
sarebbe stata una schiusa di numerose tartarughe marine sulla spiaggia
proprio davanti ai nostri alloggi. Mi ero già preparato psicologicamente
ad una sveglia nel cuore della notte con pronto il mio smartphone sul
comodino per non perdere l’opportunità di vederle dal vivo correre in
acqua dopo la nascita e serbare anche un ricordo fotografico
dell’esperienza che avrei vissuto. Invece con grande sorpresa il tutto è
avvenuto appena dopo cena e, sotto la sua attenta guida, abbiamo seguito
le migliori indicazioni dal un grande esperto per facilitare il loro primo
viaggio verso il mare al chiaro di luna. Sono emozioni che ti restano
dentro per tutta la vita.

Atterrati in Madagascar bisogna sempre avere molta pazienza per le lunghe
file dovute al visto prima di uscire dall’aeroporto. Ma già sul pulmino, durante il tragitto verso l’albergo, dai finestrini c’è il primo assaggio di Nosy-Be, dei villaggi, della gente che vive in capanne molto dignitose di tre metri per tre con cucina fuori dalla porta
di casa, con pentolini quasi sempre colmi d’acqua per far bollire il riso, elemento predominate della loro alimentazione, che si lava nel fiume e non ha i sanitari ma
paratie esterne per fare i bisogni in fosse nel terreno. Si rimane sbalorditi dalla vegetazione, dal paesaggio, dai colori e dai tanti bambini dai volti sorridenti. Arrivati all’albergo la consueta accoglienza con un cocktail di benvenuto e subito in giardino un camaleonte verde-azzurro che sembra finto a motivo dei suoi colori tanto accesi. Inizio a scattare foto e poco dopo, lungo il vialetto del giardino, una delle mega tartarughe di terra avanza imponente. Mi hanno riferito che ha più di cento anni. In un recinto anche
un coccodrillo, che non impressiona solo perché è dietro una alta e
robusta rete.

Squisita la cucina malgascia, un variegato menu di sapori e curiosità
gastronomiche. Il cibo, le ricette tipiche, le abitudini gastronomiche
locali sono un momento fondamentale di tutti i viaggi alla scoperta di
nuove mete. Nella gastronomia di un paese ritroviamo sapori caratteristici
della regione, ma allo stesso tempo ci addentriamo nei meandri della sua
cultura. Anche se in lingua malgascia il verbo mangiare si traduce con la
parola “mangiare–riso”, in questa bellissima isola si mangia molto più che
solo riso! Tantissima frutta tropicale tipica del paese. La frutta in
Madagascar è trattata pochissimo e ha un sapore intenso e fantastico,
colorata, saporitissima e tutta biologica. Tra le varie prelibatezze non
dimenticatevi di gustare un bel mango fresco e di scoprire il sapore del
mangostano: questo frutto esotico cresce soltanto vicino all’equatore e va
messo in cima alla lista delle cose da mangiare assolutamente. È uno dei
frutti più saporiti del pianeta!

Sulle spiagge e nelle escursioni negli isolotti intorno a Nosy-Be potete
provare l’indimenticabile esperienza di consumare pesce appena pescato,
grigliato e preparato direttamente in spiaggia. Cosa mangiare di meglio di
un buon piatto di frutti di mare, lungo la riva dello stesso mare da cui provengono? Regalatevi l’esperienza magica di una cena in spiaggia con
all’orizzonte l’accenno di un bellissimo tramonto sull’acqua! Lungo le
coste del Madagascar vi è l’abitudine di cucinare con condimenti piuttosto
inusuali per noi europei, quali latte di cocco, vaniglia o chiodo di
garofano: dovete provare questi piatti per la gioia del vostro palato!
La cucina malgascia è basata sull’impiego del riso, come accompagnamento
nei piatti di carne, molto saporita, pesce freschissimo e legumi. Oltre al
riso con carne di zebù, pollo o pesce, serviti in tutto il territorio, in
Madagascar si mangia anche coniglio, anatra e capra. Il maiale può essere
un tabù per motivi religiosi, ma viene regolarmente servito ai turisti nel
villaggio. Per concludere la lista dei piatti da assaggiare in Madagascar,
non potete non gustare l’amatissimo Maskita: è carne di zebù marinata e
cotta allo spiedo. Da accompagnare con un bicchiere di birra.
Il personale malgascio è di una squisitezza incredibile, sempre gentile e
disponibile e pronto a soddisfare ogni minimo desiderio. E non vi
verrà mai chiesta una mancia, che è a completa discrezione dell’ospite.
Il mare è bello, non sempre limpido a causa del fenomeno delle maree.
Queste obbligano in alcuni momenti a lunghe passeggiate sul bagnasciuga
prima di riuscire ad immergersi, ma vista la bellezza della spiaggia è
comunque un piacere. Per quanto riguarda le escursioni potete affidarvi ai
“beach boys” presenti sulla spiaggia perché il prezzo è sicuramente
concorrenziale in confronto a quelli identici organizzati dai tour
operator ed il pranzo viene cucinato espressamente sulla spiaggia ed è a
base di aragosta, granchio, riso al cocco, gamberi, pesce alla griglia
(anche il barracuda, per me la prima volta in sessanta viaggi
internazionali!). Immancabile la frutta tropicale colta direttamente dagli
alberi locali.

L’escursione sicuramente più bella è quella a Nosy Iranja, due piccole
isole collegate durante la bassa marea da una lingua di sabbia. Il mare è
cristallino, la vegetazione rigogliosa, il villaggio di pescatori
caratteristico. Invece Nosy Komba è famosa per i suoi lemuri, liberi di
giocare con voi senza nessun pericolo neanche per i bambini. Se tenete in
mano delle banane ne sarete piacevolmente circondati. Alcuni dei lemuri sembrano molto timidi e lenti a muoversi, a differenza di qualcuno che vi saltella frenetico sulle vostre spalle. Un ultimo consiglio: se riuscite, portate con voi penne, quaderni o vestiti
leggeri da regalare ai bambini mentre siete in escursione nelle isole. È
sicuramente emozionante vedere nei loro occhi la felicità di un regalo.

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