Il Connemara, cuore selvaggio d’Irlanda

di Davide Diana

Esiste in Irlanda uno dei luoghi più selvaggi d’Europa, dove l’avanzata della civiltà umana si è arresa ai vincoli imposti dalla natura. Sto parlando del Connemara, una regione irlandese contesa tra l’Oceano Atlantico, il vento e la roccia. Scordatevi di Dublino e della Guinness: è qui che dovete venire per assaporare la vera essenza dell’Irlanda. Ed è qui che l’Isola di Smeraldo mostra la vera anima di questo Paese. Il Connemara si trova nella provincia del Connacht la più occidentale e la meno abitata in quanto  più aspra e avida di risorse, tanto che persino gli alberi scarseggiano. Proprio la mancanza di alberi spinse i monaci a costruire monasteri in pietra. L’uso della roccia come materiale edile ha permesso a questi esempi di architettura sacra di arrivare fino ai giorni nostri, mentre nel resto d’Irlanda, dove si usava il legno per costruire, alcuni dei più antichi monasteri sono andati persi a causa di incendi e saccheggi.

Il Connemara è un luogo fuori dal tempo, sferzato dal vento salmastro dell’Oceano che ne ha addolcito il profilo, fatto da colline di un verde accecante e di lande rocciose che dipingono paesaggi lunari incredibile: un viaggio perfetto da fare in automobile, che vi richiederà un minimo di 4 giorni. Dublino dista un paio di ore quindi potreste noleggiare un’auto non appena atterrati nella capitale irlandese. Un’altra soluzione è quella di noleggiare il vostro mezzo direttamente a Galway, la città più grande della regione, che dispone di un aeroporto ed è servita da Ryanair e Aerlingus.

È da Galway che inizia questo viaggio: la pittoresca cittadina irlandese sorge sulle coste dell’Atlantico ed è una meta imperdibile per chiunque si appresti a visitare l’Irlanda. Città

universitaria molto giovanile ma che ha dietro di sé una lunga storia fatta di clan celtici in guerra. Spendere un giorno a Galway è consigliabile: la città non è cosmopolita come Dublino e custodisce ancora il fascino dell’Irlanda rurale, fatto di pub antichi e campagne popolata da greggi di pecore e pascoli infiniti. È attraversata da ruscelli e fiumiciattoli incorniciati da prati verdi: durante la bella stagione tantissime persone si rilassano lungo questi torrenti cittadini, leggendo, ascoltando musica o anche soltanto parlando con gli amici. I suoi dintorni sono fantastici: a neanche due ore di auto si trovano le maestose Cliffs of Moher, le scogliere simbolo del paese, oppure i Burren, un paesaggio lunare caratterizzato da una landa di rocce che si perde a vista d’occhi, mentre a largo della città potrete visitare le selvagge Isole di Aran, raggiungibili in battello o in aeroplano.

Una volta noleggiata l’automobile preparatevi ad affrontare le stradine del Connemara. Vi consiglio una guida prudente, visto la presenza di numerosi tornanti e stradine strette, che vedono spesso l’attraversamento di animali quali pecore o cavalli. Un altro consiglio che vi do è quello di fare rifornimento prima di lasciare la città: difficilmente incontrerete pompe di benzina durante il vostro girovagare. Ovviamente prendete anche in considerazione la guida a sinistra, tipica dei paesi anglosassoni! Da Galway prendete la N59 per dirigervi nel cuore del Connemara: questa autostrada taglia in due la regione, toccando località imperdibili come Roundstone e Ballyconneely, due cittadine perdute tra le campagne irlandesi. La prima è una piccola cittadina portuale  famosa per i suoi pub e ristoranti di pesce. Qui si trova il pub più antico della regione, l’O’Dowd’s, che aprì i battenti nel 1840 e fra i cui piati spicca il seafoodchowder, la zuppa di pesce tipica della zona. Oltre ai pub sono da provare anche i piccoli ristoranti vista porto: ognuno propone un’offerta diversa ma sempre a base di pesce. Roundstone è invece perfetta per una passeggiata mattutina lungo il porticciolo, location ideale per fotografare uccelli marini e le piccole imbarcazioni dei pescatori.

