Chip&chic: a Pasqua si fa l’uovo

di Gemma Altimari

Le espressioni: “Non è facile…”, “C’è un problema …”, si  possono bandire dai discorsi?

Sembrano essere le parole indispensabili o comunque preferite quando si discute,  ma non quali chiose di un racconto il cui fatto sia oggettivamente complesso. No. macché. Vengono  usati come prologo di un qualunque discorso si intraprenda.

Tipo:  Vai fuori per il fine settimana?

Eh… (pausa enfatica) non è facile con il traffico di questi tempi!

E già, sai che fatica andare in vacanza… uno stress!!!

Oppure: Dove si va a cena?

Eh…(solita pausetta, smorfia di disappunto di accompagnamento) Sarà un problema prenotare!

E  l’affronteremo, che cavolo… E checcosè… perché ora si scrive così: checcosè,  tutto attaccato, sennò sei vecchio .

Forse non è facile e forse è un problema cuocerlo ma questo uovo è così: economico ed elegante.

Serve:

  • Uova ( io quelle strafresche di ziatorta )diciamo uno a testa
  • Olio
  • Pangrattato
  • Pepe
  • Sale

Separate gli albumi dai tuorli, passate questi con estrema delicatezza nel pangrattato e riponeteli in frigo per qualche ora.

Quindi friggeteli in olio ben caldo solo qualche minuto fino a formare la crosticina esterna.  Il tuorlo deve rimanere liquido.

Accendete il forno a 170 gradi e ponete sulla leccarda del forno un foglio di carta forno.

Montate gli albumi a neve ben ferma, aggiungere il sale e  posateli  a mucchietti, a mo’ di nuvole sulla carta forno praticando un piccolo incavo nel centro per riporvi il tuorlo che abbiamo fritto .

Passare nel forno a 170 gradi per circa 7 minuti. Spolverare con il pepe nero.

 

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