Invadiamo il web di contenuti buoni

del Marchese del Trillo

Cari lettori,

voglio dedicarvi una riflessione che rappresenta una confessione, un momento di bilancio di questo primi mesi di rubrica sull’educazione in rete. Una sorta di giro di boa.Vi confesso che cambierò atteggiamento verso questa rubrica e rispetto al tema. Pensavo di offrire una divertente quanto divertita rubrica sui profili social. Sull’educazione al tempo 4.0. On line. Globale. Per immagini. E invece scopro che le dinamiche psicologiche che ho intercettato muovono ben altro. Peraltro, poco divertente e molto sporco. Mi ritrovo con rassegnata frustrazione e molta responsabilità a scrivervi di personaggi preoccupanti, pericolosi, ben diversi dalla realtà. Sono i profili social spazzatura.

Fake, maleducati, leoni da tastiera e pantere da circo. Maschi e femmine mai cresciuti. Giovani e adulti bipolari. Il web delle opportunità alla fine vincerà . Ma oggi siamo ancora in mezzo al guado. La guerra nella rete all’educazione, alla bellezza è tutt’altro che vinta. Anzi molte battaglie le stiamo continuando a perdere perché molti di noi, adulti, neanche sono consapevoli del rischio globale che stiamo correndo con una invasione incosciente, deresponsabilizzata e una visione inconsapevole di futuro. Eppure qualcuno, come Umberto Eco ci ammonì: con il web daremo la cittadinanza agli imbecilli…

Cos’altro altro ci dobbiamo aspettare? Nel futuro, anzi già nel presente, il motore dell’economia della conoscenza saranno i contenuti. Originali.  Di testo e visivi. Di video  e di suoni. Ma pur sempre contenuti. E chi muoverà verso la rete questi contenuti saranno pur sempre autori. Autorevoli testimoni del tempo.

La pagina di storia degli imbecilli sarà presto voltata. Merito delle opportunità che saranno sviluppate e della crescita di responsabilità e consapevolezza. In questi giorni ho appreso che il Ministero degli Interni non solo è particolarmente preoccupato per la recrudescenza dei fenomeni di cyber-bullismo, stalking e il cyber-crime più svariato. Ma dall’ampiezza del fenomeno che non conosce argini di età. E nemmeno la famiglia riesce a essere un argine. Una guida. Un muro di fronte alla gratuita violenza dei propri figli, spesso minori. Una tragedia educativa di oggi che potrebbe domani diventare emblema di generazioni fallite.

Occorre parlare e confrontarsi su questi temi. E occorre invadere il web di storie. Di contenuti buoni. Che attraggano e facciano riflettere.  Ma anche divertire. Questa rubrica spero possa servire a entrambe le funzioni: edutainment.

 

 

 

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