Eman

di Vittorio Pio

E’ in heavy rotation radiofonica, in digital download e su tutte le piattaforme streaming “Tutte le volte” (Jackie & Juliet /Artist First), secondo singolo estratto dall’album che Eman, uno dei talenti più lucenti della nuova scena cantautorale, sta rifinendo per una pubblicazione che dovrebbe essere quanto mai imminente. ” Il video di “Tutte le volte”, regia di Mauro Lamanna, è un cortometraggio liberamente ispirato alla storia d’amore tra DJ Fabo e Valeria Imbrogno, la cui vicenda ha avuto e continua ad avere un’elevata risonanza mediatica, dato il delicatissimo tema trattato: l’eutanasia. Il brano, scritto e composto dallo stesso Eman, prodotto e arrangiato da Mattia “SKG” Masciari e Rosario “Tano” Critelli e mixato da Andrea Debernardi, parla di una storia d’amore finita raccontata però in maniera “dolcemente cruda”, con toni introspettivi e personali, ponendo al centro le individualità. Protagonisti del video gli attori Aurora Ruffino e Gianmarco Saurino,nel ruolo di due giovani innamorati che all’improvviso hanno dovuto affrontare una situazione dolorosa che li ha portati a prendere una decisione difficile.

Classe 1983 ma con idee ben chiare, Il “nostro” Emanuele Aceto ha trovato il favore di un pubblico quanto mai variegato che, specie dal vivo, lo segue con un trasporto ed un consenso unanime a qualunque latitudine. Prima di riaffilare la lama, occorre però un momento di adeguata riflessione nel tirare le somme, riflettendo su tutta la vita trascorsa rispetto all’uscita di “Amen” per la Sony, su cui l’artista catanzarese non ha subito alcun tipo di pressione rispetto alla direzione artistica da seguire.

“Sarà un album vissuto, ragionato- ribadisce- dentro ci saranno due anni di vita che per me hanno portato un profondo cambiamento. Mi trovo adesso a Milano ma ho vissuto a Roma partendo sempre da un realtà difficile ma stimolante come quella calabrese. Ogni singola parola e suono si trovano esattamente al loro posto grazie alla perfetta intesa che si è consolidata con Dj Skeggia.  C’è un gruppo di lavoro nuovo di cui sono entusiasta, non è che abbia mai subito delle pressioni particolari rispetto alla situazione precedente, ma volevo dire cose diverse con un suono capace di rappresentarmi in ciò che sono adesso, quindi lontano dal reggae e più vicino all’elettronica, ma con un attenzione quanto mai fondamentale nei confronti della parola.

Il tuo stile si muove per immagini, ma qui pare animarsi un vero romanzo…

Difatti ho narrato una storia, per questo il disco sarà concepito alla stregua di un concept, in cui il protagonista compie un viaggio che non è tanto personale ma universale: dall’iniziale presa di coscienza, passando attraverso l’amore, la solitudine, la rabbia, la paura fino al cambiamento. Perchè quello che lo aspetta potrebbe essere più bello.

Non hai timore a svelare troppo di te quando scrivi?

Qualcuno mi ha detto che mi sono spogliato completamente, messo a nudo, ma in fondo il mio obiettivo era quello di  essere più umano possibile. Perché l’unico trucco è non avere un trucco e restare umani.

Anche in una città di frontiera come Milano?

E’ un contesto molto stimolante invece, direi che è l’unica città italiana dove hai la sensazione che puoi giocarti in fondo la tua chance. E’ ovvio che se fai l’impiegato e vivi a Quarto Oggiaro allora potrà sembrare grigia, ma calato in un contesto artistico e creativo può essere stimolante come pochi. La sua è una bellezza celata, ci sono le case di ringhiera, i cortili alberati che si celano dietro giganteschi portoni da cui escono macchine di grossa cilindrata. E poi anche se il mare non c’è, il pesce forse è più fresco di quello che servono da dove arrivo.

Qualcuno ha detto che la Calabria è un luogo della mente, tu invece come la vivi da dove ti trovi adesso?

E’ un luogo bellissimo che un calabrese si porta sempre ed inevitabilmente dentro. A volte mi sveglio con la non consapevolezza di essere così lontano geograficamente. La vedo come un territorio pronto ad esplodere con una coscienza popolare finalmente matura e determinata, anche se il ruolo della classe politica è più che mai determinante. La Puglia potrebbe essere un modello vincente, con tutto quello che è successo negli ultimi dieci anni, ma ci sono anche altri esempio come Collisioni, il festival agri-rock di letteratura e musica che si tiene ogni estate a Barolo. Teoricamente noi calabresi non avremmo nulla da invidiargli: dalla terra alle potenzialità di sviluppo.

Come e se si è modificato il tuo obiettivo artistico con il difficile passaggio dal primo al secondo album?

Resta la voglia di fare arte, di credere e chiedere un sogno, di rappresentare un esempio di volontà e determinazione, perchè se uno di crede fermamente, i suoi traguardi li centra.

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