Come sono andate le vacanze?

del Marchese del Grillo

Avete abbassato la voce nelle ore della gran calura pomeridiana? Fatto a meno di giocare a pallone, sotto l’ombrellone degli anziani vicini? Richiamati i figli con un severo gioco di sguardi, o avete replicato con ulteriori grida ai loro schiamazzi? E la musica, dopo una certa ora della notte, avete avuto la compiacenza di abbassarla?

Una volta ci saremmo limitati a queste domande nel chiedervi come fossero passate le vacanze in termini di educazione ed eleganza. Ma al tempo 4.0 le nuove domande fioccano. E non toccano solo l’estate. Avete abbassato le suonerie per non infastidire le persone che condividono spazi con voi, al ristorante, nel treno, vicini di casa? Avete evitato di essere continuamente connessi e soprattutto in una stagione così piena di tragedie e di lutti – penso alla sciagura del ponte di Genova, alla disgrazia del Raganello – avete evitato di esporre in pochi minuti sui social l’intera gamma di luoghi comuni dal più sorriso finto in bikini alla lacrima più falsa per i morti e i senza tetto? E non ho voluto chiedere se vi siete astenuti dal sentirvi tutti costruttori e ingegneri… La mancanza di gusto ha regnato sovrana nell’estate 2018 ma a mio parere non si è trasceso per volgarità nelle canzoni tormentone. Analisi che posso condurre con metodo grazie ai miei giovanissimi quanto esperti nipoti. E già questo è un bel segno: le canzoni tormentoni. Le ho trovate simpatiche e divertenti. Devo però segnalare i vicini di ombrellone che non mancano mai di assieparsi a ridosso della mia postazione a mare… sul bagnasciuga per farmi riecheggiare rap e ritornelli tutto il giorno. A proposito: avete rispettato la privacy sulla spiaggia? Capannelli di ombrelloni fomentano la voglia di giudicare la vita degli altri meglio di qualunque sentenza di Cassazione. È il tribunale del popolo che analizza pance e cellulite, messe in piega e stravaganze di mamme e figli, cugini e nipoti per finire col condannare sempre la bella di turno e l’indomabile Don Giovanni.

A proposito di Opera. Quanti racconti piccanti avete sentito quest’anno? Ve lo chiedo dalla magica atmosfera di Venezia che, come abitudine, chiude con la sua immancabile pioggia settembrina la mia estate. Una pioggia che si alterna al sole e che non toglie anzi finisce per aggiungere ulteriore fascino a una delle città più belle al mondo. Trovo nell’estate il tempo migliore non solo per far trionfare la Bellezza, la pienezza dei sentimenti, ma anche la consapevolezza degli stessi. Ricordate? Le giuste premesse per una buona e corretta vita social. Ritrovare se stessi è un’esperienza che se non avete fatto in estate potete sempre provare a fare in autunno, in inverno, in primavera.

A proposito, avete spento i telefoni in Chiesa? Se siete andati alla Messa, verrebbe da chiedere…

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