La Targa Florio

Il 6 maggio 1906 nasceva a Palermo la leggendaria gara automobilistica, fra le più antiche al mondo

di Nuccio Salemi – direttore Museo del motorismo siciliano e della Targa Florio – Termini Imerese (PA)

Di famiglia benestante, imprenditore e appassionato di automobilismo, è a lui che gli amanti del motorsport devono la creazione della più antica competizione motoristica italiana. Stiamo parlando di Vincenzo Florio (nato il 1883 e morto nel 1959), al quale bisogna riconoscere il grande merito di aver concepito la sua corsa, sin dalle origini, come evento internazionale. Pare che “u Cavalleruzzu” – così era soprannominato – ideò la corsa a Parigi tracciandone il percorso su un foglio di carta davanti all’amico Henri Desgrange, direttore della famosa rivista l’Auto.  L’ottima organizzazione, la bellezza del paesaggio attraversato dalle vetture, la fama che sin da subito ha colto l’evento stesso, hanno poi fatto il resto per conferire quell’aura di leggenda che ancora oggi si avverte quando si parla di “Targa Florio”. D’altronde ogni casa costruttrice che negli anni ha partecipato a questa gara ha sempre vantato e presentato come una sorta di valore al merito le prestazioni ottenute su questo prestigioso circuito. Non tutti, infatti, riuscivano a completarlo, sicché giungere al termine  era considerato già di per sé un’impresa di cui andar fieri, al di là del posizionamento ottenuto. Le ragioni di una tale eccellente reputazione sono certamente da  inquadrarsi anche relativamente all’aspetto tecnico del tracciato: settantadue chilometri distribuiti attraverso il passaggio di oltre mille curve, in un percorso allestito all’interno delle Madonie, la dorsale montuosa ubicata lungo la costa settentrionale della Sicilia ad est di Palermo. Una corsa, dunque, dall’enorme difficoltà insita nella durezza del tracciato che dalla montagna scende fino al mare per poi risalire verso le alture. Un circuito davvero unico che unisce al fascino dell’impresa sportiva quello della bellezza paesaggistica, con i suoi scorci mozzafiato.

La “Targa Florio” si è disputata ogni anno dal 1906 fino al 1977, eccetto gli anni delle due guerre mondiali. Molte le case automobilistiche partecipanti: Darracq, Fiat, Peugeot, Mercedes, Bugatti, Alfa Romeo, Ferrari, Porsche. E molti i piloti che su queste strade tortuose hanno lasciato il segno e il cuore: Nazzaro, Masetti, Maglioli, Castellotti, Collins, Bonnier, Varzi, Nuvolari, Moss, Elford, Vaccarella. Un mix, tutto questo, davvero favoloso che ha garantito un consenso popolare straordinario. Nel 1955 e nel periodo compreso tra il 1958 e il 1973 la “Targa Florio” fu integrata nelle gare dei Campionati Internazionali o Mondiali riservati alle vetture Sport o Gran Turismo. Il suo ciclo cominciò purtroppo ad esaurirsi attorno al 1973, allorquando le prestazioni sempre più elevate costrinsero la FIA a bandire – per evidenti ragioni di sicurezza – le gare di velocità dai circuiti stradali. Gli organizzatori continuarono per alcuni anni la “versione velocità”, pensando di poter costruire un impianto permanente; ma vista l’impossibilità di adeguare il tracciato agli standard di sicurezza imposti, si decise di continuare con la “versione Rally”. Oggi, infatti, è denominata “Rally Targa Florio” pur mantenendo legittimamente la continuità storica della numerazione, tant’è che l’edizione 2019 sarà la n. 103 e si terrà a maggio nei giorni dall’8 al 12. Dal 10 al 13 ottobre, invece, si svolgerà la “Targa Florio Classica”.

 

 

 

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