Edimburgo come… storia, letteratura e magia

di Margherita Bordino

In cima a un antico cono vulcanico svetta la sagoma di una fortezza. Sembra quasi di essere in un film o in un’epoca lontana, in realtà si tratta del castello di Edimburgo circondato in basso da costruzioni gotiche e tetre, una zona meglio conosciuta come la Old Town. Edimburgo è una città storica, malinconica e al tempo stesso romantica. È la città simbolo della Scozia e della sua indipendenza dall’Inghilterra, ma è anche il luogo in cui sono nati personaggi della letteratura mondiale come Sherlock Holmes, Dr Jekyll e MrHyde ed Harry Potter. Due sono le componenti che fanno di Edimburgo una città affascinante agli occhi di tutti, la storia e le leggende. Il motivo per cui l’ho scelta come meta del mio viaggio è proprio questa: immergersi in una realtà visivamente allettante e parallela, come essere, sentirsi per qualche giorno protagonista di un libro gotico o fantasy. Il punto di partenza per assaporare appieno la bellezza di questa città è proprio il castello-fortezza di Edimburgo, uno dei più famosi del Paese, e non solo per il suo panorama mozzafiato. Al suo interno si respirano cultura e tradizione che oscillano dal 900 a.C. al 1600 circa. Una volta attraversato il ponte levatoio sembrerà di essere immersi in una favola. È in questo castello che sono protetti gli Honours of Scotland (i Gioielli della Corona) e la leggendaria Pietra del Destino sulla quale sono stati incoronati tutti i reali scozzesi, inclusa la Regina Elisabetta II. L’attuale sovrana si reca spesso a Edimburgo, luogo caro, si potrebbe dire “del cuore”, del consorte il Principe Filippo. La loro residenza reale, che non sarà passata inosservata ai fan della serie Netflix The Crown, è il palazzo di Holyroodhouse che si trova alla fine della strada medievale tutta fatta di ciottoli, chiamata Royal Mile ovvero “Chilometro reale”. Il palazzo di Holyroodhouse custodisce al suo interno segreti e misfatti. Fra le sue mura Maria Stuart, regina di Scozia, incinta di qualche mese, ha assistito all’assassinio del suo segretario italiano David Rizzio, omicidio commissionato dal suo secondo marito, il gelosissimo Lord Darnley. Di fronte a Holyroodhouse si erge un palazzaccio di cattivo gusto architettonico rispetto al contesto, ovvero il Parlamento. Una moderna struttura in acciaio, granito e quercia. Dopo un vuoto di quasi 300 anni, la Scozia ha riavuto il proprio Parlamento per il quale ha dovuto edificare un nuovo palazzo in quanto il vecchio Parlamento è stato occupato dal Palazzo di Giustizia. Edimburgo non è soltanto storia, anche se di certo ha tanto da offrire da quel punto di vista. “È città della letteratura”, come l’ha definita l’UNESCO. Non a caso sono tantissime le persone che si recano qui in qualsiasi periodo dell’anno per fare il percorso dedicato al maghetto con la cicatrice sulla fronte nato dalla penna di J. K. Rowling. Harry Potter è solo l’ultimo personaggio letterario con “origini” di Edimburgo. La città ha dedicato un museo a tre dei più celebri scrittori scozzesi: Sir Walter Scott, l’inventore del moderno romanzo storico; Robert Burns, una delle figure più famose della storia della letteratura scozzese; Robert Louis Stevenson, autore del famosissimo Lo strano caso del Dr.Jeckyll e Mr. Hyde. Un museo carinissimo che accoglie anche mostre temporanee dedicate ad altri importanti scrittori scozzesi contemporanei e del passato. Parlando con gli abitanti di Edimburgo vengono fuori tante curiosità letterarie e una di queste è legata proprio a Robert Louis Stevenson. Si racconta che sin da piccolo fosse un bambino dalla grande sensibilità e fantasia. La sua persona di riferimento era la tata che l’ha cresciuto sin da tenera età. Quando questa è stata mandata via Stevenson, un po’ solitario un po’ rattristito, passava il tempo seduto alla scrivania guardando fuori dalla finestra della sua stanza. Dall’altro lato della strada, proprio in sua corrispondenza, si trovava – e c’è tutt’oggi – un giardinetto pieno di alberi e di erbacce, anche un po’ misterioso. Ebbene, quel giardinetto si è tramutato e ha dato origine qualche anno più tardi a L’isola del tesoro, forse il romanzo di formazione più popolare al mondo. Luoghi di grande ispirazione per gli scrittori che sono passati da Edimburgo, o che qui sono nati, sono i cimiteri. Nulla a che vedere con i nostri! Sono tanti e sparsi per la città. Sono esteticamente deliziosi e gotici, veri monumenti famosi per il loro misticismo, senso di paura, storie di spiriti e fantasmi. Il cimitero più famoso si trova in una zona centralissima, vicino alla piazza di Grassmarket. È il cimitero di Greyfriars che viene presentato come il luogo dalla doppia identità: giardino di giorno e luogo dei grandi e chiassosi rumori di sera. Molti dei nomi incisi sulle lapidi di questo cimitero non stupisce ritrovarli tra le pagine della saga della Rowling. L’aneddoto di questo luogo ha una chiave molto tenera e riguarda il cagnolino Bobby diventato una vera e propria mascotte di Edimburgo. Bobby era un piccolo Skye Terrier, quando il suo padrone morì rimase a fare la guardia alla sua tomba e non si mosse di lì per ben quattordici anni. A quanto si racconta, il cane si allontanava solo per andare a mangiare al bar che si trova all’entrata del cimitero e che oggi porta il suo nome. La storia di Bobby commosse tanto gli abitanti della città che lo nominarono cittadino di Edimburgo perché potesse essere seppellito nello stesso cimitero e accanto al suo padrone. Oggi è possibile vedere la tomba di Bobby proprio accanto all’entrata del cimitero. Non è difficile individuarla grazie alla quantità di regali lasciati da visitatori e turisti. Non è finita qui, Edimburgo in ogni angolo della città fornisce nuove informazioni e curiosità legate a tante, tantissime cose. Due però sono i luoghi per conoscere al meglio questa città e in ogni sua “contraddizione”: la città sotterranea ricca di leggende e la cappella di Rosslyn a Sud di Edimburgo. Questa è una cappella gotica e medievale, piccola e tranquilla, ricca di misteri e simboli esoterici. È la cappella che vediamo anche nel film Il codice da Vinci, ma cosa più importante è il punto di riferimenti di tutte le storie legate all’ordine dei Templari. E se fosse veramente nascosto lì il Sacro Graal?

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