A pochi chilometri si trova Ballyconneely, celebre per le sue spiagge e il suo mare di colore blu cobalto. Farsi un bagno qui è quasi impossibile, viste le correnti e le onde che quasi sempre si infrangono con violenza sulla costa; tuttavia questo luogo colpisce proprio per quanto è selvaggio. Con l’avvicinarsi della sera dirigetevi verso Clifden, un villaggio dove potrete sperimentare l’accoglienza irlandese. La piccola città offre molti alloggi oltre agli storici pub che preparano i piatti tipici della tradizione locale. Su tutti vi consiglio di provare il Lowry’s pub, dove poter ascoltare ottima musica dal vivo e provare birre artigianali, e il Guys Bar, ristorante che utilizza soltanto materie prime prodotte nei dintorni del villaggio. Durante la bella stagione Clifden si riempie di turisti e vita, mostrando quanto accogliente possa essere questo angolo d’Irlanda. Tipici di questo villaggio sono i negozi che vendono la prestigiosa (e costosa) “lana del Connemara”. Quasi ovunque potrete trovare maglioni e sciarpe fatti a mano, perfetti come souvenir e regali di viaggio. A Clifden si trova anche una delle librerie più antiche d’Irlanda. Non appena recuperate le forze si sale di nuovo in auto e si parte alla scoperta del cuore selvaggio della regione.

Il terzo giorno di viaggio va dedicato alle bellezze naturali del Connemara e alla famosissima Wild Atlantic Way, la strada costiera che parte dalla Contea di Donegal, nell’Irlanda del Nord, e arriva fino a Cork, nel sud del paese. Questa strada panoramica, formata da diverse tratte, regala suggestioni ed emozioni uniche grazie a panorami mozzafiato che sembrano usciti dai film, in tutto e per tutto, considerando che questa parte d’Irlanda viene spesso utilizzata come set naturale dall’industria del cinema.

Seguendo la strada troverete tanti piccoli villaggi, composti da poche case e chalet dai tetti in paglia; uno di questi è Letterfrack, altra meta che vi consiglio. Qui si trova l’entrata del Connemara National Park, una delle aree protette più famose e belle d’Irlanda. Il vero fiore all’occhiello del parco sono i tantissimi percorsi escursionistici che partono dall’ingresso fino alla Diamond Hill, la montagna simbolo del parco, dalla quale si può ammirare uno dei panorami più belli del Paese. Un’altra meraviglia naturale del Connemara si trova sempre vicino a Letterfrack ed è l’ultima meta prima di tornare a Galway o Dublino: sto parlando del Killary Harbour, l’unico fiordo irlandese. Si estende per sedici chilometri nell’entroterra irlandese ed è perfetto per fare fotografie o semplicemente godersi la natura selvaggia del Connemara. Ma fate molta attenzione alle folate di vento, se volete osservare il fiordo dalla cima. Da qui si può tornare facilmente a Galway in un paio di ore.

Questo forse è uno dei viaggi più belli che si possono intraprendere in Irlanda, ma bisogna pianificarlo bene, affinché l’esperienza sia perfetta. Mi riferisco soprattutto al clima: questa infatti è una delle parti d’Irlanda più piovose e ventose in assoluto. I momenti migliori per visitare questa regione sono tra maggio – giugno e tra settembre e i primi di ottobre. Durante l’estate il clima muta costantemente, ad agosto specialmente, quando il sole lascia il posto alla pioggia in pochissimi secondi. Da evitare invece marzo e la primavera in generale, quando la pioggia e il vento sono costanti giornaliere.

Il Connemara è un mondo a parte, un universo dimenticato dall’uomo che per fortuna custodisce ancora i suoi tratti naturali intatti. Questa regione è il cuore selvaggio d’Irlanda, capace di mostrare oggi com’era l’Europa secoli fa. Una regione che merita di essere scoperta e soprattutto di essere inclusa in qualsiasi itinerario in Irlanda.

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