Il futuro possibile: Scolacium patrimonio dell’umanità

di Maria Grazia Cinti

La mappa dei siti italiani dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, primato di eccellenza mondiale, evidenzia un insieme di punti diffusi su tutto il paese, nel quale spicca un vuoto rappresentato dalla Calabria. Unico riconoscimento è giunto per la “Varia di Palmi”, da dicembre 2013 inserita nell’elenco del Patrimonio immateriale tra le feste della “Rete delle grandi macchine a spalla italiane”; inoltre, la candidatura degli “Ecosistemi forestali della Sila”, approvata dalla CNIU – Commissione Nazionale Italiana Unesco – come proposta per il 2019, è al vaglio dalla Commissione Mondiale nell’ambito dei siti naturali di valore universale. Tra le emergenze di carattere monumentale, dal 2006 è nella “tentative list” (http://whc.unesco.org/en/tentativelists/1150/) la magnifica Cattolica di Stilo, unitamente ad altri sette siti basiliano-bizantini calabresi.

Da Sibari a Caulonia, dal Mercato Saraceno di Cirò Marina alla cittadina di Altomonte, in Calabria esistono testimonianze di un passato di eccellenza, meritevoli di essere recuperati e valorizzati; eppure, nessuna compare nella lista UNESCO.

Quanto siamo ancora lontani dall’approvazione della candidatura di un sito monumentale, e perché? Quale sito si presta meglio a entrare a pieno titolo nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO? Quali e quanti sono i requisiti occorrenti per ottenere l’ambito riconoscimento? Quali le azioni degli enti, dei soggetti interessati, delle istituzioni necessarie per raggiungere l’obiettivo? Che cosa è stato realizzato negli anni scorsi e come?

Di questo tema si discuterà nella mattina del 24 novembre con esponenti di spicco del mondo accademico e non solo, riuniti in un incontro aperto al pubblico all’Auditorium Casalinuovo di Catanzaro. In programma una tavola rotonda – organizzata  dall’Associazione Culturale HeriStage – progetti di sostegno alla cultura – che ha lo scopo anzitutto di chiarire come non tutto il patrimonio che si apprezza come pregevolissimo sia poi corrispondente ai criteri stabiliti dall’UNESCO per l’inserimento nella lista mondiale. Illustri esperti risponderanno, con i loro interventi, alle numerose questioni sul tema. Personalità come il professore Maurizio Di Stefano, presidente emerito di ICOMOS Italia (International Council on Monuments and Sites), la dottoressa Antonella Cassisi della CNIU, il dottor Carlo Francini, coordinatore scientifico dell’Associazione Beni Culturali Italiani Patrimonio UNESCO, il professore Francesco Calabrò docente dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’archeologo Francesco Antonio Cuteri, la dottoressa Patrizia Nardi, esperta in valorizzazioni culturali e in candidature UNESCO, l’architetto Teresa Gualtieri, presidente del Club UNESCO di Catanzaro, e altri esperti saranno i protagonisti della giornata. A conclusione dei lavori si procederà con la costituzione di un comitato promotore per la candidatura di Scolacium, nell’attuale comune di Borgia, provincia di Catanzaro, con l’auspicio di iniziare l’iter con la partecipazione diretta anche delle comunità locali.

Per ulteriori informazioni sull’iniziativa, si può contattare l’associazione culturale HeriStage – Progetti di sostegno alla cultura (via Facebook, Instagram o email: info@heristage.it).

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