In fondo al tuo cuore di Maurizio De Giovanni, un’opera che arriva dritta al cuore dei lettori

di Danile Rabia

Maurizio De Giovanni con In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi, Einaudi Stile Libero Big, torna ad incantare il suo pubblico di lettori e a tenerlo col fiato sospeso, nell’attesa che il commissario Ricciardi scopra il colpevole dell’ennesimo delitto nella città di Napoli. Dopo Il senso del dolore, La condanna  del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera, Il metodo del Coccodrillo, I bastardi di Pizzofalcone, da cui è stata tratta una fortunata serie televisiva, e Buio, è la volta nel 2014 di questo giallo, una storia intrecciata di amore e morte che coinvolge, come osserva Corrado Augias, «numerosi personaggi così credibili nelle loro debolezze desideri e ipocrisie da moltiplicare il numero dei possibili colpevoli lasciando intatta la suspense». Ad essere ucciso, lanciato dalla finestra del suo studio è un notissimo chirurgo, Tullio Del Castello, che lascia una moglie, un figlioletto di otto anni e una tenera amante a cui ha regalato un lussuoso appartamento al Vomero. I sospetti cadono su tante figure: Peppino il lupo, la cui moglie è morta di parto una notte in cui il professore non si trovava in ospedale ed era irreperibile perché nelle tenere braccia dell’amante; il collega ed ex amico del chirurgo, il dottore Ruspo che vuol vendicarsi per la bocciatura del figlio Guido agli esami; il fidanzato della giovane amante Sisinella; e una miriade di altri sospettati. Alla fine le accuse ricadono sulla persona più inimmaginabile e la dinamica dell’omicidio è di per sé una scena romanzata e ricca di particolari, tra i quali spicca un ex voto  realizzato in forma di cuore da un maestro orafo e cesellatore. Sullo sfondo la vita sentimentale e affettiva del commissario Ricciardi segretamente innamorato di Enrica, la maestra vicina di casa, che a sua volta lo ama, il rapporto con la tata Rosina che rappresenta la famiglia per il commissario, la storia con la bellissima Livia e la vita familiare del brigadiere Maione che rischia di complicarsi per malintesi ed equivoci. Il tutto calato in paesaggi mozzafiato tra Napoli e Ischia e pagine di intensa poesia e riflessione che fanno viaggiare i lettori dal giallo alla lirica narrativa, dal traffico caotico della città partenopea alla quiete dei posti immersi nella natura «Quelli come noi molto di più sono adatti a un luogo così che alla città. Qui si parla a voce bassa e nelle pause della conversazione si ascolta la natura, che non smette di cantare la propria canzone; là si corre dalla mattina alla sera e si urla o si tace, senza mai trovare l’adeguata via di mezzo» . O ancora «Forse è questo, pensò, che rende lenta la gente di qui: com’è possibile, perfino dopo secoli d’abitudine, non fermarsi a guardare una natura tanto meravigliosa? Come si fa a non andare piano, respirando quest’aria fiorita, ascoltando le musiche che la saturano?». Mutuando queste parole possiamo dire: come si fa a non innamorarsi di quest’opera di De Giovanni che scava nell’animo umano e arriva dritta in fondo al nostro cuore?

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