Marchisa, cantina giovane dalla storia antica

di Andrea Pala – enologo

Immaginate la vigna e sullo sfondo il mare e le isole Eolie: non è una fantasia, questo è il panorama mozzafiato di cui si gode, nelle giornate limpide, dai vigneti recuperati della Marchisa, rispettosi guardiani del territorio e di una situazione pedoclimatica irripetibile. Azienda con una storia antica, che oggi si pone sul mercato vitivinicolo con una sola etichetta, per difendere una territorialità interpretata in modo moderno. E tutto questo grazie alla emigrazione inversa, da Roma alla Calabria, del giovane Renato Marvasi, nel 2014, per recuperare un passato che sarebbe andato perduto. Nasce così  “Marchisa”, Azienda Agricola Marchesa Isabella Toraldo.

Si è proceduto, quando le condizioni dell’impianto lo hanno reso possibile, al restauro delle vigne vecchie di Manna (Brattirò) lasciando l’impianto ad alberello, ma indirizzandole secondo criteri moderni. Nella stessa Manna sono state realizzate tre vigne nuove, due di Magliocco Canino ed una piccola vigna di Cabernet-Sauvignon unico vitigno internazionale dell’azienda. Poi il recupero dei vigneti ad alberello di Scialle, in un contesto veramente particolare e che circondano la nostra cantina.

Ma anche ricerca di soluzioni nuove: come il vigneto “eroico” sul Monte Poro, un nuovo impianto a settecento metri di altezza, dove nessuno mai aveva coltivato la vite per la rigidità dell’inverno e la presenza di nebbie: due caratteristiche che da negative si vuole trasformare in positive, per la produzione di un vino bianco (uve Pecorello e Malvasia bianca) dalle caratteristiche particolari, in un declivio tutto esposto a mezzogiorno, alto sopra Nicotera e lo Stretto, che garantisce escursioni termiche degne di altre latitudini.

Questa sinergia tra storia e viticoltura dà vita ad un vino unico, racchiudendo la maturità delle bacche rosse con le sensazioni marine del mare, che nelle giornate più ventilate porta la salsedine nei nostri vigneti.

Un vino dal colore intenso, un bouquet complesso di frutti a bacca rossa si unisce alla freschezza gustativa, una leggera sensazione tannica dona vita e chiude la degustazione di questo vino che racchiude il sopore antico della Calabria e della terra.

Rosso Igp – Malvasia nera 60%, Cabernet sauvignon 20%,

Magliocco canino 20% – Alc. 13,5% – 14 – Bt. 4.000

Granato che vira verso l’aranciato, appena trasparente.

Naso di buona intensità, che inizia con sensazioni

fruttate di ciliegia e prugna quasi in confettura,

a seguire vaniglia e tostature che ricordano cioccolato

dolce, caffè e liquirizia in chiusura.

Sorso pieno e di buona potenza; il tannino è presente e riesce a

disegnare un discreto equilibrio fra calore alcolico e

freschezza. Finale composto. Matura in acciaio per 8

mesi.

 

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