Il favoloso mondo di Amelia: Saba Italia

a cura di Lemani casa

«Il futuro disegna cerchi. La forma rotonda, assente di spigoli, rimanda all’idea della connessione e dell’accoglienza. Le nuove proposte Saba, organiche e fluide, nascono dalla convinzione che le forme tonde rendono le persone più felici». Dietro queste parole si nasconde la filosofia di Amelia Pegorin, fondatrice, nel 1987, del marchio Saba Italia. Relax e bellezza, eccellenza tecnica e capacità di rispondere ai bisogni del consumatore: i prodotti Saba, nelle intenzioni dei designer, devono essere generosi ma non invadenti; accogliere ma non soffocare; dare l’idea del volume ma non appesantire. Devono portarsi dietro un mondo a partire dal nome, come la poltrona Geo, che rassomiglia a un nido sospeso nel vuoto sostenuto da piccoli rami (fig. 1). Ogni percorso progettuale definisce un’identità: il rigore del disegno e l’eleganza senza impegno rendono il divano Kepi adatto all’ambiente domestico come al contract; la linea My Taos ha mantenuto memoria della forma tradizionale però addolcendola e smussando gli angoli; i pouf Island, con doppio colore fra zoccolo e alzata, ricordano le pietre levigate dal mare del Nord (fig. 2); i tavolini da caffè Ring si ispirano ai tagli delle pietre preziose montate sugli anelli (fig. 3); originalissimo il divano letto Bed & Breakfast (fig. 4).

Tra minimalismo e opulenza, colori vibranti e texture accoglienti, Saba esprime il suo concetto di abitare attraverso quattro elementi: discrezione, raffinatezza, semplicità, femminilità. Che si ritrovano anche in oggetti nati dall’accostamento di materiali inusuali, come il legno e la corda nautica intrecciata della collezione Shades of Venice, ispirata alle isole veneziane: leggeri come piume o carezze, magici come i colori che ricordano le verdure coltivate nell’isola orto di Venezia Sant’Erasmo o i vetri di Murano o le pietre bianche della Giudecca (fig. 5). Leggera anche la collezione per esterni New York ideata da Sergio Bicego: corde di polietilene di diverse nuances intrecciate a mano su strutture in tondino di metallo verniciato disegnano piacevoli ricami. Tra gli accessori Ziggy, collezione di pouf e coffee table in tondino di ferro e intreccio di cime disegnata da Emilio Nanni, dal forte carattere iconico e dalla stupefacente capacità di interfacciarsi con ogni tipo di divano (fig. 6). E come non ricordare altri prodotti icona: da Pop Up che riprende,  nell’originale cuscino- schienale, il più monolitico modello Up del design Viganò (fig. 7), al divano Pixel, caratterizzato da una serie di elementi che si combinano liberamente tra loro, sedute in piuma  con una particolare cucitura trapuntata, infinite possibilità di combinare i tessuti della collezione Saba (fig. 8). Colour-block, tinte tenui e polverose, volumi puri e architettonici: è un cortocircuito creativo ed emotivo quello che dà vita agli spazi firmati Saba.

«Le persone non si incontrano mai per caso, noi ci siamo conosciuti con le matite perché c’era un disegno»: le parole di Antonio Marras, stilista sardo che sembra avere riscritto il vocabolario della moda accostando soluzioni apparentemente contraddittorie come tessuti maschili e ricami leggiadri, sobrietà ed enfasi, traducono il senso della collaborazione con Saba, nata in occasione della Design week 2017 presso Archiproducts Milano. Alessandra Santi, AD di Saba Italia, racconta l’incanto di un progetto in cui «tutto sembra essere stato creato dalla stessa mano» perché, come sottolinea facendole eco Patrizia Sardo Marras, «fare cose insieme non è da tutti, non è una capacità scontata. Senza spirito di generosità e spirito d’avventura non esiste collaborazione». Ed ecco la magia: per il Salone del Mobile di Milano, Marras reinterpreta l’iconica collezione di divani e poltroncine New York attingendo dagli inediti accostamenti tessili della pre- collezione autunno- inverno 2018/2019 e Saba, attraverso un lavoro di riadattamento delle stampe su supporti per arredi, ripropone maxi fiori, pied-de-poul, tartan e scene di caccia su tessuti di velluto, lino e panni di lana. Di più: la performance e il behind-the-scenes del progetto è documentato con un video realizzato dalla regista sarda Giulia Achenza, vincitrice della prima edizione del Fashion Film Festival di Milano. Poesia, arte, razionalità: nel favoloso mondo di Amelia ogni scommessa è vinta.

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