L’Editoriale

di Fabio Lagonia

Perché dedicare la copertina a Guglielmo Marconi? I motivi sono tanti, e fra questi la ricorrenza di una data memorabile, il 28 marzo 1899, giorno in cui avvenne la prima comunicazione radiotelegrafica internazionale. A distanza di centovent’anni da quel sorprendente avvenimento si potrebbe correre il rischio di sminuirne la portata dal momento che, ormai, ed in modo abitudinario, maneggiamo con sicura familiarità cellulari, smartphone, tablet, navigatori satellitari. Ma non vogliamo e non dobbiamo dimenticare che se tutto ciò oggi è possibile lo si deve agli esperimenti che quel giovanissimo italiano iniziò a fare nella soffitta della sua casa di campagna,  che poi approdarono alle comunicazioni senza fili. La più straordinaria rivoluzione dall’epoca della stampa di Gutenberg. Ma c’è di più: la visione, che precede il risultato. E che accomuna il genio ovunque esso sia esercitato.

Le comunicazioni fra persone, popoli e mondi hanno certamente cambiato forma nel corso dei millenni ma resta immutata ed immutabile la loro sostanza: l’incontro e lo scambio di informazioni. Perciò, in questo numero, vi parleremo anche dei papiri del Mar Rosso, scoperti a Wadi el-Jarf e risalenti a 4500 anni fa, che contengono preziosi dati per conoscere meglio l’antica civiltà egizia; e degli Statuti della seta di Catanzaro, nelle cui pagine – ingiallite dai 500 anni che tale documento si porta appresso – si riscontra una mirabile descrizione in lingua volgare delle norme per regolamentare l’attività serica. Marzo è anche il mese in cui, nel 1585, nasce l’Accademia della Crusca, “che ha per fine l’universal beneficio e la gloria e l’eternità del nostro idioma”.  Ed è sempre a marzo che si celebra la giornata mondiale della poesia in corrispondenza del primo giorno di primavera, per significare, in questo caso, il ruolo privilegiato dell’espressione poetica nel promuovere  dialogo, comunicazione e relazioni. Obiettivo perseguito, sebbene in altre forme, dal Progetto Mediterranea, un’iniziativa nautica e culturale partita nel 2014 che si prefigge di incontrare, percorrendo circa 20.000 miglia, le grandi menti del Mediterraneo, i filosofi, gli scrittori. Gente e luoghi. Un progetto intrapreso perché era necessario farlo, perché tentare è sempre meglio che non provarci affatto.

 

 

 

 

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