Greco di Bianco, il vino più antico d’Italia

di Francesco Longo, sommelier 

È proprio così:  il vino prodotto a Bianco, piccolo Comune della costa jonica calabrese in provincia di Reggio Calabria, sulla famosa zona della “Costa dei Gelsomini”, è il vino più antico d’Italia, di certo quello di cui si abbia la più antica testimonianza storica. La vite, dalla quale si ricava il Greco di Bianco ha origini molto remote: si ritiene che il primo tralcio sia arrivato in Calabria, proprio nel territorio di Bianco, già nel VII secolo a.C., quando i Greci sbarcarono presso il promontorio Zefirio oggi chiamato Capo Bruzzano e in questo specifico punto della costa calabrese trovò caratteristiche climatiche simili a quelle d’origine. Lo testimonia anche il fatto che vecchi vigneti vengono ancora coltivati ad “alberello”, l’antico sistema di allevamento greco.

Questo passito ha qualità eccezionali che fortunatamente non ha perso nel tempo, conservando le sue caratteristiche che contribuiscono a differenziarlo. La mitologia racconta che  avesse dei poteri rigeneranti sia a livello fisico che mentale e si narra che venisse prescritto anche agli imperatori romani come ricostituente nelle convalescenze, nelle malattie acute, nelle febbri malariche e negli esaurimenti nervosi. Nella lavorazione dell’uva si seguono ancora gli antichissimi procedimenti che fanno di questo passito, un’eccellenza di Calabria di cui andare fieri, tanto che finalmente nel 1980 gli viene riconosciuta la Doc.

A differenza del grande lavoro in vigna che questo vitigno pretende, la resa del frutto è molto avara; difatti da una pianta si ricava appena mezzo litro di vino.  Secondo il disciplinare di produzione del vino Doc si procede alla vendemmia verso la metà di settembre con un’accurata selezione di uve, che per il 95% deve essere del tipo greco bianco e il restante 5% può provenire da altre uve bianche non aromatiche della provincia di Reggio Calabria. Le uve vengono appassite su graticci di legno al sole per 8-10 giorni, così da alzare la concentrazione di zuccheri: solo al termine di questo processo si procede alla vinificazione ed il vino viene conservato per dodici mesi in botti di acciaio ed un eventuale passaggio in legno di tre mesi prima di essere imbottigliato e messo in commercio dopo almeno tredici mesi dalla vendemmia.

Per preservare la storia e creare collaborazione fra le aziende produttrici al fine di incrementare e standardizzare la qualità del prodotto finale e di abbattere così i costi di produzione nasce, nel 2017, per volontà di alcuni dei produttori storici del vino passito Greco di Bianco DOC,  la rete d’impresa “Vigne del Greco di Bianco”.

Passando ora alla degustazione: il Greco di Bianco Doc si presenta di un meraviglioso colore giallo dorato con riflessi ambrati,  profumo etereo, caratteristico, con sentori che spaziano dalla frutta secca agli agrumi canditi, miele, zagara e bergamotto. Al palato è morbido, armonico ed avvolgente dal gusto fresco e piacevolmente dolce. Può essere degustato freddo, da solo o in abbinamento a pasticceria secca, torte a base di pasta di mandorle o a base di frutta fresca, oppure degustato ad una temperatura più alta. Si presta molto bene ad essere accostato con formaggi stagionati o piccanti.

 

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