Dhjetë, moscato frizzante di Lucania

Di Laura Boccuto, sommelier

Nel cuore del Vulture, a Maschito, all’ombra del vulcano spento, in uno dei paesaggi più belli e incontaminati d’Italia, fuori dal tempo, con i ritmi della vita scanditi ancora dal lavoro contadino, Elisabetta Musto Carmelitano, insieme al fratello Luigi, porta avanti l’azienda agricola di famiglia.

Si contano 13 ettari, nove destinati ai seminativi e quattro ai vigneti.  È un’agricoltura biologica perché il lavoro è condotto nel rispetto del territorio e del vino.

L’aglianico del Vulture in questo angolo di terra è il vitigno principe. Le uve sono raccolte a mano e vinificate in vasche di cemento scegliendo  fermentazioni spontanee, senza aggiunta di lieviti selezionati per poter conservare meglio tutte le preziose proprietà organolettiche, evitando chiarifiche e qualsiasi intervento di stabilizzazione.

Si producono un vino rosato, il Maschitano rosato igt, e quattro vini rossi: Maschitano rosso DOC, nella versione base, Serra del prete DOC, Pian del Moro DOC dalla vigna omonima, con viti che arrivano a cent’anni, a piede Franco, e l’ Etichetta bianca DOC.

In questa terra vocata ai rossi viene comunque dato spazio anche al moscato, vinificato secco, con l’etichetta “Moschito bianco” I.G.T.

Per festeggiare la decima vendemmia nasce un nuovo vino I.G.T Basilicata bianco: Dhjetë (che in lingua arbëreshë indica il numero dieci). Un moscato, ma stavolta frizzante, anche questo dal gusto secco. Fermentato, secondo la tradizione, in cemento prima e rifermentato in bottiglia poi con l’aggiunta del proprio mosto. Il tappo a corona chiude la bottiglia, proprio perché non ha sboccatura, mantenendo così il caratteristico  “fondo”. Questa è una nuova versione delle “bollicine” che arriva dal passato e che sta conquistando sempre più i giovani wine lovers.

Personalmente mi sono innamorata subito di questo vino dal colore oro, con riflessi ambrati, che mi riporta a quel pomeriggio di agosto (in cui l’ho bevuto per la prima volta) in cui il sole caldo al tramonto mostrava gli stessi colori.

Intenso nei profumi di albicocca, pesca e agrumi.

Piacevolmente fresco e persistente.

Un “col fondo” che mi entusiasma sempre.

 

 

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