Brunico, il borgo felice

di Mirella Olivari

È difficile immaginarle le Dolomiti! Bisogna andarle a vedere con i propri occhi, anche da lontano, ma bisogna sforzarsi di arrivare lì, a contatto con una visione che lascia impressionati per la bellezza e le forme delle rocce, un tempo antico fondali marini. Per avvicinarsi è necessario circoscrivere la visita ad una parte del Trentino-Alto Adige, per apprezzare il territorio locale che ha tanto da offrire ai suoi visitatori. La nostra scelta estiva è ricaduta sulle valli Aurina e Pusteria che si trovano nel Sud Tirolo cui si accede da Bolzano con i comodi treni regionali del Trentino. Queste valli contano diversi piccoli comuni, uno più bello dell’altro non solo per la natura che li circonda ma anche per la complessità culturale di ciascuno, a partire dalle lingue parlate nella zona, l’italiano, il tedesco, il ladino. Non c’è cartello stradale o insegna di negozi che non sia scritta in più lingue! Per riuscire ad apprezzare meglio questa ricchezza bisogna entrare un po’ nella vita locale, anche se da turisti. Abbiamo scelto di fermarci a Brunico  (Bruneck in tedesco),  che conserva l’impianto e l’aspetto medioevale delle case, dei portali delle finestre e del suo castello. L’atmosfera è fiabesca e sebbene ci troviamo in Italia, Brunico somiglia ad una delle cittadine descritte nelle fiabe dei Fratelli Grimm, con le casette piccole e tozze per le vie tortuose, la chiesa gotica al limitare del bosco. La cittadina in realtà è dotata di ogni servizio per cittadini e turisti: nel corso principale tra le case gotico-medioevali, si alternano negozi ricercati di abbigliamento e artigianato locale, soprattutto tessile, insieme a pasticcerie dove gustare almeno tre tipologie diverse di strudel di mele (a base di pasta fillo, pasta frolla, pasta sfoglia) nonché l’apprezzato Maso dello Speck. Ogni venerdì mattina si tiene il mercato dei piccoli produttori locali e senz’altro bisogna provare il pane di segale a lievitazione naturale, profumatissimo e speziato, le marmellate di lamponi e mirtilli, i formaggi alle erbe, senza dimenticare le diffuse salsicce di cervo. Brunico nel 2014 si è pure aggiudicata la palma di “borgo più felice” risultando essere il paese con la qualità di vita più elevata d’Italia.

