Venticinque anni piccanti

di Enzo Monaco, presidente Accademia Italiana del peperoncino

Dopo il venticinquennale del Festival, arriva nel 2019 il venticinquennale dell’Accademia. Il Festival si è tenuta la prima volta nel 1992 e solo due anni dopo è nata l’Accademia. Il ricordo è ancora vivo fra i soci fondatori che quasi si commuovono  ripensando ai primi passi dell’Associazione.

“C’erano stati già due festival, ricchi di successo. La manifestazione riscuoteva grandi consensi dal pubblico e dalla critica. La Rai e i quotidiani nazionali si erano occupati della nostra festa piccante. In molti ci volevano dare una mano e fu necessario costituire un organismo stabile. Per superare la provvisorietà del comitato spontaneo e soprattutto per raccogliere i fondi necessari all’organizzazione”.

Dopo mille discussioni e mille progetti nacque l’Accademia del peperoncino. Un’associazione dal nome importante, si disse allora, “quasi a voler riscattare l’umiltà di un prodotto che al suo arrivo in Italia era stato amato dai contadini del Sud e mal visto, se non disprezzato, dalle classi nobiliari e anche dal clero”. I primi infatti lo vedevano come “disturbo” all’equilibrio delle pietanze, mentre la Chiesa con Josè Da Costa lo aveva bollato come “suscitatore di insani propositi”.

Fu Accademia dunque, pensando a un’associazione di ambito locale o al massimo di ambito regionale. Pochi anni e il successo su scala nazionale portò i promotori davanti al notaio per modificare lo statuto e dar vita alla Accademia italiana del peperoncino ripensata come un’associazione nazionale con la sede in Calabria e tante “delegazioni accademiche”, come vere e proprie succursali su tutto il territorio nazionale. Qualche anno ancora e il successo fece pensare a una nuova modifica statutaria sotto la spinta di molti che la volevano trasformare in “Accademia internazionale del peperoncino”. Ci furono grosse discussioni ma alla fine si decise di non fare ulteriori modifiche. Si disse che la Calabria e l’Italia non potevano arrogarsi un ruolo internazionale considerata l’esperienza e la storia di tanti altri Paesi più ricchi di storia e tradizioni legate al peperoncino. Unica concessione la possibilità di creare anche all’estero “delegazioni accademiche”. Senza un ruolo organizzativo ma solo con funzioni di rappresentanza. Più di venti anni dopo il successo del Festival richiamerà a Diamante, grazioso centro del Tirreno calabrese, grossi produttori provenienti dalla Cina. Con loro nel 2016 nasce la “World Chilli Alliance” un’associazione internazionale nella quale l’Accademia è protagonista.

Da Chaouqui a Guizhou: l’amicizia con la Cina. Dopo i cinesi di Chaouqui che per due anni sono venuti al Festival del peperoncino, sono arrivati anche i cinesi di Guizhou. Il rappresentante politico Long Changchun ha mostrato vivo apprezzamento per il lavoro svolto dall’Accademia, auspicato rapporti sempre più stretti con i produttori della provincia di Guizhou e chiesto altresì di ospitare una ventina di giovani cinesi per uno scambio di esperienze sulla coltivazione dei peperoncini, sugli aspetti medici e sulle diverse utilizzazioni a partire da quelle gastronomiche. Con loro è nata una “alleanza mondiale”, la “World Chilli Alliance”, che – con un direttivo di cinque “specialisti” della cultura piccante in rappresentanza dei cinque continenti – promuove la cultura piccante in tutti i cinque continenti. Per l’Europa il presidente dell’Accademia del peperoncino Enzo Monaco; per gli USA Dave DeWitt dell’Università del New Messico, il più grande esperto di peperoncino del mondo; per l’Asia Li Dejian titolare della Dezhuang, azienda leader mondiale nella trasformazione dei peperoncini; per l’Australia Beatrice Gasparotto e per l’Africa Beatriz Mario Chaguala. Un organismo senza scopo di lucro, che vuole creare una comunità globale per supportare la ricerca, la coltivazione, la produzione, la lavorazione, la distribuzione, la promozione e il consumo della spezia piccante.

Un albo nazionale per gli chef piccanti. Gli chef devono diventare gli ambasciatori del peperoncino e per questo devono conoscerlo e saperlo utilizzare al meglio nelle loro pietanze. Per raggiungere questo scopo nello scorso mese di novembre l’Accademia ha organizzato il primo corso per l’assegnazione del titolo “Chef peperoncino”. Per il prossimo anno altri corsi saranno organizzati in tutta Italia con la collaborazione delle “Delegazioni accademiche”. Finalità dichiarata: la costituzione di un Albo nazionale con tutti gli “chef piccanti”.

Il Festival di Sanremo diventa piccante. Per “insaporire” il Festival della canzone italiana arriva a Sanremo la manifestazione “Sanremo piccante”: otto ristoranti della città dei fiori presentano le loro “specialità infuocate” nelle cinque giornate della kermesse canora. L’iniziativa è promossa dall’Accademia del peperoncino con ha la finalità di promuovere la cultura piccante e il peperoncino made in Calabria.  Gli chef presentano le loro specialità piccanti e a tutti i consumatori vengono regalate confezioni di “Diavolillo Diamante” il peperoncino che a settembre viene utilizzato per il Campionato italiano dei mangiatori in programma durante il Peperoncino Festival. Il Ristornate “Le quattro stagioni” prepara il “Baccalà piccante”; in Via Trento e Trieste dal “Pirata” ci sono “Ravioloni del pirata delle Antille”; alla “Trattoria da Tino” lo chef prepara i suoi “Ravioli in castigo”; al Molo di Ponente con “La lanterna” ci sono “Tagliatelle gamberoni e nduja”; in Via Nino Bixio il “Ristorante La Tortuga” si rifà alla tradizione con “Ciuppin piccante con triglie”; un delizioso piatto con “Millefoglie di baccalà” viene preparato da “Chicco e Rosa” in Via Gaudio; il “Molo Akka” in Via del Castillo partecipa con i suoi “Gnocchi Maloakka”; infine sul Lungomare Calvino dal “Ristorante Decò” ci sono deliziosi “Spaghetti piccanti con gamberi e fiordilatte”. L’iniziativa, curata dallo chef Fulvio Bordogna, si ripete da sedici anni nelle cinque giornate del Festival e riscuote ogni anno grande successo.

 

 

 

 

 

 

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