Attimi sospesi

di Rossella Reggiani

Cassino racconta il salvataggio delle opere d’arte e delle vite prima delle bombe sull’Abbazia

La memoria è al centro del progetto “Attimi Sospesi” inaugurato lo scorso 10 maggio a Cassino, in provincia di Frosinone, e visitato con successo fino alla fine di giugno nel nuovo spazio polifunzionale del Museo Historiale.

“Attimi Sospesi” è un concetto di storytelling e valorizzazione della storia e delle memoria della cittadina laziale interpretato mediante racconti di salvataggio delle opere d’arte e delle vite segnate dai tragici eventi avvenuti tra settembre 1943 e maggio 1944. Sospese le vite di chi ha vissuto quei momenti, rapidi gli attimi di chi, in quel fragore, ha messo in salvo le opere d’arte conservate nell’Abbazia di Montecassino prima del devastante bombardamento del 15 febbraio 1944. Un racconto a più voci attraverso uno spettacolo dal vivo, un percorso di visita interattivo e immersivo che partendo dall’Atelier di Via San Marco si è mosso nella città ed è arrivato fino alla magnifica Abbazia.

Diari, scritti, testi, articoli di giornale, memorie, foto, filmati, interviste: tanto il materiale collezionato, raccolto e selezionato. Materiale ancora pulsante che “Attimi Sospesi” ha reso vivo e ha restituito ai visitatori per mantenere ancora oggi accesa la memoria di quegli attimi, di quei terribili mesi di fuoco, morte e devastazione sulla linea Gustav: i tedeschi sopra, gli americani sotto. Cassino si racconta, dunque, perché tra le macerie rimanga almeno una parola. Ogni narrazione è testimonianza di tutto quanto è stato. Ogni storia è frammento di una memoria che va preservata. Ogni vita è opera d’arte.

Durante la seconda guerra mondiale l’Abbazia di Montecassino è stato uno dei luoghi individuati per custodire parte del patrimonio italiano dalla razzia tedesca e dalle bombe; ma nell’ottobre 1943 questa certezza vacilla poiché il sito sarà poi colpito dagli Alleati. Una storia dolorosa fatta di attimi cruciali e decisioni tormentate che hanno permesso di salvare gran parte di quel tesoro e poterlo riconsegnare, dopo la guerra, alla comunità italiana e mondiale.

La storia di Cassino ci conduce in parallelo a pensare a tutte le città che ancora oggi sono rase al suolo dalla guerra, dove patrimoni culturali e sociali sono sepolti sotto le macerie e, forse, andati perduti per sempre. Ecco perché questo progetto diventa “porta della memoria”, un viaggio per vivere i ricordi e interpretare il presente, al fine di agire meglio sul domani.

L’evento ha visto la direzione artistica e tecnica di Luigi Vetrani e il coordinamento scientifico dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale – Dipartimento di Lettere e Filosofia, grazie a Ivana Bruno, con la collaborazione di Benedetto Di Fazio, nonché di Tamara Baris e Alessandra Chiarlitti per le ricerche e i testi.

 

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