Le pubbliche relazioni? Le conosciamo poco, ma riguardano tutti

di Maria Camilla Pavone 

Le pubbliche relazioni hanno la reputazione di un settore ancora estremamente confuso e dai confini poco chiari, sebbene siano alla base della comunicazione in epoca moderna e contemporanea. Per fare chiarezza ne abbiamo parlato con Francesca Caon, a capo dell’agenzia di pr CAON Public Relations e firma delle testate Huffington Post e Linkiesta,
La storia di Francesca è molto particolare, e si snoda in un percorso artistico che ha toccato la recitazione, il cinema e il teatro e poi l’organizzazione di grandi eventi in Italia per la realizzazione di festival, conferenze, seminari ricolmi di personaggi di spicco, e un’agenda quasi interamente composta da giornalisti.
La decisione di dedicarsi anima e corpo a questa professione è stata la naturale conseguenza; come Francesca ama ripetere, sono le PR ad aver cercato lei e non viceversa.

 

Francesca, cominciamo con la domanda più importante: cosa sono le pubbliche relazioni?

Partirei dicendo subito che cosa non sono, così da fugare subito la coltre di confusione che le circonda. Fare PR non significa elargire prevendite al di fuori delle discoteche o dei locali notturni, tantomeno passare da un party glamour all’altro. La realtà è molto diversa, fatta di duro lavoro quotidiano tra mail e telefonate per costruire, promuovere costantemente o mantenere la reputazione pubblica dei clienti, siano essi aziende brand o personaggi. Fare PR significa infatti essere pubblicati sui giornali e ospitati sui media in maniera genuina, senza le scorciatoie controproducenti dei redazionali a pagamento, che danneggiano l’immagine di chi vi ricorre perché da una parte c’è la pubblicità che si paga e dall’altra la notizia che si veicola. Mi piace pensare al mio lavoro di PR come a quello di una narratrice, abile nell’individuare le sfumature più notiziabili nella storia del cliente per renderle attraenti agli occhi dei giornalisti e dei direttori di testata, e infine del pubblico.

Quale sarà, a tuo avviso, il futuro delle PR?

Oggi il PR non è soltanto un ufficio stampa, ma anche un vero proprio manager che lavora incessantemente dietro al personaggio per garantirgli la popolarità tramite il suo inevitabile relazionarsi con i media; questa ambivalenza, nei prossimi anni, assumerà proporzioni ancora maggiori. Per analizzare al meglio il ruolo a cui saranno chiamate le PR, infatti, dobbiamo anche comprendere come in un futuro molto prossimo assisteremo ad un boom mai visto prima di offerta di prodotti e servizi, e soltanto coloro che riusciranno a differenziarsi attraverso una narrazione unica avranno l’opportunità di conquistare fette di mercato significative..

Un esempio concreto di come delle PR ben fatte possano garantire risultati eccezionali?

Un caso straordinario e impossibile da non citare riguarda il lavoro che abbiamo fatto con EditorialeNovanta di proprietà dell’editore e imprenditore Matteo Fago, sia con il mensile Il Salvagente (interamente pensato per la tutela dei diritti dei consumatori) sia con il settimanale Left. Nel primo caso, “Striscia la Notizia” ha ripreso all’interno del programma un servizio sulla qualità della pasta italiana inizialmente pubblicato sulla rivista, creando uno scalpore di proporzioni internazionali. Basti pensare che, solamente durante la puntata di Striscia e nelle ore immediatamente successive, gli accessi al sito de Il Salvagente sono stati talmente numerosi da mandare in tilt l’intero portale; ben 735mila utenti unici e 1 milione e 550mila pagine visitate. In quanto a Left, settimanale da sempre attento alle tematiche sociali, la candidatura del sindaco di Riace Mimmo Lucano a premio Nobel per la Pace ha fatto il giro d’Italia e non solo.

Cosa ti aspetti dal tuo futuro professionale? E quali sono i tuoi obiettivi?

Al momento sto concentrando tutte le mie energie sui miei clienti e sullo sviluppo della mia agenzia CAON Public Relations, e sogno di riuscire a portare a bordo esperti di PR dotati di talento e professionalità per portare avanti il lavoro che mi aspetta. Un altro dei miei desideri è quello di rendere più comprensibili i valori del mestiere che amo; faccio

parte di un mondo professionale dal fascino incredibile, ma ancora troppo incompreso e inafferrabile per un gran numero di persone; l’obiettivo che mi sono prefissata è di far amare le PR tanto quanto le amo io.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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