Una nuova visione del patrimonio liquido per tutelare l’acqua

di Domenico Letizia *

L’acqua diviene sempre più oggetto di discussione internazionale non solo per la valorizzazione del bene in quanto tale ma per la tutela del patrimonio liquido, materiale e immateriale, essenziale per la vita di tutti gli esseri viventi. L’UNESCO sta intraprendendo una serie di progettualità tese al rafforzamento del patrimonio liquido attraverso una nuova visione dell’acqua che riesca ad unire cultura, educazione e sostenibilità ambientale. Il Programma Idrologico Internazionale (IHP) dell’UNESCO è l’unico programma intergovernativo avallato dalle Nazioni Unite dedicato all’approfondimento, alla ricerca e gestione delle risorse idriche, all’educazione e al potenziamento delle capacità legate al bene acqua. Fin dall’inizio, nel 1975, l’IHP ha svolto un’azione internazionale di tutela idrologica e di educazione con il fine di migliorare la gestione e la governance delle risorse idriche.  Attraverso un approccio interdisciplinare dedicato alla gestione dei bacini idrici e alla tutela delle falde acquifere si è sviluppato una metodologia di ricerca legata sia alle scienze ambientali che a quelle sociali ed antropologiche. L’obiettivo è quello di stimolare un dibattito interdisciplinare. Tale visione trova la sua concretezza con la creazione del Global Network of Water Museums. Nell’ambito del Programma Idrologico Internazionale l’Italia ha proposto con successo la creazione, sotto l’egida dell’UNESCO, della “Rete Globale dei Musei dell’Acqua”, un progetto che coinvolge ad oggi numerosi musei e centri di ricerca in varie parti del mondo, con un bacino potenziale di oltre cinque milioni di utenti. L’iniziativa, nata nel 2017 grazie alla collaborazione tra Università Ca’ Foscari, il Centro Civiltà dell’Acqua, l’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa di Venezia e la rappresentanza permanente d’Italia all’UNESCO, ha ricevuto il plauso di numerosi Paesi interessati a sviluppare una “coscienza” dell’acqua per assicurare soprattutto alle giovani generazioni un futuro sostenibile, in linea con gli obiettivi della nuova Agenda di Sviluppo della Nazioni Unite. I “Musei dell’Acqua” rappresentano i luoghi in cui si valorizza la ricchezza e l’unicità dell’inestimabile patrimonio ‘idraulico’. Tale visione inizia ad affascinare anche il continente asiatico: dal 28 al 30 ottobre si è svolto, infatti, in Cina il Forum “Great Rivers” (Grf) 2018, sostenuto dall’UNESCO, con l’obiettivo di porre l’attenzione sul rapporto tra uomo e risorsa acqua. Molte civiltà prosperano nel mondo utilizzando i fiumi adiacenti o che attraversano il proprio conglomerato urbano per la difesa, l’irrigazione, il trasporto, il commercio e naturalmente anche come un mezzo di scambio culturale. Gli esperti partecipanti al Forum hanno sottolineato la necessità di avviare network internazionali con diversi rappresentanti di discipline accademiche. Giovani, esperti, comunità autoctone o indigene, politici nazionali e rappresentanti internazionali, organizzazioni non governative e fondazioni sono l’obiettivo di sviluppo del network nell’immediato futuro. Cooperazione tra entità e istruzioni sono le priorità della ricerca degli esperti. Circolazione dei dati e ricerca reciproca, strategie educative e meccanismi di governance inclusivi, la metodologia auspicata per il futuro. La Cina è solcata da oltre 5.000 fiumi che si estendono per oltre 220.000 chilometri. Lungo questi bacini vivono oltre 400 milioni di persone e si genera oltre il 60% del PIL del colosso asiatico. Il fiume Azzurro con i suoi oltre 6.400 chilometri è il più lungo dell’Asia e il terzo al mondo. Il convegno, a cui hanno partecipato le massime autorità cinesi e dell’UNESCO e oltre 80 esperti da tutto il mondo, ha fornito un’agenda operativa per una gestione più sostenibile dei fiumi su scala globale ma ha anche posto al centro delle future azioni di educazione una “nuova cultura dell’acqua” attraverso nuovi attori: i “Musei dell’Acqua”, appunto. Non è un caso che il Forum si sia svolto proprio nella cornice futuristica del Museo delle Civiltà del Fiume Azzurro. Qui sono ricostruiti gli ecosistemi del fiume Azzurro grazie a tecnologie interattive di ultimissima generazione. Il Global Network è stato tra i protagonisti dei lavori del Great Rivers Forum, grazie alla sessione moderata da Eriberto Eulisse, coordinatore della rete che mette al centro una nuova visione antropologica del rapporto uomo-fiume per educare le nuove generazioni. Nella cornice di questo convegno è stato siglato un importante accordo di collaborazione tra il Global Network of Water Museums e il Museo delle Civiltà del Fiume Azzurro, a Wuhan, che potrebbe risultare interessante anche per le imprese del nostro Paese. Altro elemento da considerare è il rapporto tra turismo e valorizzazione dell’acqua. Il successo delle attività turistiche passa attraverso l’acqua ma in questo scenario la gestione delle risorse idriche diventa una questione globale, proprio come lo è il turismo. I due fenomeni non possono essere considerati indipendenti: il consumo dell’acqua nelle località turistiche è spesso caratterizzato da iniquità giacché ciò avviene privando l’accesso e l’uso dell’acqua alle comunità locali. Vi è certamente uno spreco diffuso e un consumo sproporzionato sulla Terra, dove a fronte di centinaia di milioni di persone che non hanno acqua potabile, pochi fortunati ne hanno invece in eccesso.

L’idea è dunque quella di diffondere nuovi approcci interdisciplinari che sposino turismo, economia, sociologia e scoperta storica attraverso il progetto del Global Network of Water Museums che in Italia trova la sua manifestazione nel Water Museum of Venice. Un progetto che mira a mettere insieme le testimonianze più significative dei frammentati patrimoni e “universi liquidi” grazie ad una piattaforma on-line innovativa, volta a facilitare la localizzazione, la scoperta, la storia e la visita dei siti. Il Water Museum of Venice vuole creare una rete di istituzioni e soggetti che gestiscono i patrimoni tangibili e intangibili plasmati dall’uomo in luoghi dove l’acqua è l’elemento dominante, facendo conoscere l’importanza di tale elemento vitale. Dall’Italia alla Cina, l’acqua diviene argomento scottante per l’attualità e il futuro dell’uomo.

 

 

Https://www.facebook.com/mediterraneodintorni/
Condividi