Alessandro Mazzitelli, una vita per l’arte

di Apollonia Nanni

I grandi cambiamenti portano sempre la ridefinizione di perimetri e attività e la riscrittura di nuovi processi, e “capitano” incontri capaci di evidenziare nuovi e sorprendenti significati, nuove geometrie. Quella di Alessandro Mazzitelli, nato il 5 luglio 1943 a Catanzaro, dove vive e tuttora opera, è una vita dedicata all’arte. Anticipatore ed innovatore sin dagli anni Sessanta, protagonista di mostre di successo e riconoscimenti per i suoi meriti artistici, molte sue opere figurano in collezioni private in Italia ed all’estero. Le opere realizzate in questo periodo inducono ed introducono ad una svolta dalle conseguenze fondamentali sulla scena artistica del territorio, “indenni” ai balzi “modaioli”, perché quando l’arte è autentica è anche permanente! Nel 1967 in America nasce la Land Art, corrente rivoluzionaria: Mazzitelli si inserisce in questo filone e lo caratterizza dall’intervento diretto sul territorio e sul paesaggio circostante, modificandolo con  opere realizzate nel 1969; negli anni successivi realizza una significativa installazione di portata storica in Calabria: inizia ad avvolgere gli alberi della Sila con dei rotoli enormi di carta bianca mutando l’aspetto del territorio dell’ambiente circostante. È l’unico artista in quegli anni ad osare e sbalordire. Nello stesso periodo crea i Dragging-drape – definizione coniata da lui stesso – ossia opere realizzate con tessuti; e si esprime anche mediante installazioni e performance. Dalle Stanze della pittura: dipinti ad olio di notevoli dimensioni di concezione iperrealista, astratti e informali, di vario genere e stile.

Alessandro Mazzitelli manifesta la sua predilezione per l’arte sin da bambino, supportata e condivisa dal padre, Achille Filippo Mazzitelli, pittore che negli anni Quaranta realizza i primi manifesti del Cinema dipinti a mano. Mazzitelli nasce dunque figlio d’arte! Nell’atmosfera rarefatta dello studio del padre, avvolto tra profumi di vernice a smalto, odore di colore, essenza di trementina, profumo di pittura, ha inizio la sua fantastica avventura. Compiuti gli studi presso la Scuola d’Arte e l’Istituto di Belle Arti di Reggio Calabria (dove risiede per sei anni), diretti dall’illustre critico d’arte Alfonso Frangipane, si evidenzia da subito per le innate capacità artistiche. E così alla fine degli anni Sessanta lo ritroviamo docente di Discipline Pittoriche presso il nascente Liceo Artistico di Catanzaro, dove inizia un lungo sodalizio artistico con gli studenti. Ci sono luoghi e persone che emanano un’energia magnetica: attirano, evocano e spesso raccontano lo spirito del tempo. Alessandro Mazzitelli è un “attivatore”, un attrattore per molti giovani che si approcciano all’arte. Le sue intuizioni e le sue espressioni inedite incentivano e stimolano, aprendo loro nuove strade. A Catanzaro e in tempi non sospetti, le sue opere moderne e anticonvenzionali segnano il superamento di un’arte “altra”: una rivoluzione di stili e accademismi di genere!

All’Expo di Bari del 1982 partecipa con un’opera installativa a parete di notevoli dimensioni composta da assemblaggi di tessuto di cotone, tela, sagomata in evolute forme astratte, realizzata negli anni Settanta. È  un trionfo ed una novità. Alla pittura predilige altre forme d’arte innovative per l’epoca e tutt’oggi ritenute contemporanee: La pittura scende dal quadro; Dragging-drape; Conserve d’artista. Nascono i nuovi cicli. Mazzitelli, mai alloggiato in un unico filone e libero da schemi precostituiti, è davvero un artista dalle mille espressioni, autonomo e di spirito mitteleuropeo, abile nello sperimentare tecniche come si evince dalle opere Fuori quadro e Fuori pittura. Con uno sguardo “acrobatico” guardiamo alle sue opere Forme-arcaico-moderne uscite dai confini limitanti della superficie racchiusa e che si evolvono in un divenire di intrecci di materiali vari: che sia stoffa, legno cartone retina o altro medium, il tutto assume una nuova geografia dell’anima, attraverso la manipolazione della mente creativa del maestro, espressioni di sentimenti celati che esprimono le inquietudini dell’uomo contemporaneo. “L’opera d’arte deve respirare, ispirare, vibrare, altrimenti è solo un’accozzaglia di paccottiglie”, dichiara lo stesso Alessandro Mazzitelli. E così la dimensione piatta della pittura è un inganno superato. Fare arte è come recitare un’Ave Maria. L’artista, suo malgrado e nonostante tutto, vive una doppia vita. Esso stesso è l’opera! Miracolo dell’arte.

Il prossimo appuntamento di Alessandro Mazzitelli è una pubblica installazione a Dusseldorf, in Germania, nella primavera 2019.

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