Per chi ama andare in bicicletta, questa è una località strategica per accedere alle piste ciclabili della zona verso altre vallate e paesi. Presso la stazione dei treni ci sono due grandi negozi che affittano le bici tra una vasta gamma di citybike, mountain bike ed anche bici elettriche. Il costo non è così basso, quindi conviene affittare per più giorni, anche se certamente sarete ripagati dalla quantità di panorami e posti che riuscirete a vedere. Il segreto per non stancarvi sta nel procurarvi dei pantaloncini da ciclista (date retta, averli fa la differenza), occhiali da sole, caschetto, maglietta traspirante ed uno zainetto con qualche attrezzo ed anche un piccolo set di pronto soccorso – acqua ossigenata e cerotti, non si sa mai! – e cominciare ad esplorare la zona. Se non siete molto allenati e soprattutto non avete voglia di pedalare in salita, vi consigliamo di scegliere un itinerario da fare all’andata con il treno regionale ed al ritorno, in discesa, in bicicletta. Inoltre, ovunque alloggerete, in albergo o in un residence, riceverete in omaggio un biglietto valido per sette giorni che vi consentirà di prendere il treno regionale gratis: dovrete solo pagare il biglietto giornaliero della bici. Le piste ciclabili della zona sono in gran parte asfaltate e separate dalle strade principali, sono ben curate e i percorsi sono attrezzati con cartine, panchine e fonti di acqua. Alcuni dei tratti rientrano nella direttrice della grande pista ciclabile europea Monaco-Venezia e i ciclisti, come accade in montagna, quando si incontrano si salutano. Un itinerario fattibile, leggermente in salita è quello che vi può condurre al punto panoramico delle Tre Cime di Lavaredo. Partendo con la vostra bicicletta col treno regionale direzione Leinz e scendendo  a Dobbiaco,  raggiungerete in circa 20-25 minuti di viaggio Brunico. La ciclabile inizia vicino alla stazione e presenta un primo tratto asfaltato che in breve diverrà sterrato. Ebbene, da lì sarà il caso di fare attenzione a dove andrete con le vostre ruote perché lo sguardo può essere rapito dai boschi che vi circondano, da scoiattoli ed uccelli, dai giochi di luce tra gli alti alberi. E davvero questa condizione potrà solo peggiorare quando sulla vostra destra apparirà il lago di Dobbiaco, uno specchio verde smeraldo così chiaro e pulito sulle cui acque si aprono i monti sovrastanti. Dopo una breve sosta vi conviene proseguire per il punto panoramico delle Tre Cime di Lavaredo (la distanza da percorrere è di circa 8 km) ed è meglio non perdere il ritmo. La ciclabile nasce sullo stesso percorso della ferrovia militare che è stata attiva durante la Prima Guerra Mondiale ed utilizzata dalle truppe italiane. Questi luoghi infatti, meravigliosi sotto il profilo naturalistico, non sono disgiunti dalla storia che li ha percorsi. Le montagne circostanti sono state il confine che correva tra l’Italia e l’Austria e sulle quali lungo una linea di centinaia di chilometri, si trovava il fronte. I combattimenti sono durati dal maggio 1915 quando l’Italia entrò in guerra fino alla sconfitta di Caporetto nell’autunno del 1917. In queste condizioni i soldati morirono soprattutto per il freddo, le slavine, il gelo più che per mano dei nemici. Ma la nostra visita continua tra questi boschi in cui la cura dell’uomo si vede in ogni aspetto del paesaggio, per gli amanti della montagna e del ciclismo, questa ciclabile offre quanto di meglio senza dimenticare che può essere percorsa anche a piedi. Arrivati al punto panoramico troverete una fonte di acqua fresca per riprendervi dalle fatiche ed un panorama mozzafiato. Da lontano, ma ben visibili, ecco le Tre Cime: due più grandi ed una piccola, come tre eleganti lame nel cielo, e di fronte a voi il Monte Piana, il Monte Cristallo che vedrete meglio se poi vi spostate di alcune centinaia di metri verso il lago di Landro. Una caratteristica dei laghi di queste zone è il colore verde smeraldo e azzurro intenso a seconda di dove corre lo sguardo sull’acqua. Sulla via del ritorno, consigliamo una sosta presso uno dei punti ristoro tipici della zona per mangiare una crêpe ai mirtilli o una fetta di torta alla frutta secca per ricaricare le batterie.  Di ritorno verso Dobbiaco (questa volta tutto in discesa!) potete proseguire sulla ciclabile verso Brunico che dista circa 35 Km oppure tornare in treno. Un’altra visita obbligatoria è a Plan de Corones/Kronplatz, facile e poco faticosa in funivia. Recatevi quindi presso Riscone/Reischach che si trova pochi chilometri da Brunico presso gli impianti della funivia Plan de Corones. Salirete a ben 2.275 su un altopiano intorno al quale si può assistere ad una corona di montagne dolomitiche meravigliose. Questo luogo d’inverno è molto frequentato perché è la sede di numerosi impianti di risalita. D’estate il panorama offre la sensazione unica che dà l’alta montagna, che è un misto di meraviglia e rispetto. E con questi presupposti si può comprendere perché vi si trova la Campana della Concordia, simbolo di amicizia tra i popoli, enorme struttura di 18 tonnellate che ogni mezzogiorno volteggia muta nel vento, come se così si caricasse, per poi suonare all’improvviso con quelle note che si ascoltano solo tra i monti. A Plan de Corones è possibile visitare uno dei sei musei creati dall’alpinista Reinhold Messner dedicato alla roccia, un altro si trova presso il Castello di Brunico. Il museo, quasi costruito dentro la montagna, è frutto di Zaha Hadid, l’architetto famosa in tutto il mondo che a Roma ha realizzato il MaXXI dedicato all’Arte contemporanea. Qui la struttura sembra entrare nelle viscere della terra per tornare in superficie con tre grandi finestre sui monti circostanti con una visuale che ancora una volta ci fa sentire piccoli di fronte a tanta maestosità. A Plan de Corones ci sono diversi ristornati dove mangiare: vi consigliamo i Canederli allo speck in brodo e poi i Canederli alle albicocche con frutti di bosco. Squisiti. Per la cucina dell’Alto-Adige serve una visita aggiuntiva perché molto deve poter essere raccontato.

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