La Cappella Sistina

di Federico Rossetti

Il 15 agosto 1483 veniva inaugurato uno dei più famosi monumenti della Cristianità, un magnifico tesoro culturale e artistico che oggi è parte integrante dei Musei Vaticani. Costruita fra il 1475 e il 1481, la Cappella Sistina – che prende il nome da papa Sisto IV della Rovere – è dedicata a Maria Assunta in Cielo, all’interno del palazzo apostolico romano, di cui è anche la cappella principale. Questa “scatola dipinta” – come la definisce Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani fino al 2016 – di 2500 mq di pittura murale, un ambiente lungo 40 metri e alto fino ad un massimo di 21, ha dimensioni uguali a quelle del Tempio di Gerusalemme. L’intero edificio venne utilizzato anche come fortezza del Vaticano. Oggi questo meraviglioso sito è conosciuto universalmente soprattutto per le sue decorazioni che ne fanno una Biblia Pauperum, ossia quell’apparato iconografico originariamente nato per consentire a chiunque di “leggere” e conoscere la storia della salvezza, dunque una sorta di teologia visiva e visibile. Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Pinturicchio, Domenico Ghirlandaio, Luca Signorelli, Piero di Cosimo sono i principali artisti che vi hanno messo mano, e di cui oggi è possibile apprezzarne i dettagli grazie al nuovo impianto di illuminazione che esalta il tocco di questi grandi maestri del ‘400. Ma è Michelangelo il nome che massimamente si associa all’aspetto decorativo della Cappella. Ed è a papa Giulio II che si deve l’idea di far dipingere sulla volta gli episodi dell’Antico Testamento: egli nel 1508 affida tale importante incarico, delicato e gigantesco nello stesso tempo, proprio a Michelangelo, il quale accetta contro voglia. L’artista toscano elabora un suo personale programma tematico e figurativo che sostituisce quello che gli era stato dato, facendo in modo che l’opera si fondesse e integrasse nell’architettura: quest’ultima non è più soltanto la “cornice” ma essenza stessa dello spazio dipinto.

La famosissima “Creazione di Adamo”, dipinta fra il 1508 e il 1512, esprime la potenza creativa che Dio comunica all’uomo. Nel 1534, tornato a Roma dopo la caduta della repubblica fiorentina, Michelangelo completa con il “Giudizio Universale” la decorazione della Cappella Sistina su incarico di papa Paolo III: il grande affresco sulla parete di fondo sopra l’altare, terminato nel 1541, rompe gli schemi tradizionali in quanto pone Cristo in uno spazio vuoto, mentre tutto intorno si agitano gruppi di figure che esprimono la tensione tra uomo e Dio, secondo la visione dell’artista.

La Cappella Sistina, al di là del fatto squisitamente artistico, è il luogo in cui si svolgono le cerimonie ufficiali del Pontefice nonché il conclave, quando bisogna eleggere un nuovo Papa. Oggi, con i suoi sei milioni di visitatori all’anno risulta essere tra i siti più ricercati al mondo, ma non vi è alcuna intenzione di far superare tale soglia poiché essa è ritenuta il limite per la salvaguardia e il mantenimento delle giuste condizioni ambientali.

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