Materia, Arte, Design. Ispirazioni mediterranee.

di Mario Verre

Nell’ambito dell’evento Materia – Indipendent Design Festival, svoltosi dal 20 al 23 settembre scorso a Catanzaro, si è tenuta una particolare sessione denominata “Materia Arte. L’arredamento mediterraneo interpretato dagli artisti”. Giuseppe Barilaro, Marco Ronda, Francesco Barilaro, Valeria Dardano, Ignazio Schifano e Dario Agrimi si sono confrontati e hanno dato una loro personale interpretazione ai mobili tipici della cultura materiale mediterranea: porte, cassapanche, letti, cristalliere, sedie. L’approccio è dunque artistico e non quello del designer, poiché essi intervengono su oggetti progettati da altri e quindi già intrisi di storia. L’obiettivo dichiarato è di far interagire il mondo dell’arte con quello del design. La mostra – promossa dal Polo Museale della Provincia di Catanzaro diretto da Rosetta Alberto, e dalla Fondazione Rocco Guglielmo – è  stata allestita all’interno del Museo Marca ed è nata da un’idea del direttore artistico del Festival, l’architetto Fabio Rotella, e curata da Mario Verre. Gli oggetti rivisitati da questi artisti hanno così dialogato con le opere facenti parte delle collezioni permanenti del museo, contenente autori dal Cinquecento al Novecento come Antonello de Saliba, Battistello Caracciolo, Andrea Cefaly, Francesco Jerace, per citarne alcuni. Ciò che ha spinto gli artisti a cimentarsi in questa forma espressiva non è stato certo il ripensare in senso nostalgico all’arredamento mediterraneo bensì  il tentativo di far ricorso alla memoria per proiettarsi in una direzione orientata al futuro.

Uno dei sopracitati artisti, Francesco Barilaro, ha pure esposto dal 1° giugno fino al 30 settembre in un altro museo del capoluogo calabrese, il MUSMI, con la mostra “Luoghi impossibili”: venti sculture in cui il giovane autore di Cotronei (KR) – che assieme al fratello Giuseppe è certamente una delle più belle e interessanti espressioni tra i giovani talenti – affronta il tema bellico, pescando dall’inesauribile serbatoio iconografico offerto, nostro malgrado, dall’attualità di città bombardate e conflitti militari. Barilaro ha proposto immagini di paesaggi devastati da interventi militari, impossibili da abitare, e li ha calati in una serena dimensione atemporale.

 

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