Viaggio in Oman, il Sultanato delle meraviglie

di Caterina Misuraca

Il nostro viaggio in Oman è “cominciato” ad Expo 2015. Sì, perché francamente non conoscevamo l’Oman fino ad allora. Purtroppo la drammatica storia del vicinissimo Yemen (ad oggi sempre più dolorosa e disumana) annullava qualsiasi interesse “turistico” per quell’area del globo. E invece l’Oman ci colpì come un amore a prima vista. Io, mio marito e mia figlia, due anni appena allora, stavamo visitando i padiglioni dell’Esposizione Universale a Milano, e proprio di quello del Sultanato ci innamorammo: il racconto del Sultano Illuminato che con il suo ben operare ha costruito in quarantotto anni (ad oggi) un Paese di pace e benessere collettivo, esaltando le potenzialità di una natura incontaminata tra oceano, deserto, montagne, alberi di incenso millenari, il tutto senza strafare in costruzioni pindariche ma progettate ed eseguite con regole ben precise nel rispetto della tradizione e del territorio (con il suo editto il Sultano Qaboos Bin Said, l’ultimo discendente della dinastia Al Bu Sa Idi ha imposto che ogni nuova costruzione non possa superare i 91 metri di altezza del minareto della Grand Mosque). Così dalla capitale, Muscat, alle aree in costante crescita e trasformazione, tutte le nuove costruzioni rispettano i canoni di architettura voluti dal Sultano; con sobria eleganza perché per gli Omaniti è la natura il vero fulcro da rispettare, osannare ed esaltare.

Ecco, tutto questo senso di armonia, pace e benessere collettivo che veniva “venduto” ad Expo2015 lo abbiamo poi trovato davvero in Oman!

Siamo partiti a fine ottobre scorso da Milano Malpensa con la compagnia di bandiera Oman Air. Una vera garanzia per efficienza, pulizia, eleganza e sicurezza. Viaggio comodissimo di sei ore e mezza fino alla capitale Muscat, e poi un secondo volo interno, sempre con Oman Air, alla volta di Salalah, poco più di un’ora di volo. In quest’ultima tratta (mattina intorno alle 9, era il giorno del cambio ora legale/solare in Italia, quindi catapultati tre ore in avanti) è stata la luce la prima cosa eclatante a stupirci. Immensa. Una luce accecante riverberava incredibilmente sugli abiti degli uomini vestiti di bianco con la classica Kandura. Mai visto un bianco così. E poi in volo, un paesaggio maestoso, montagne con orizzonti quasi extraterrestri, chilometri di spiagge, di deserto, di dune rossastre e il mare di un azzurro-verde esaltante. Tutto incontaminato. Un territorio immenso di 310 mila chilometri quadrati, per soli quattro milioni di abitanti,  percorso da ampie strade perfettamente asfaltate che collegano l’Oman nella sua interezza.

Atterrati, trenta gradi, caldo secco, senza vento. Piacevole, non afoso. Ogni giorno tassativamente protezione cinquanta a mare e in piscina e siamo riusciti a prendere al sicuro un’abbronzatura molto duratura. Abbiamo trascorso sei giorni magnifici, merito innanzitutto dell’eccellente location: Al Baleed Resort della catena di lusso Anantara aperto da due anni, cinque stelle lussuoso ma non ostentato. Bellissimo e curatissimo. Un locus amoenus che ci ha ristorati, coccolati, rigenerati. Regalato benessere a trecentosessantagradi. Tramonti magnifici. Tre ristoranti dalle ottime proposte internazionali ed uno con suggestioni fusion di altissimo livello.Una spiaggia sublime. Idem la piscina. Camera da letto pazzesca con vista mozzafiato. Design e arredi ricercatissimi.

Salalah dista quasi tre ore di auto dal deserto e trovandoci in comitiva con altra coppia con bambini abbiamo preferito evitare una tappa così impegnativa. Perciò abbiamo optato per tre uscite più brevi e comunque tutte consigliabili ed interessanti. Il Parco Archeologico, praticamente attaccato al Resort. Sicuramente all’andata si può scegliere la navetta  gratuita che dall’Al Baleed porta sul posto tutti i giorni, al ritorno invece preferibile la passeggiata molto panoramica lungo il mare. Bellissima al tramonto. Nelle vecchie botteghe troverete di tutto, soprattutto l’incenso omanita usato per profumare gli ambienti e particolarmente apprezzato per le sue proprietà medicamentose (molti non sanno che il più puro è anche commestibile); e ancora datteri giganti e pregiatissimi. L’Oman, è uno dei Paesi rivelazione del 2018 e tra i più sicuri della penisola arabica, un posto affascinante pieno di colori, profumi e sapori, popolato da persone rispettose e dai modi di fare gentili. La rosa omanita è la base di molti profumi tra cui alcune fragranze del celebre Amouage, il profumo, si dice, più costoso al mondo, serve per la produzione di attar, l’acqua di rose omanita, che oltre a essere un efficace rimedio omeopatico per curare il mal di testa, viene usata come toccasana per la pelle, come profumo e per insaporire il caffè e il cioccolato. Infine, dopo il pasto, è usata per aspergere gli ospiti in segno di rispetto. E per profumare le salviette freddissime che vengono offerte in segno di ristoro ed ospitalità servite su piatti d’argento. Favolose.

L’Oman profuma di incenso, di rose, di té alla menta e per strada invece del traffico caotico “il Sultanato delle meraviglie”  regala incredibili incontri con mandrie di cammelli. Ne abbiamo visti a migliaia percorrendo un tour alla scoperta dell’albero dell’incenso, tra suq e fortezze, oasi incontaminate, canyon e piantagioni di palme, scorci di mare e favolosi gaiser. Un sogno ad occhi aperti. Da andarci. E da tornarci.

 

 

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