Arte e poesia: una storia di Parigi

di Chiara Dara

Emozionarsi a Parigi è facile: arriviamo in un Paese che raccoglie secoli di storia, cultura, arte e bellezze. Dopo aver lasciato le valigie dentro uno dei tanti ostelli qui presenti, ci avviamo alla scoperta di questa magica città. Partiamo dal Tour Montparnasse, un enorme grattacielo di 59 piani; rimaniamo esterrefatti: è un puro piacere per gli occhi e per l’anima. Lassù si vede il simbolo di questa città, la Tour Eiffel, circondata dai suoi monumenti e dai suoi musei prestigiosi e invidiati in tutto il mondo. E per un momento siamo avvolti dalla sensazione di poter farne parte. Ma Parigi è molto di più: bisogna entrare all’interno del Museo del Louvre per comprenderne la grandezza. Dinnanzi a noi si erge una scalinata e dall’entrata si può scorgere una delle sculture più importanti dell’epoca ellenistica, la Nike di Samotracia di Pitocrito. Camminiamo per circa quattro ore all’interno del Museo; dipinti come la La libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, La Zattera della Medusa di Théodore Géricault e molti altri ancora ci circondano. Il Museo contiene anche una sezione egizia, composta da sculture di faraoni e antichi sarcofagi, ma pure sezioni romane e greche fanno parte della magnificenza artistica di tale luogo. Improvvisamente ci appare Amore e Psiche di Antonio Canova. Stanchi e affamati ci rechiamo verso uno dei bar all’interno del Museo e acquistiamo una specialità francese, la Paris-Brest, un dolce ripieno di crema alla gianduia. Il giorno seguente decidiamo di girare per le vie del quartiere Montmartre. Esso è composto da una serie di viali stretti, tanti artisti, negozi di souvenirs e ogni genere di ristoranti. La Basilica del Sacro Cuore è uno dei luoghi più alti di Parigi, e così per riuscire a raggiungerlo bisogna prendere la funicolare. In questo quartiere affascinante c’è un’opera d’arte conosciuta in tutto il mondo: è il muro dell’amore, su cui è stata tradotta la frase “Ti amo” in tutte le lingue e dialetti del mondo e per questo motivo crea un’atmosfera magica. La giornata prosegue con l’emblema della Belle Époque francese: Le Moulin Rouge con i suoi spettacoli del French Cancan. Risalta agli occhi immediatamente, sia per le enormi pale mobili sia per il colore rosso vivo. Ed ecco che qui Parigi appare in un’altra veste: non è più solo il quartiere romantico, ora diviene più euforica, più maliziosa, più leggera,

Il terzo giorno facciamo una gita fuori porta recandoci in una delle più grandi magnificenze artistiche della Francia, la Reggia di Versailles, costruita per volere di Luigi XIV. Il quarto giorno lo dedichiamo a Notre-Dame, la cattedrale più importante della Francia, nonché uno dei monumenti più visitati al mondo e divenuto bene protetto dall’UNESCO: tutto lo stile architettonico gotico suscita interesse; l’interno è composto da una serie di cappelle poste ai lati delle navate ed è tutto così magico. Dopo aver attraversato la famosa Avenue des Champs Elysées e aver ammirato l’Arc de Triomphe, ci addentriamo in una brasserie: quasi tutte strutture basse e colorate, ma soprattutto raffinate ed eleganti. Del resto inevitabile sentire per queste strade il buon odore della baguette appena sfornata da una boucherie. Dopo aver realizzato foto e video, visitiamo i Campi di Marte, giardini ubicati accanto alla Tour Eiffel, costituiti da una serie di viali. Quindi Place de la Bastille, simbolo della rivoluzione di Luglio, e Place de la Concorde, che fu anche luogo di eventi sanguinosi e che racconta secoli di lotta e di ricerca di identità. Decidiamo di andare presso le Jardin des Plants, un complesso di giardini botanici realizzati per il re Luigi XIII, il cui principale curatore fu Buffon, e infatti all’interno si scorge anche la sua statua. Tali giardini suscitano armonia e pace interiore.

Il quinto e ultimo giorno ci sentiamo soddisfatti ma anche tristi per questa avventura che volge al termine. La mattina è dedicata al Museo d’Orsay: un museo composto da 5-6 piani che ospita quadri impressionisti, post-impressionisti e non solo. Molte gallerie sono dedicate ad artisti, fra cui Gustave Courbet. “La notte stellata” di Van Gogh, “L’angelus” di Millet sono alcuni esempi di un vasto panorama artistico.

Il viaggio si è veramente concluso, un’avventura dentro la storia, la cultura, l’arte. Ma Parigi è molto di più: è un’artista che si ferma ai margini della strada, suonando la chitarra; è il battello che si posa dolcemente sulla Senna. Parigi raccoglie tutti e non esclude nessuno. Sono tutti diversi i francesi, eppure hanno una cosa in comune: la condivisione delle stesse emozioni. Parigi è come un uomo che recita un sonetto sulla metro o per strada, è un francese seduto ai tavolini fuori da una brasserie che sorseggia un drink e guarda con spensieratezza la vita che si consuma. È vivace, unica. “Toccate un francese, e ne uscirà una scintilla”, scriveva Anne Barratin.

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