Le mani dell’antica tradizione manifatturiera italiana negli scatti di Thomas Quintavalle

testo di Federico Rossetti – foto di Thomas Quintavalle

Thomas Quintavalle è un fotografo professionista, che vive tra Mestre e Berlino, con in tasca una laurea in Giurisprudenza. La passione per le immagini quale strumento di racconto e di emozioni è cresciuta dopo il 1995, anno in cui un brutto incidente stradale lo costringe sulla sedia a rotelle. E laddove questa non gli consente di arrivare,  <<ci pensa la fotografia a restituirmi la libertà di essere ovunque si posi il mio sguardo. Quando scatto mi ritrovo per un istante dentro alla scena, è una sensazione incredibile>>.

Da qualche anno Thomas ha messo in piedi un progetto artistico tanto originale quanto efficace nel veicolare un messaggio positivo: immortalare “le mani della tradizione”, ovvero raccontare storie e persone coinvolte nella migliore e longeva attività del manifatturiero italiano. Si tratta di un viaggio attorno al prodotto italiano conosciuto e riconosciuto universalmente come “Made in Italy”, le eccellenze frutto del lavoro artigianale, della creatività, della genialità, della tenacia. In sintesi: l’essenza del saper fare italiano.

Per caratterizzare ancora meglio questo percorso artistico – che poi sfocia inevitabilmente nella dimensione culturale, sociale ed economica – Quintavalle ha girato in lungo e in largo lo Stivale alla ricerca di storie d’eccellenza e soprattutto di aziende storiche, ossia imprese che operano da almeno cento anni. Quasi sempre si tratta di iniziative imprenditoriali tramandate di padre in figlio senza soluzioni di continuità. Ciò che riveste di ulteriore fascino e prestigio il frutto di questo lavoro. D’altronde l’Italia vanta il primato mondiale per quanto concerne l’anzianità di fondazione delle aziende: circa 2.500 sono le imprese storiche presenti in Italia, quattro su dieci sono familiari, una trentina sono nate addirittura tra i secoli XI e XVI. Nelle fotografie realizzate dall’artista mestrese, con piglio quasi pittorico, si vedono volti, attrezzi, officine, laboratori; ma soprattutto mani: ora impastano, ora disegnano, ora cuciono, ora scolpiscono. Mani che lavorano per tramandare, nei secoli, il segreto più bello di un lavoro in cui la fretta imposta dall’utilitarismo economico delle multinazionali lascia il posto alla lentezza dell’artigiano e dell’operaio intenti a creare. Pertanto, <<non un rapporto mordi e fuggi, ma una relazione di lunga durata>>.

I primi scatti fotografici realizzati per dare vita a questo progetto risalgono al 2013. Thomas Quintavalle ha così scoperto, incontrato e fotografato la Pontificia Fonderia Marinelli che da mille anni, ad Agnone in provincia di Isernia, produce campane; o la laneria Fratelli Piacenza di Pollone, nel Biellese, attiva sin dal 1733. Ma anche l’antichissima Torrini che, a Firenze, produce gioielli dal 1369. Oppure in provincia di Venezia l’azienda Voltan di Stra, stimata come il primo calzaturificio a ciclo produttivo industriale realizzato in Italia, e la Camuffo di Portogruaro che dal 1438 costruisce imbarcazioni.  E così via tante altre realtà che mescolano alla sapienza del lavoro la suggestione di esperienze che affondano in radici profonde.

Gli scatti di Quintavalle non sono comunque terminati giacché il progetto delle “mani della tradizione” è dinamico, in evoluzione, costantemente alla ricerca di nuove storie da fotografare. Quello che colpisce, fra le tante altre cose, è la sobrietà di tali scatti, quasi a voler entrare nella bottega dell’artigiano o nella fabbrica dell’operaio con rispetto e ammirazione per i valori che queste persone portano avanti.

Per far fronte ai costi, sostenere e consentire la prosecuzione e la crescita del progetto artistico “Le Mani della Tradizione”, è attiva una campagna di crowfunding:

 

www.greenfunding.it/campaigns/lemanidellatradizione-2/

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